Il prezzo di Hollywood

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Il prezzo di Hollywood

Stufo dei soprusi del suo capo, un giovane segretario aspirante sceneggiatore decide finalmente di dare all'uomo la lezione che si merita.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Swimming with Sharks
Attori principali: Kevin SpaceyKevin SpaceyFrank WhaleyFrank WhaleyMichelle ForbesMichelle ForbesBenicio del ToroBenicio del ToroT.E. RussellT.E. RussellRoy Dotrice, Matthew Flint, Patrick Fischler, Jerry Levine

Regia: maschioGeorge Huang
Sceneggiatura/Autore: George Huang
Colonna sonora: Tom Hiel
Fotografia: Steven Finestone
Costumi: Kirsten Everberg
Produttore: Jay Cohen, Steve Alexander, Stephen Israel, Joanne Moore
Produzione: Usa
Genere: Commedia
Durata: 101 minuti

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La gabbia dorata del lavoro / 15 Febbraio 2016 in Il prezzo di Hollywood

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ciò che mi ha colpito di più del film di Huang è che, pur essendo ambientato nel mondo delle grandi produzioni cinematografiche, esso non parla mai di cinema propriamente detto: al contrario, a farla da padrone è la classica triade denaro-potere-sesso, che sommerge ogni cosa.
Stando all’epopea del “povero” Guy, non è la qualità di una sceneggiatura o le sue potenzialità in termini qualitativi a portare un film sullo schermo, ma la sua capacità di portare benefici economici e di popolarità a chi riesce a farla approdare in sala. L’eventuale qualità o il possibile successo di un prodotto sono finalizzati (ovviamente) al tornaconto personale di chi, per primo, è riuscito a proporre un certo script al dirigente di una casa di produzione: in tutto ciò, non ci sarebbe nulla di cui stupirsi, se non fosse che, eliminato il contesto hollywoodiano, le situazioni del film potrebbero essere quelle di un qualsiasi luogo di lavoro in cui spadroneggia il capo frustrato di turno. Insomma, tutto il mondo (del lavoro) è paese: quanto siamo disposti a sopportare, in nome di un’occupazione lavorativa? Ne vale (sempre) la pena?

Insieme ad un Kevin Spacey estremamente ispirato, il finale è una delle cose migliori del film: la gabbia dorata di Guy non è Hollywood, che forse mai vedrà, ma il proprio ufficio, a cui pare essere legato da un patto luciferino.

Nota: la scelta di far doppiare Spacey a Giancarlo Giannini potrebbe essere riconducibile alla versione italiana di Wall Street, in cui l’attore italiano doppiava un Michael Douglas/Gordon Gekko spietato quanto il suo Buddy Ackerman? I due personaggi, poi, sembrano avere in comune il senso del rampantismo e la medesima concezione della pausa pranzo, considerata inutile, dedicata a chi non ha niente da fare.
Il risultato è davvero straniante: cosa ci fa Al Pacino dentro il corpo di Kevin Spacey? 😀

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25 Febbraio 2013 in Il prezzo di Hollywood

Sensazionale, semplicemente sensazionale. Il film? beh non esageriamo. Kevin Spacey… a metà degli anni ’90 ci ha regalato dei ruoli fantastici. Tutti forse lo ricordano ne i soliti sospetti ma qui non è da meno. Cinico, feroce, spietato, sadico, riesce ad essere un capo orribile e a mettere in luce tutto il peggio della grande macchina da soldi che è Hollywood.
La sua partecipazione a come ammazzare il capo e vivere felici trova un senso dopo aver visto questo film…

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