Stoker

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Stoker

Quando Richard Stoker muore in un incidente stradale lascia la sua famiglia in una sorta di muto sgomento, in particolare sua figlia India che lo aspettava a casa per festeggiare il suo diciottesimo compleanno: il fragile equilibrio tra la giovane e sua madre -donna sola, insicura e instabile- verrà ulteriormente messo alla prova dall'arrivo del misterioso zio Charlie, il fratello di Richard che non hanno mai conosciuto.
laschizzacervelli ha scritto questa trama

Titolo Originale: Stoker
Attori principali: Mia WasikowskaNicole KidmanMatthew GoodeDermot MulroneyJacki WeaverLucas Till, Alden Ehrenreich, Phyllis Somerville, Ralph Brown, Judith Godrèche, David Alford, Harmony Korine, Peg Allen, Lauren E. Roman, Thomas A. Covert, Dominick 'Dino' Howard, Tyler von Tagen, Jaxon Johnson, Paxton Johnson, Tom Carpenter
Regia: Park Chan-wook
Sceneggiatura/Autore: Wentworth Miller
Colonna sonora: Clint Mansell
Fotografia: Jeong Jeong-hun
Costumi: Kurt and Bart
Produttore: Ridley Scott, Tony Scott, Mark Roybal, Michael Costigan, Steven M. Rales
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Thriller, Horror
Durata: 99 minuti

HITCHCOCK KOREANO / 2 Agosto 2016 in Stoker

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un vero gioiellino questo Stoker. La regia di Park Chan-wook, che conoscevo solo per Old Boy, è sontuosa e iper celebrale….una regia potente con evidenti influenze orientali.
L’aspetto più interessante della trama è proprio il dover mettere assieme i pezzi là dove sembra non tornare nulla e poi invece torna tutto. “Stoker” ti obbliga a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda perchè è un susseguirsi d’indizi dall’inizio alla fine. Intendiamoci…non si tratta di un giallo solido e concreto…c’è forse una sorta di vacuità poetica che permea tutte le scene donandogli grazia. L’unica scelta che non ho compreso riguarda la scena del congelatore in cantina, quando la ragazza trova la governante…di fatto non c’è una vera conseguenza a questa rivelazione.
I tre protagonisti sono eccellenti con Mia Wasikowska ormai specializzata in ruoli fiabeschi.
La fotografia parla da sola e le scenografie lussureggianti completano il quadro. Colonna sonora bellissima con la scena del pianoforte da Sindrome di Stendhal.

Un film che potrebbe parlare anche se fosse muto…riuscirebbe tranquillamente a raccontarsi senza l’uso dei dialoghi.

Voto: 7,5

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“Controlla senza sbavature la potenza è la passione” / 17 Maggio 2016 in Stoker

Con le parole perfette di Federico Gironi, Coomingsoon.it:
” Stoker è un film che (…) controlla senza sbavature la potenza e la passione”.

Come una donna bella ma senz’anima / 14 Novembre 2015 in Stoker

La recitazione c’è, la fotografia e la regia sono di alto livello, “promosso” voi direte!? Affatto! Purtroppo oltre i manierismi, oltre l’eleganza, oltre la profondità delle interpretazioni dovrebbe esserci dell’altro,anzi DEVE. Serve una STORIA con gli attributi! Un plot che sia come un ottimo contenitore dove amalgamare gli ingredienti per fare un’ottima pasta frolla o una cremosa maionese. Purtroppo la storia è molto incoerente, poco interessante e come dire… tutta fuffa! Davvero un peccato visto che c’erano tutte le premesse per far meglio.

Guardatelo solo se è caval donato.

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Stoker: meltin’ pot gotico. / 17 Novembre 2014 in Stoker

Durante tutto il film, ho provato ad immaginare, senza peraltro riuscirci, la stessa pellicola girata con attori orientali, a casa di Park chan-Wook, ovvero, quindi, senza la pressoché completa mediazione estetica occidentale. Non nego che l’esotismo tipico di un’ambientazione asiatica ha sempre un certo qual fascino.
Nonostante una vaga incompletezza di fondo, sono rimasta affascinata dal tentativo di palese e volontario meltin’ pot formale operato dal regista sudcoreano.
Posto che Stoker sia evidentemente un prodotto di grande autocompiacimento visivo (ma sono anche del parere che, dopotutto, Oldboy, per esempio, non sia da meno), non ho trovato affatto banali e scontate le dinamiche e gli aspetti formali del film, né inutilmente rallentato il ritmo del racconto.
Il conflitto edipico della protagonista, la gelosia e la vacuità della madre, la repressione di istinti psicotici con pratiche difformi ma ugualmente inefficaci sono elementi che mi hanno decisamente intrigata.
Forte dell’ottima interpretazione di un’inquietante (e a tratti ironica) Mia Wasikowska e di un buon Matthew Goode (che, in qualche maniera, ha saputo ricordarmi le ambiguità di Anthony Perkins), Stoker allude al mondo della tragedia greca e a quello goticheggiante delle favole più truculente, à la Grimm, per intenderci (e voglio credere che non sia un caso, in questo senso, che la Wasikowska sia stata scelta dopo aver già interpretato Alice per Tim Burton), senza perdere di vista il proprio afflato asian-pop (basti pensare agli schizzi di sangue sui fiori di campo che fanno tanto Lady Snowblood).

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Sì, ok. Quindi? / 1 Luglio 2014 in Stoker

C’è un perché che mi ha spinto a vedere questo film, e questo perché si chiama Park Chan-wook. L’idolatrato regista della trilogia della vendetta, composta da: Mr. Vendetta, il celebre Oldboy e Lady Vendetta (il mio preferito).

Ma l’allontanarsi dalla Corea del Sub sembra non aver giovato alla reputazione del regista.
Stoker incarna un presunto timore nel confrontarsi con Hollywood, con altri standard, con altri linguaggi e altri target di pubblico. Un timore che si è riversato in ogni scena del film, che seppur sempre ben confezionata e impeccabile, risulta poco funzionante e mal funzionale per costruire il tutto. E per dare un senso all’immagine e alla percezione dello spettatore attivo.

E sebbene i suoi marchi di fabbrica siano forti e visibili anche in quest’ultima (ma aihmè scadente) produzione, il Park Chan-wook che conoscevamo, sembra essere rimasto stordito dal jet lag. O dal troppo manierismo estetico. Pregevole, per carità, ma non in un contesto in cui tutto il resto è allo sbando.

In Stoker si ha sempre l’impressioen che stia per succedare qualcosa, qualcosa di rilevante intendo, ma la suspance alimentata, rimarcata ed evidenziata dai personaggi e dalle atmosfere cupe e vampiresche in cui si anima tutta la vicenda, delude le aspettative. Spiazzando, in senso negativo, con la pochezza e la banalità degli ultimi venti minuti di pellicola. Che forse sarebbe stato meglio non girare mai. O sconvolgere totalmente.

Stoker espone, ma con un’incapacità che non trapassa lo schermo e che lascia lo spettatore soffocato dalla perplessità di un finale comprensibile, ma irrilevante.

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