Recensione su Stellet Licht

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Attese / 30 marzo 2013 in Stellet Licht

“L’amore, quello vero, è paziente, sa attendere, non si scoraggia e alla fine trionfa! Così mi hanno sempre detto, così ho sempre creduto.
E ci credo ancora, perché riuscirò a sconfiggere quella serpe, quella zoccola tentatrice! Riuscirò a conquistarlo di nuovo. Tutto sarà come prima, come è sempre stato. Come è giusto che sia. Ma le mie armi sono spuntate, ormai, la lotta sarà dura e incerta.
Cosa resterà di me, della mia vita, se devo fare a metà dell’uomo che amo? Un uomo non si divide con nessuno.
Non posso sempre vivere in punta di piedi, da spettatrice passiva, non posso tirare avanti così, vegetando. Devo fare qualcosa! Non so cosa. Ma di una cosa sono sicura: mi si spezzerà il cuore!”

I mennoniti sono una comunità protestante, discendenti dagli anabattisti olandesi sterminati nel 1535 a Münster. Sono un milione e 600 mila, sparsi un po’ in tutto il mondo. Sono pacifisti integrali e vivono, di solito, in autarchia economica e culturale.
Il film si apre con un lunghissimo piano sequenza: il giorno che sta per arrivare, con le sue luci, i suoi colori, i rumori, i belati, i muggiti del bestiame. I suoni di una natura non ancora completamente domata e di una bellezza da lasciare senza fiato.

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