24 Recensioni su

L'uomo d'acciaio

/ 20135.6402 voti

adoro! / 24 Aprile 2020 in L'uomo d'acciaio

trovo assurdo disprezzarlo. Un ottimo mix di fantascienza e cinecomic che taglia di netto il legame con le precedenti pellicole. L’unica pecca ( credo voluta ) le eccessive scene di lotta metropolitana. Sarò esagerato con il voto ma ci sono Zimmer, Snyder e Goyer… il mio top.

L’INIZIO DEL DCEU / 6 Ottobre 2018 in L'uomo d'acciaio

Anche se Superman non è uno dei miei eroi preferiti, devo dire che questo è un film fatto veramente bene. L’intervento di Nolan (l’aspetto dark simile a Batman), effetti speciali notevoli e moltissime scene d’azione caratterizzano il film. Consigliato agli amanti del genere.

21 Aprile 2014 in L'uomo d'acciaio

Il nulla..

15 Gennaio 2014 in L'uomo d'acciaio

Barboso. Non ci sono altre parole. Una stella in più solo perchè, finalmente, gli hanno messo le mutande sotto al costume.

Niente male! 7+ / 12 Gennaio 2014 in L'uomo d'acciaio

Supera la sufficienza il film di Snyder che riporta in vita un grande eroe dei fumetti (dopo il flop di “Superman Returns” ero tentato a non vederlo!), contornando buona parte del film ricordi, sensazioni e introspezione del personaggio, da renderlo molto umano e sempre propenso al bene! Attrae la storia, ben scritta e diretta, e vedere fotografia, riprese stupende e affetti speciali uniti in 2 ore e un quarto di azione, sentimenti e guerra. Il bravo Henry Cavill, che ricordiamo in “immortals”, oltre al niente male fisico ci mostra un Superman combattivo, che non annoia e che sicuramente ci prepara ad un sequel. Fortuna un bravo Kevin Costner, perchè Russell Crowe non si spreca di molto… Un bel 7 se lo merita!

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Più uomo che Dio / 29 Ottobre 2013 in L'uomo d'acciaio

L’uomo d’acciaio è il titolo dell’ultimo adattamento cinematografico ispirato al supereroe più famoso dell’universo dei fumetti, ossia Superman.
L’imponenza dell’aggettivo usato per descrivere l’eroe, invece di tradursi nella normale accezione del termine, e quindi in un connubio di energia e potenza, nella pellicola assume un significato meno generico, ossia improntato più sulla forza interiore che su quella esteriore.
Questa è una prassi che molti cineasti utilizzano per rendere l’eroe più umano, in modo che lo spettatore possa provare empatia nei confronti di colui che invece si erge dalla condizione di semplice essere umano, per elevarsi a qualcosa di più.
In questo Snyder ci riesce, creando non un Clark Kent isolato, ma un Superman solitario. Il suo alter-ego, che nella maggior parte dei film precedenti rappresentava l’unico mezzo in grado di ricongiungere il dio all’uomo, ma che allo stesso tempo lo allontanava dalle persone che amava, è ora per lui l’unica fonte di protezione, in quanto la verità sulle proprie origini lo porterebbe a isolarsi ulteriormente, lasciandolo in preda alle proprie paure.
Ovviamente il film cambia a seconda dello spettatore. Vi è l’appassionato, che può storcere il naso perché l’evoluzione del personaggio è differente da quella invece rappresentata nel fumetto. Chi cerca solo un passatempo e invece si trova davanti una storia più articolata; ma nel complesso tutta l’attenzione è rivolta all’uomo e non al supereroe.

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29 Ottobre 2013 in L'uomo d'acciaio

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Che bello, anche nel recensire questo film vado in controtendenza. Questo mi fa un enorme piacere.
Allora, partiamo da un giudizio sintetico per poi analizzare i particolari. Il film è eccellente. La trama è solida, la fotografia è ineccepibile, gli effetti speciali sono quanto di più grandioso abbiamo mai visto. Spiderman di Raimi ci ha emozionato con movimenti di telecamera che seguivano il dondolare del nostro eroe tra un grattacielo di New York all’altro appeso alla sua ragnatela. Da allora rendere emozionante dal punto di vista visivo qualsiasi scena in cui un supereroe vola è stato vano, ma Superman riesce a regalarci la stessa intensità di emozioni nel volare tra i grattacieli di Metropolis. Del resto Zack Snyder ci ha già dato ampie prove di essere un eccellente regista con 300, Sucker Punch e Watchmen (tutto si può dire di queste trame, ma sottolineo che parlo di regia, non di sceneggiatura).
La sceneggiatura ha un certo sapore apocrifo che dipinge Krypton in toni più scuri e sfaccettati di quanto fossimo abituati. Personalmente trovo la nuova versione più interessante di quella civilizzazione piatta e perfetta che il fumetto ritrae. E ciò nonostante quel che conta c’è: il personaggio di Kal-El è costruito attraverso flashbacks che ci mostrano come è diventato l’eroe generoso, calmo e rassicurante che è. Ogni scena in cui interagisce con gli umani sottolinea abilmente come lui voglia solo altruisticamente aiutare il prossimo, rassicurare gli umani, aiutarli a superare lo shock di avere a che fare con un essere che, pur avendo un volto umano, è un alieno potenzialmente pericolosissimo. E lo fa perché questo è quello che gli hanno insegnato i suoi genitori terrestri, e perché lui stesso è speciale anche rispetto ai suoi simili: questo è il tocco in più di questo film. Kal-El è il primo figlio naturale di Krypton, il cui destino non è stato scritto nei suoi geni. Verrebbe da chiedersi perché il fumetto non ha mai pensato a questa semplice ma brillante intuizione.
Il nemico, Zod, non è meno approfondito. In ogni scena è lì a farci riflettere su quanto pesante sia il non possedere un libero arbitrio, di avere un destino pre-scritto nei propri geni. Zod è un guerriero per programmazione genetica, e non può concepire altro modo di promuovere la causa della sua patria se non combattendo. Questo rende la sua figura a tratti tragica, ma mai per un istante ci fa pensare che possa essere sotto sotto un buono. Forse questa è una pecca, ma non rovina il film a mio avviso.
Ci sono due elementi che non ho saputo accettare. Entrambi spezzavano la mia sospensione dell’incredulità. Il meno grave dei due elementi è la soldatessa con gli occhi da cerbiatto. E’ chiaramente il personaggio messo lì a fare domande che imbocchino la trama allo spettatore. Succedeva già in Batman Begins con gli ingegneri della metropolitana che ad ogni scena dovevano ripetere che se il treno raggiungeva la centrale, tutto sarebbe saltato in aria. Tutto per la logica secondo la quale Gli Spettatori Sono Ritardati. Capisco il rivolgersi ad audience mondiali, ma in certi momenti si arriva a livelli di puro fastidio.
L’altro elemento è la scena della morte del padre adottivo di kal-El, che fino ad allora era stato un elemento davvero ben costruito, con un ottimo Kevin Costner. Ma quella scena è decisamente gratuita, non sta nel personaggio di Superman, il pretesto è costruito male (morire per salvare il cagnolino? Dai, è ridicolo… capisco che c’è PETA che guarda e fa chiasso, ma tutto ha un limite).
Fortunatamente sono due elementi decisamente secondari rispetto a tutto il resto. Non importa come muore Kent, la sua figura guida Kal-El attraverso il suo esempio di persona proba. Come Superman è l’eroe di tutti, il ricordo del padre è il suo eroe. Superman ispira gli umani ad essere migliori, ma è stato un umano a rendere migliore lui.
Che dire, un degno ritorno alla pellicola del mio supereroe preferito!

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18 Ottobre 2013 in L'uomo d'acciaio

Vorrei citare il ragionier Fantozzi adattandolo al film in questione:

“Per me… L’UOMO D’ACCIAIO è una CAGATA PAZZESCA!!!”….
“BRAVO!!!”
“BRAVO!!!”
“92 MINUTI DI APPLAUSI…”

Non ho atro da aggiungere 🙂
Ad maiora!

Poco uomo, molto acciaio / 5 Ottobre 2013 in L'uomo d'acciaio

L’idea di fondo è che Goyer e Snyder abbiano cercato di dare un’impronta “nolaniana” all’eroe dal mantello rosso, cercando di renderlo il più possibile simile alla controparte dark dell’uomo pipistrello, protagonista della Trilogia del Cavaliere Oscuro. A mio avviso, riuscendoci solo in parte. Tralasciata la sceneggiatura, che in alcuni punti diventa poco credibile o comunque forzata, ho apprezzato molto la prima parte, che ha mirato più a mostrare un Superman introspettivo, un essere dai poteri divini dotato però di un cuore umano. Sono rimasto invece deluso dalla seconda: passi che lo scontro finale preveda azione all’inverosimile condite da una dose massiccia di effetti speciali, ma il distacco tra la prima e la seconda parte del film è talmente netto e improvviso da spiazzare completamente lo spettatore. Sembra quasi di vedere due film diversi, con il secondo zeppo di azione confusa, dialoghi banali ed effetti speciali che sembrano buttati lì più per impressionare lo spettatore che per dare effettivo supporto e drammaticità alla storia.
Il finale, che ho trovato molto audace e probabile portatore di sviluppi imprevedibili quanto intriganti, salva in parte l’ultima ora di film.
Vi è comunque qualche scena memorabile (la scena del volo ad esempio mi è piaciuta molto, anche se praticamente era già stata anticipata nei trailer) ed è da elogiare la colonna sonora composta dal sempre bravo Hans Zimmer, a mio avviso la componente migliore di tutto il film.
Insomma, le aspettative per questo film erano alte (colpa della troppa pubblicità?), ma non sono state ripagate al 100%. E’ stata comunque gettata molta carne al fuoco, ed è stato forse questo il problema principale della pellicola: troppo da dire, troppo poco tempo per farlo. Vedremo se il sequel, ora che i paletti sono stati piantati, sarà in grado di stupirci. Dopotutto, la S sta per speranza…

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“L’amore” sadomaso di Zack / 28 Settembre 2013 in L'uomo d'acciaio

Favola da sogno americano completamente folle e, come non bastasse, stavolta piegata alla banalità siderale e al realismo nolaniano ormai totalmente fuori controllo.

7 Agosto 2013 in L'uomo d'acciaio

Sicuramente diverso da tutti i Superman.
Tanti effetti speciali ma a parte questo, a mio avviso, ci sono parti poco amalgamate e il film alla fine non è niente di particolare.
Con generosità 6.

P.S. Bellissimo vedere Christopher Meloni in un ruolo diverso da Elliot Stabler 🙂

Mah… / 12 Luglio 2013 in L'uomo d'acciaio

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Com’è che c’è sempre una protagonista troppo curiosa e un padre troppo invadente? Qui addirittura due, con le smanie di protagonismo, e che ovviamente fanno una brutta fine, un po’ da suicidi.
Una domanda: perchè superman è sempre ingrugnato, con la fronte? XD

8 Luglio 2013 in L'uomo d'acciaio

Le difficoltà nel portare sullo schermo Superman sono sempre state due a mio parere, il problema di rendere credibile un tipo che porta le mutande (rosse) sui pantaloni (azzurro shocking) e rendere profondo, squadernare la complessità di dio, perché Kal-el è dio.
Il primo ostacolo qui lo hanno superato levandogliele le mutande ( e pure la S sul mantello, ma quello mi sa che fosse già stato fatto nel precedente), ridisegnando quindi in toto l’impatto simbolico/iconografico (colori e consistenza del costume); il secondo ostacolo hanno cercato di superarlo rielaborando i piani identitari del protagonista, non più un umano che scopre e cerca di convivere con la sua alterità/divinità, ma una divinità che fa la pace con la sua umanità.
Per questo secondo aspetto i flash back sull’infanzia, il concatenare presente e passato di Kent a mio parere sono stati un ottimo espediente, peccato che la sceneggiatura davvero sia leggera, distratta e inconcludente nel complesso. Superman sin dal fumetto ha una forte lettura cristologica (almeno Snyder qui lo riprende poche volte in una posa da crocifisso simbolico), abbiamo il vero padre che altro dal suo mondo (un senso di divino c’è in Jor-el, scienziato, alieno, depositario di una tecnologia molto più avanzata della nostra), abbiamo il padre umano con la famiglia tradizionale, che si fa nucleo sociale è il depositario della sua crescita, abbiamo Clark che passa 3 anni vagando per il mondo in fuga dalla sua diversità come il Cristo ebbe i 40 giorni nel deserto prima di tornare e predicare, lì coperto di tentazioni che ne portano alla consapevolezza, qui affrontando le difficoltà umane che lo chiamano ad intervenire con i suoi poteri. Tutto molto ben chiaro, ma la prima domanda che mi sono posta è perché Clark ami tanto gli umani, perché? Chi gli ha forgiato il senso morale? Quella libertà nello scegliere cosa essere (il libero arbitrio!) di cui Zod è privo chi gliel’ha orientata verso il bene se non è tematizzata praticamente mai nel rapporto con il padre umano e men che meno nel rapporto con la madre? Mi manca proprio la costruzione del senso di bontà a meno che non debba credere che ne sia geneticamente pieno, messianicamente infuso e che la paura che John Kent gli insegna non abbia prodotto nessun effetto se non un senso di ribellione quasi generazionale che lo porti all’uccisione direi del padre nello svelarsi al mondo (con una successiva riconciliazione nel vendicarsi del primo padre).
Nolan: il personaggio è crepuscolare, cupo, problematizzato, scisso (ma tutti i supereroi sono scissi), pieno di dubbi etici e portati a scelte etiche. Posto che l’umanizzazione estrema della divinità scalfisce il senso del divino e quindi, essendo Superman non un uomo che si pompa i muscoli per combattere i cattivi, ma un essere immortale che tutto può, anche qui abbiamo il momento della scelta etica, salvare la famiglia nucleare tipica (padre e madre e due bambini) dalla furia di Zod e quindi piegarsi all’omicidio puro ed anche abbastanza crudo e umano, realistico insomma. Sorvoliamo insomma sul fatto che nella lotta precedente praticamente si è distrutta NY e quindi di milioni di morti già si è fatto scempio, ma il momento topico e di chiusura dopo il quale Superman, che ha già baciato Lois quindi ha già provato l’amore, accetta la sua umanità e può indossare i famosi occhiali è l’uccisione a mani nude di Zod che minaccia di sterminare 4 persone. Questo evento mi ha molto richiamato il giochino delle due navi di Batman 2, insomma il solito espediente di Nolan per mostrarci come la cosa giusta passa da un atto sbagliato che dobbiamo accettare, seppur sbagliato (quindi la domanda successiva è: non sarà poi mica tanto sbagliato questo atto?). E se dio stesso deve uccidere per salvare altre vite … allora…la laccatura fascistoide è sempre in agguato.
Ecco quindi finalmente ristabilita la storia come la conosciamo, Clark è in procinto di farsi giornalista, montatura nera di prammatica e terribile accostamento fra camicia e cravatta.
E’ un fumettone adrenalinico, quindi 50 minuti di una battaglia furiosa che appena è finita quella di gruppo e Superman e Zod rincominciano a darsele in un duello solitario ti domandi “Ancora?”.
Altri buchi di sceneggiatura a me incomprensibili: Lois scopre la vera identità di Superman in due minuti e senza tanto sforzo, molto accade proprio sopra, fisicamente, il tetto della casa dei Kent e poi vogliamo raccontarci che Superman ha una identità segreta che FBI ed esercito ignorano completamente? Avere nel curriculum l’aver fatto la pesca d’altura paga.
Il personaggio di Lois è stato mantenuto solo perché lui la baci, la salvi un po’ e perché, dannazione! Avrà esclamato Nolan, nel fumetto c’è.
Notazione: Cavill è abbastanza consono, si vede pochissimo a petto nudo, ma non si dimentica. Quando fa due passetti i muscoli li senti spingere contro l’aria, quasi puoi sentire l’attrito contro bicipiti e pettorali, impressionante (seppur davvero un tantino eccessivo).
Notazione due: Reeve rimarrà Superman per sempre, il perfetto, scanzonato uomo d’acciaio, perché era elegante con tutti quei colori assurdi addosso, perché era credibile anche con le famose mutande, perchè aveva gli stivaloni di plastica eppure era fascinoso e potente senza doversi gonfiare i pettorali. Perché l’ho visto da bambina e l’imprintig è l’imprintg
A me Superman è sempre piaciuto, ho la maglietta, quella classica con i colori vivaci e un po’ pop, comprata in età adulta, mica a 10 anni.

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6 Luglio 2013 in L'uomo d'acciaio

Personaggi per niente sviluppati, 3D inesistente, colpi di scena già visti, trama confusionaria, incoerente e noiosa. Lui dovrebbe salvare il mondo (ma prima, per sicurezza, lo facciamo a pezzi), tutti lo conoscono, tranne quando usa l’effetto Sailor Moon e allora con gli occhiali nessuno sa più chi è.
Meritano solo gli effetti speciali e Russel Crowe.

4 Luglio 2013 in L'uomo d'acciaio

Gli unici motivi per cui cui do un sei a questo film sono due: il primo è che gli effetti speciali sono fantastici e anche i vari combattimenti, hanno reso il film un pò più decente. Il secondo è ovviamente Henry Cavill, bellissimo attore che ha fatto si che io non mi addormentassi sulla poltroncina xD Per il resto ho riso come una matta, pezzi senza senso, dialoghi ridicoli, menate su come bisogna mantenere il segreto e non farsi scoprire e poi ad un tratto tutti sanno chi è, ma dai!! Il padre di Clark, un beota, già che dice che forse avrebbe dovuto lasciar morire tutti i bambini dello scuolabus xD in quel pezzo tutta la sala, ha tipo urlato: ‘Ma cosa! no, come può darsi’ insomma, se volete vederlo, guardatevelo in streaming, non vale la pena di spendere soldi e vederlo al cinema!

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8 per l’incoraggiamento / 1 Luglio 2013 in L'uomo d'acciaio

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Voglio andare controcorrente. Do un bell’ otto a questo film, che fino ad ora è il miglior Superman di sempre ( per quanto anch’io sia un amante del primo uomo d’acciaio con Christopher Reeve ), nonostante alcune piccole pecche ( il personaggio di Jonathan Kent é davvero insignificante, se non per via di qualche ramanzina e dell’uscita infelice del giovane Clark poco prima che il padre morisse ).
Un otto perché si tratta pur sempre di un film d’azione e fantascienza che aveva come scopo quello di RE- inizializzare il personaggio, ( in vista di un futuro JLA, progetto in cantiere ormai da troppi anni, e impossibile da realizzare senza ricreare i due personaggi cardini della DC, Batman e Superman ) e che in quanto tale ha svolto egregiamente il suo lavoro mostrandoci la vera nascita di Superman ( studiata fino a questo momento solo nella PESSIMA serie Smallville ) e i primi passi della sua evoluzione in quello che poi diventerà il supereroe per eccellenza.
Che dire, se ci si reca al cinema aspettandosi un film d’azione, ne si resterà certamente soddisfatti, diversamente se ci si aspetta la filosofia e la bellezza di un ” Ultimo tango a Parigi”, consiglio vivamente di ordinare una pizza per passare la serata 😉

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1 Luglio 2013 in L'uomo d'acciaio

Ero molto indeciso tra un 5 e un 6 ma poi ho scelto la sufficienza dato che anche il primo Batman non mi era piaciuto mentre sono rimasto folgorato dal secondo che trovo insuperabile! Un voto di incoraggiamento quindi.
In questo film forse secondo me manca lo spirito di Superman (almeno quello che ho conosciuto io): i genitori lo concepiscono apposta per salvare la razza di Krypton!!! le navi spaziali sembrano enormi insettoni e non mi sarei stupito affatto di veder comparire all’improvviso Alien. Anche sulla terra ci sono problemi, se negli anni 30 poteva essere credibile e fattibile nascondere una nave spaziale anche piccola lo stesso non può succedere negli anni 80 in piena guerra fredda!!!
Se il Batman oscuro aveva un perché nel porsi mille problemi circa il suo operato in Superman tutti questi dubbi sembrano assurdi, seppure cresciuto da una famiglia di contadini è pur sempre un alieno non un paziente in attesa dello psichiatra!!!
Il tradimento maggiore però è stato quello di far incontrare Clark e Lois prima che lui diventi giornalista, questa scelta ha spiazzato i fedeli del vecchio Superman, me compreso. La povera Lois poi è quasi troppo assennata e non si mette troppo nei guai, mentre il suo personaggio serviva solo a fare bella figura all’uomo d’acciaio.
Non un brutto film ma il “solito” film di un eroe alla ricerca delle sue origini, ma questo eroe poteva essere chiunque, non necessariamente Kal-el.
ps note sugli effetti speciali: durante il combattimento a Smallville mentre la cittadina viene praticamente distrutta sul fondo il traffico scorre normale. A New York poi, tutti i grattacieli sembrano ospitare uffici vuoti, o sono stati TUTTI molto veloci a scappare oppure a causa della crisi l’unico grattacielo dove si lavora era quello del giornale.

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Superman è morto! / 30 Giugno 2013 in L'uomo d'acciaio

Superman, che forse i miei occhietti fanciulleschi e venati di romanticismo riconoscono ancora nell’azzurra calzamaglia e nel protettivo mantello rosso fuoco di Cristopher Reeve, come si diceva nel titolo, purtroppo non c’è più. E’ stato 9 anni su una sedia a rotelle prima di lasciarci, combattendo da vero supereroe, senza paura, con grande dignità. E’ lì che probabilmente sono giunto alla conclusione che dietro l’attore che impersonava il supereroe si celasse realmente un VERO superuomo, un Superman reale. Più autentico di quello che ci ha fatto sognare sullo grande schermo da bambini o da giovani ragazzi, e anche più commovente. Superman è Cristopher Reeve, con i suoi occhi azzurri, con il suo smagliante e familiare sorriso, Superman è lì, nei primi due capitoli della prima quadrilogia e tutto ciò che è venuto o che, ahimè, verrà, lo si potrà anche infarcire di qualunque effetto speciale o sonoro ai limiti della follia, lo si potrà trasportare sullo schermo nella migliore versione 3D del mondo, ma sarà solo un cumulo di patetiche stronzate!
Sono stato troppo smielato? Forse, si può essere, ma vaffan**lo, è rispuntato il bimbo che è in me.

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Siccome ho tanti soldi / 30 Giugno 2013 in L'uomo d'acciaio

decisi di andare a spendere dieci euro per vedere il 3d de “L’uomo D’acciaio”. Per me è uno status symbol: c’è chi usa dieci euro per accendersi i sigari cubani prima di fare i gargarismi col Cabernet, io li butto andando a vedere “L’uomo D’acciaio” in 3d.
Prima di arrivare però ho detto “Il film tanto farà schifo, al limite prima di entrare mi faccio quei 20-30 bicchieri di Chianti, così anche se è una me**a faccio finta di niente”.
Ed è andata così.
Dicevamo, arrivo lì e dico alla tipa della cassa “Vorrei un biglietto per “L’uomo D’acciaio in 3d”
E lei fa “Che ora?”
E io faccio “Secondo lei?”
E lei fa “Il prossimo spettacolo inizia tra dieci minuti, le va bene?”
E io faccio “Senti cagna, dammi stocazzo di biglietto e facciamola finita”
Lei “Sono dieci euro, undici compresi gli occhiali 3d”
Io tiro fuori i soldi, prendo il mio biglietto e gli occhialini, che tra l’altro puzzano da far schifo e mi fiondo in sala .
Prima del film c’erano le pubblicità e non ricordo granché, tranne un film, che era tipo della disney, lo ricordo perché in sottofondo c’erano i Radiohead e ho pensato “Questo film deve far schifo da matti”.
Intanto vicino a me si era seduto un vecchietto che puzzava di naftalina, attento a tutto ciò che succedeva sul grande schermo.
Parte il film e già non ci capivo uno, tanto era raccontato da far schifo.
Allora mi giro dal vecchietto e gli faccio “Uè, ma cosa sta succedendo?”
E lui fa “Zodd vuole terraformare la Terra”
E io faccio “Checazzo vuol fare?”
Lui “Terraformare la Terra”
Feci segno di aver capito col capo ma in realtà il Chianti si faceva sentire ancora, per fortuna.
Il film intanto andava avanti e tra scontri di pura forza bruta io continuavo a non capire una sega.
“Oh ma quello è Morpheus” faccio al vecchietto.
Lui manco si gira e si limita a sorridere.
Cazzo ridi?
Per quel poco che cercavo di capire, pensavo tra me e me “Ma perché salva solo soldati americani?”, “Ci sono più primi piani qui che in un qualsiasi film porno”, “L’aliena è topa forte”.
Alla fine mi sono addormentato sulla poltroncina.
Il vecchietto mi ha poi svegliato alla fine del film, mi sono alzato e sono uscito dalla sala.
Dieci euro.
Sono ricco da far schifo.

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25 Giugno 2013 in L'uomo d'acciaio

Dei supereroi, Superman è sempre stato quello meno simpatico. “Superman returns” l’avevo apprezzato, invece ho avuto qualche difficoltà con questo film di Zack Snyder.
Inizio interessante con lo svolgimento su Krypton e le motivazioni che spingono i genitori di Kal-El (questo è il vero nome di Superman) a mandarlo sulla terra. Poi il film rallenta molto (troppo a mio giudizio), risultando quasi noioso e stentando a decollare (come Clark Kent quando cerca di scoprire le sue potenzialità). Solo nel finale acquista un pò di ritmo con i vari combattimenti tra Superman e i kriptoniani.
Il 3d è inesistente nella prima parte e si nota appena nella seconda; inoltre mi sembrano un pò eccessivi i riferimenti religiosi con l’accostamento di Superman a Messia (e non credo che sia casuale il continuo riferimento ai 33 anni di Superman quando viene arrestato).
Discreto il cast: non mi convince appieno Henry Cavill (già poco convincente in “La fredda luce del giorno”), anche se sarà apprezzato dal pubblico femminile per il fisico; Amy Adams non è male anche se, per me, non regge il confronto con Kate Bosworth (e poi Lois Lane non era bruna?); bravi invece i vari genitori, Kevin Costner e Diane Lane come terrestri e Russell Crowe come padre “alieno”; discreto il cattivo Michael Shannon (restando in tema di cattivi, molto meglio quello di Star Trek: into Darkness).
Insomma film un pò deludente, che raggiunge a stento la sufficienza solo per i combattimenti finali.

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Collaborazione ludico-posticcia / 25 Giugno 2013 in L'uomo d'acciaio

Non ho mai provato interesse per il supereroe alieno con la brillantina. Penso sia stato creato per il pubblico americano, e negli americani stereotipi vive adagiato finchè essi non cambieranno (o almeno spero) direzione. Detto questo decido di andarlo a vedere, ma i motivi sono ben altri: Christopher Nolan e Zack Snyder. Entusiasta della collaborazione tra il guru e il maestro, mi convinco.
Il film dura un’ora. Una volta finito inizia un mediometraggio d’azione: buoni contro cattivi. La decisione di trascinare con molta fretta, quasi a flash, tutta la storia della nascita e adolescenza di Clark deve essere interpretata, a mio avviso, come il tentativo di non soffermarsi sulle solite cose risapute, ma focalizzare l’attenzione unicamente sull’azione. Se tale intuizione poteva risultare efficace, il prodotto che ne esce fuori sembra quasi un sequel di se stesso, e gli eventi narrati spesso lasciano lacune e interrogativi incolmabili. Il pressappochismo della psicologia del personaggio non subisce evoluzioni, e il piattume della narrazione non riesce a scavalcare i canoni del fumetto super-disimpegnato. Della storia sentimentale è indispensabile non parlare, per non aggravare una situazione già non molto florida. Alla fine, il nostre eroe, dopo che l’intero mondo è a conoscenza di lui, inforca gli occhiali rendendosi irriconoscibile, almeno secondo lui, e, per quanto citazione del personaggio, ciò mi arreca comunque fastidio.
Sulle scene d’azione, la scenografia, la fotografia e i combattimenti epici non avrei vacillato per un solo momento, convinto che i due non si sarebbero lasciati sfuggire l’occasione o, addirittura, arrivo a pensare che il film fu scritto appositamente per divertirsi in un gioco di stile che comunque farà piacere agli amanti del genere. Sceneggiatura di David S. Goyer, già sceneggiatore de “Il Cavaliere oscuro”. Non si sa cosa gli sia preso.

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Sarebbe un 6 e mezzo e vi spiego perchè: / 24 Giugno 2013 in L'uomo d'acciaio

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Allora il film di Superman…non c’entra un ca**o con il supereroe. Avete letto i fumetti o siete ferrati sul superman fumettistico? Non guardate questo film.
Hanno cercato di ri-modernizzare un personaggio che non può essere ri-modernizzato. Superman è la metafora di Gesù….e Gesù come Superman NON UCCIDE. Mi avete sminchiato 2 ore di film a farmi sentire roba tipo “li salverai e loro ti seguiranno nella luce” “sarai una guida per loro” “ho 33 anni”, e varie aperture di braccia alla Gesù Cristo….e poi? Me lo fate diventare un assassino?
Questo NON è Superman. Mi dispiace ma non lo è….
Altra cosa che mi ha fatto storcere il naso: Niente Daily Planet, niente Clark Kent giornalista, niente Lois che tiene testa a Superman.
Lois…interpretata dalla Adams…una rincogli**ita e non dico altro.
E vogliamo parlare di Jonathan Kent? Kevin Costner perchè hai accettato? Ti mancavano i soldi vero? La parte più brutta di tutto il film…un minchione che invece di fare il padre con le palle e l’alto senso morale…dice a Clark “forse dovevi lasciarli morire”. E poi…che ca**o vai a morire per un cane? Ma chi essere umano lo farebbe? Ma lo sanno sti sceneggiatori/registi che l’istinto di sopravvivenza è l’istinto primario di ogni specie? Mandaci tuo figlio a salvare il cane visto che lui è indistruttibile!
Un altro punto di “che ca**o potevi spiegarlo/farlo vedere meglio”…la tutina di Superman…da dove è apparsa? Era lì da 20 mila anni? Fammelo vedere come ci arriva…se è Jor El a programmarlo o se stava lì a prendere polvere…
Ultima cosa e poi giuro che vado ad incazzarmi da un altra parte: cari registi/sceneggiatori…mi fate il pippone sulla segretezza di Clark…poi mi fate vedere Lois che chiama Superman col suo nome davanti a dei poliziotti…e lui che dice “sono cresciuto in Kansas”. Beh, rivelati no? Lo sanno tutti chi sei ormai!

Le cose positive per quanto mi riguarda:
1)Jor-El non è solo la voce in un cristallo, è un ologramma in una chiavetta usb(?)
2) Martha Kent l’ho trovata molto coerente
3)gli effetti speciali sono da brivido, veramente fatti bene, ho apprezzato anche quelle inquadrature da ripresa amatoriale,
4)i combattimenti sono una bomba,
5)Henry Cavill ha davvero il fisico e la somiglianza giusta,
6) l’inizio del film con tutta la spiegazione su Krypton (palesemente ispirata a Il mondo nuovo di Huxley) mi è piaciuta,
7) Zod non è male anche se all’attore non gli avrei dato 2 euro vedendolo,
8) e infine nonostante non abbia visto come viene fuori la tutina è da apprezzare lo stile “moderno” e meno caciarone (nonostante Reeve sapeva portare una mutanda rossa con dignità e credibilità)

Voto finale: 6 e mezzo, ma perchè sono stata buona e perchè probabilmente Nolan ci ha messo del suo… (andate a vedere quanto ho dato ai suoi Batman 😀 )

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Realizzato veramente male. / 23 Giugno 2013 in L'uomo d'acciaio

Usando un lessico ricercato e pregno di contenuti tecnici, questo film è una delle più colossali boiate che occhio umano possa incrociare. Una pellicola realizzata veramente male in molti aspetti, alcuni dei quali addirittura elementari, che fa affogare le pochissime cose buone in un mare di ridicolo involontario.

Partiamo dalla regia. Snyder evidentemente ha perso il suo tocco dopo il trasferimento al Galatasaray, perché ciò che si salvava (almeno esteticamente) nelle sue opere prima citate qui è pessimo, senza un senso compiuto e con scelte da far impallidire un viso pallido. La parte iniziale su Krypton è uno dei segmenti narrativi più campati per aria che potessero fare, e come se non bastasse è impreziosito da riprese con una fastidiosa ed inutile telecamera a mano. Probabilmente stava per arrivare sul set un tirannosauro, perché l’effetto traballante si nota molto e ciò è dannoso al film, facendolo scadere nel ridicolo già dopo i primi minuti.

Dato che chi ben comincia è a metà dell’opera Hack-a-Zack continua a deliziare il pubblico con flashback sparati contro lo spettatore completamente (e sottolineo COMPLETAMENTE) a caso, anch’essi senza un senso logico e tra l’altro neanche cronologici. Non si salvano neppure le scene di combattimento, che di solito sono il salvagente-paperella anche del peggior film immaginabile, perché sono di una lunghezza esagerata e sfiancante, sono costituite essenzialmente da scazzottate più o meno elaborate e dulcis in fundo hanno una ripetitività che sfiora il replay.

In un obbrobrio del genere degli attori non c’è da dire molto. Henry Cavill è un Superman diverso da quello interpretato da Christopher Reeve (1978, 1980, 1983, 1987), più tormentato e riflessivo. Esteticamente è bene nella parte, ma questa ciofeca se la gioca con il raccapricciante Superman Returns del 2006, per cui il rischio che si BrandonRouthizzi è alto. La coppia dei padri Russell Crowe – Kevin Costner è penalizzata tantissimo dalla scarsa qualità del film, che non riescono a sollevare ma anzi sono mezzi di ulteriore affossamento. Michael Shannon non è il Terence Stamp di Superman II (ma proprio no) e alla fine della fiera il suo Zod risulta piuttosto anonimo. Probabilmente per dare un giudizio più affidabile avremmo dovuto vederli in un film almeno sufficiente.

Paragrafo Lois Lane: opinione personale, ma a me come personaggio non è mai piaciuto. L’ho sempre vista come una che teoricamente dovrebbe essere forte, determinata e indipendente ma che in pratica è l’enorme stereotipo della donzella da salvare, perennemente in pericolo senza l’intervento dell’alieno con la S sul torace. Ad interpretarla c’è Amy Adams, statunitense cresciuta a baccalà e polenta, gran brava attrice e gran bella donna che paga però il fatto di non azzeccarci nulla con il personaggio. La penalizza inoltre la scelta del film di mostrare in maniera esagerata quanto Lois sia cazzuta: tra le altre cose dialoghi sopra le righe con un colonnello, scotch buttati giù a goccia e intraprendenza che sfiora l’autodistruzione contribuiscono a fare di lei non la protagonista femminile ma una irritante e inverosimile macchietta.

In tre parole? Un film inguardabile.

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23 Giugno 2013 in L'uomo d'acciaio

Come tutti i film su Superman è abbastanza, mh, ridicolo.
Non è che io impazzisca per questo supereroe in sé, né per il fumetto ed i film e le serie tv su cui hanno speculato e sperperato per anni. Ma c’è a chi piace, nulla in contrario.
Questo film, comunque, sembra un incrocio tra Prometheus (che mi ha fatto veramente storcere il naso) e Thor, il che è tutto dire. Da Snyder mi aspettavo tutt’altra cosa, non il solito filmetto sul supereroe di turno, pieno di effetti speciali e senz’anima. Non fa nemmeno ridere, non è simpatico, non è drammatico, non è niente. Non emoziona, mi ha annoiata e basta.
Le uniche cose carine sono gli effetti speciali ed Henry Cavill, anche Amy Adams non è male. Russel Crowe… vabbè, ormai praticamente recita qualsiasi ruolo, e Kevin Costner è proprio sprecato per la particina stupida che gli hanno assegnato, spero per lui che lo abbiano pagato profumatamente per dire quattro scemenze stereotipate.
Mi stupisco che Christopher Nolan abbia prodotto questa cosa e spero che John Byrne non guardi questo film.
In conclusione, conoscendo poco poco la trama del fumetto, non mi pare che il personaggio di Clark si avvicini a quello descritto da Snyder (anzi, è più fedele quello di Smalville, pensa te) visto che lo ha reso un disadattato, il classico ragazzino sfigato che viene preso di mira dai bulli e non ha uno straccio di amico – stereotype alarm!
Sono felice di averlo visto in streaming, i sette euro risparmiati li utilizzerò per altro.
Forse sono stata un po’ cattiva, ma pazienza, in questo periodo mi gira così – ovvero: male. 🙂
Consiglio il film a chi adora effetti speciali e affini, sono fatti molto bene.
Ai fan di Superman (cosa che io non sono) consiglio di non guardare questo film, se ha urtato me figurarsi chi è appassionato al personaggio.

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