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Recensione su Beyond

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9 luglio 2011

Dopo la trilogia di Millennium e sull’onda dei successi di Susanne Bier, finalmente, qualcosa si muove e anche nel circuito cinematografico italiano si trova spazio per qualche opera nordica.
“Beyond” (questo è il titolo tradotto) è una storia che si incentra sull’infanzia travagliata di Leena, una ragazzina di orifini finlandesi immigrata in Svezia con la famiglia. Le tante liti tra i genitori (padre alcoluizzato e spesso disoccupato, ma anche la madre non scherza) finiranno col demolire l’infanzai di Leena e del fratellino più piccolo.
Parecchi anni dopo, Leena ha una sua famiglia, un marito affettuoso e due figlie, ma riceve la telefonata della madre morente e deve ripercorrere mentalmente quel periodo della sua vita. Il riavvicinamento non è facile, il film vive dei sentimenti contrastanti di Leena, sia adulta che bambina. Bella l’interpretazione di Noomi Rapace.
Non è proprio una trama nuova, ma è una pellicola ben girata e chiaramente in linea con uno spirito prettamente nord-europeo.

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