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Recensione su Beyond

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22 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La prima cosa da menzionare è che la regista, Pernilla August, era la madre di qualcuno in Star Wars numero qualcosa, ma tu pensa. E che la protagonista era quella che faceva Lisbeth ecc nei film della trilogia di Millennium. Qualcuno ha una vaga idea di quel di cui sto parlando? Perché io francamente no.
La storia purtroppo è… di quelle che hanno rotto il cazzo. Ebbbbasta.
Un mattino di un dì di festa telefonano alla famiglia felice. La madre di lei sta per morire. Corsa verso l’ospedale, mezza Svezia più in là. La partenza in macchina significherà anche la partenza del solito treno di flashback per spiegarci le radici del rapporto conflittuale con la madre moritura e il padre morto da un bel po’. Leena è mezza schizzata pure lei, come il padre, un finlandese di nome Kimmo che era il solito ubriacone con la cintura in mano per darle, e la madre, che lo odiava e amava insieme. Solite storie da proletari biondi sempre sbronzi. Che poi io capisco che vuoi fare l’opera prima e ti vien spontaneo farla autobiografica e intima e il tempo passato, le fotografie sorridenti ecc. Però a me han rotto il cazzo, basta, son tutti uguali. Comincia dall’opera seconda, inventati qualcosa. Sono io che devo pagare 4 ca**o di euro per vederti, mica il contrario!
Un momento bellissimo era, in un flash, quando il padre stava con altri due su di un balcone della loro casa nuova. Perché arrivavano uno per volta, e già il padre era la copia di Steve McQueen. Poi arrivava la copia di Steve Carrell. E infine accanto a loro si aggiungeva la copia di Chavy Chase. Svedesi.
O_O
Ma che pregio!
NB: faccio notare che questo film non era poi così brutto, e non merita per nulla tutta l’acredine che gli ho riservato. Essere costretto a vederlo mi ha maldisposto è_é

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