7 Recensioni su

Superman Returns

/ 20065.3191 voti

Rewatch con sorpresa! / 3 Aprile 2021 in Superman Returns

In un paio di giorni mi sono (ri)sparato tutta la saga di S con Reeve e temevo succedesse quello che ricordavo: che dal capitolo I era una discesa verso il trash degli effetti speciali e dei polpettoni insipidi, a cui erano destinati quasi tutti sequel di film cult dell’epoca… e così è stato!
Nemmeno ricordavo che il capitolo IV era così… pessimo…
Detto ciò, l’unica cosa che davo per certa è che reputavo questo “Returns” proprio brutto… visto una sola volta all’uscita e basta.
E invece SORPRESONA!!!
Cioè: non è un cult, nemmeno grandioso, ma tra tutta la “vecchia” saga almeno è stato un revival decente, a mio parere.
Tolto il fatto che tutti gli attori hanno fatto pena, Spacey a parte, il film si destreggia con belle scene d’azione e moooolto buoni effetti speciali (la scena dell’aereo che precipita è stata spettacolare!); beh si, sono state riprese molte idee dai precedenti, ma cosa inventarsi di piu con S?
Ed ecco che è stato un rewatch come fosse la prima volta e ne sono contento, anche perché le 2h34 del bluray mi mettevano un po’ ansia!
6,5/10.

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Il 4 non è il peggiore… / 13 Luglio 2020 in Superman Returns

Tante aspettative per uno dei film più noiosi ed inconsistenti di sempre.

sufficiente / 24 Aprile 2020 in Superman Returns

da apprezzare per il “revival” ed ipotetico finale dell’opera di Donner….ma da Singer ci si aspettava molto di piu

23 Maggio 2015 in Superman Returns

carino,ma nulla di che

Il voto sarebbe un 7.5 / 4 Gennaio 2012 in Superman Returns

Devo premettere una cosa: dei supereroi Superman è quello che mi piace di meno. Forse per i motivi descritti da Bill in Kill Bill 2 ovvero Superman è un alieno, io preferisco umani con superpoteri (tipo Spider-man). Il secondo motivo principale è l’identità segreta di Superman: possibile che un paio di occhiali possano nascondere la vera identità di Clark Kent?
Premesso ciò, devo dire che mi è piaciuto abbastanza. Lento nella prima parte con l’introduzione dei personaggi anche se Bryan Singer non perde molto tempo (il film si colloca dopo il secondo Superman originale come tempi e quindi Superman, Lois Lane, Lex Luthor sono già conosciuti o dati per tali) nelle descrizioni ma cerca solo di spiegare cosa è successo nei cinque anni in cui Superman è stato distante dalla Terra. Nella seconda parte aumenta l’azione (senza trascurare i sentimenti dei personaggi coinvolti) e il film decolla definitivamente.
Bravo Brandon Routh in un ruolo non facile, in cui si faranno sicuri paragoni con chi l’ha preceduto; se la cava abbastanza bene (sia nei panni del timido Clark Kent che in quelli di Superman); grandissimo Kevin Spacey come Lex Luthor e bella e brava anche Kate Bosworth come Lois Lane.

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plagio / 18 Aprile 2011 in Superman Returns

Io lo chiamerei plagio. Ad un certo punto mi aspettavo che salvasse il gattino dall’albero come nel primo degli anni settanta. Sicuramente è stato voluto l’ammiccamento e il rimando continuo ai primi film, e va bene, ma cavoli in fila salva un aereo, come nel primo, un furto in banca, come nel primo, entra nei tombini, come nel primo, da una balconata prende Lois e fanno un voletto, come nel primo, le dice di non fumare, come nel primo, la Kitti si commuove e salva lei il mondo, come nel primo e che caspita!
Asessuato come non mai e qui Singer ci mette del suo, anche i suoi Xmen peccano di blando erotismo, ma dopotutto questo figlio in qualche modo lo hanno fatto, io me li ricordo a letto, negli anni settanta i due, che si fa, loro possono fare rimandi ai film precedenti e noi spettatori no?

Non si possono contare le volte in cui superman viene ripreso simbolicamente crocifisso, ma questa è una lettura fedele del fumetto.

In generale Clark Kent sparisce, non c’è, c’è solo Superman, un po’ più dark, anche nella scelta dei colori.
Io credo che di ogni personaggio che abbia una valenza universale si possa fare tutto e il suo contrario, per la sensibilità di oggi avrei preferito vedere “dio” e il suo doppio, la sua incarnazione, la sua umanità, il suo tormento, superman, proprio perchè indistruttibile, è il più fragile dei supereroi e qui proprio non ci siamo.

Personaggi di contorno? Mah, assolutamente strumentali, senza il minimo spessore.
Dimenticavo, Lex nel primo distrugge la sponda pacifica degli stati uniti, qui la sponda atlantica,è fissato con la terra eh?

A propositi di look, tutti vestiti anni 40 in mezzo a cellulari e pc, che cavolo di scelta stilistica è? Perchè non rendere moderno il personaggio almeno negli abiti?.

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superdad / 18 Aprile 2011 in Superman Returns

Non sono mai stato un fan di Superman, neanche quando ero piccolo. L’idea di questo supereroe imbattibile, psicologicamente vuoto (la sua unica debolezza è la kriptonite…) che svolazza su e giù per la città e si nasconde sotto le spoglie di un imbranato giornalista non mi è mai sembrata interessante (niente a che vedere con un Batman in cerca di vendetta, cupo e solitario).
Il primo “Superman”, firmato da Donner e interpretato dal povero Christopher Reeve e da Gene Hackman, nei panni di Lex Luthor, tuttavia, non è stato male. I seguiti sono da dimenticare.
Qui ci pensa Bryan Singer (autore de “i soliti sospetti” e della saga di “X-Men”) a risollevare il personaggio. E, secondo me, ci riesce.
L’idea di far tornare sulla terra Superman, dopo un periodo di assenza coinciso con un suo viaggio di riflessione e maturazione ne fa una figura quasi cristologica, un figlio rimandato sulla terra dal padre per guidare e sorreggere noi umani, che abbiamo la spiacevole tendenza a fare delle nostre vite un pasticcio.
Superman torna e trova la sua innamorata e premiata giornalista, accasata con il nipote del giornale e con tanto di figlio.
Nel frattempo un maturo e spietato Lex Luthor (Kevin Spacey è spettacolare nel ruolo) è uscito di prigione e giocherallando con la mineralogia punta a liberarsi una volta per tutte dell’eroe.
Singer centra l’obiettivo, cioè di umanizzare Superman, di dargli una dimensione affettiva più marcata e di rendere la sua missione più conflittuale, considerata la sua natura non-umana.
L’intenzione c’è ed il risultato è gradevole. La scena del pestaggio è il culmine dell’umanizzazione del personaggio, che ritrova anche un legame ancora più stretto con l’umanità. La regia è buona e si vede.
L’attore che interpreta Superman è eccessivamente marmoreo, le sue espressioni facciali sono ridotte al minimo. Forse un pò di coinvolgimento in più avrebbe migliorato il voto finale.

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