Recensione su Super 8

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Quando un film profuma di Spielberg / 18 Maggio 2013 in Super 8

Super 8 è un bel film. È la storia di un gruppo di ragazzini che, impegnati a girare uno zombie movie amatoriale, riprendono per sbaglio un terrificante incidente ferriovario. Ma il treno merci è di proprietà dell’esercito americano, e dentro c’è qualcosa. Qualcosa di cui nessuno dovrebbe sapere nulla.

Comincia così il grande omaggio di J.J. Abrams a Steven Spielberg, questa volta produttore. L’alieno precipitato sul nostro pianeta, l’esercito che tenta di insabbiare ogni cosa, il gruppo di giovani amici che si danno da fare per svelare il mistero, la cittadina americana di provincia dal sapore kinghiano sconvolta da eventi sovrannaturali. I riferimenti a E.T. non sono chiari, sono ostentati.

E, se confrontiamo le date, Super 8 è ambientato nel 1979, cioè quando Abrams aveva tredici anni, la stessa età dei protagonisti del film. Si potrebbe parlare di un’operazione nostalgia in piena regola, e in effetti lo è, tanto che qua e là può emergere una sensazione di “artefatto”, che però non appesantisce né rende scontata la visione.

Il primo atto, in particolare, appare di una semplicità e leggerezza magnifiche. Abrams non ha alcuna fretta nel presentarci i giovani protagonisti (intepretati, tra gli altri, dai bravissimi Joel Courtney, Elle Fanning e Riley Griffiths), anzi, il ritratto che ne emerge è tenero, appassionato, quasi commosso. Se il resto del film si mantenesse sugli stessi livelli, si sfiorerebbe il capolavoro, ma così non è. Quando la poesia cede il posto all’azione, non si torna più indietro, e l’amalgama che riusciva al maestro Spielberg non riesce al creatore di Lost.

Rimane però un film godibile: i tempi sono perfetti, la colonna sonora di Michael Giacchino, pur senza spiccare, accompagna senza sbavature ogni scena. E chi ha amato film come I Goonies, Stand by me, lo stesso E.T., proverà ancora, magari con un filo di malinconia, le stesse sensazioni.

Per finire, non scappate dalla sala quando cominciano i titoli di coda. Vi perdereste lo zombie movie di Charles, Joe e Alice: oltre ad essere uno dei momenti più belli, è la chiave di lettura del film e ne racchiude i significati più intimi.

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