Recensione su Suspiria

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Suspiria / 17 Maggio 2020 in Suspiria

Pietra miliare dell’horror italiano ed europeo, Suspiria è il film che fece conoscere Dario Argento in tutto il mondo.
Il film inizia con un tono quasi fiabesco “Susy Benner decise di perfezionare i suoi studi di balletto nella più famosa scuola europea di danza. Scelse la celebre accademia di Friburgo. Partì un giorno alle nove di mattina dall’aeroporto di New York e giunse in Germania alle 22:45 ora locali”. Tuttavia, è sin da subito evidente la connotazione gotica del racconto: racconto che si basa su due aspetti fondamentali; la “detection”, ovvero la ricerca della soluzione al mistero che si svolge nella scuola di danza(le morti misteriose, le insegnanti-streghe; l’effetto visivo, ovvero la capacità tecnica formidabile di Argento, tra una delle migliori fotografie di tutto il cinema horror(quella di Luciano Tovoli) ,effetti speciali assolutamente all’avanguardia per l’epoca e la tecnica registica di Argento, piena di eleganza ed allo stesso tempo di pathos. Anche la musica dei Goblin contribuisce a rendere il film pieno di tensione.
Non concordo con chi dice che il cinema di Argento sia carente nell’aspetto narrativo: la narrazione in questo film avviene tramite il potere delle immagini, della musica, in una sorta di ritorno ad un’ideale cinema puro.
Inoltre, fondamentale l’anno di uscita del film,1977: da questo dato possiamo evincere il fortissimo significato del film, il conflitto generazionale tra una generazione vecchia ed allo stesso tempo potente ed una generazione giovane, curiosa e ribelle: Susy uccidendo la Makkos manda un messaggio politico forte e chiaro.

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