Recensione su Stella

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Attraverso gli occhi di una Stella. / 9 febbraio 2011 in Stella

Siamo nel ’77, in Francia.
Il film ci racconta la storia di una bambina alle soglie dell’adolescenza, ma fa di più. Molto.
Attraverso gli occhi di Stella, insieme alle sue due (uniche) amiche, viviamo storie appartenenti a tre diverse classi sociali ma che, viste tutte attraverso gli occhi delle bambine, si fondono nella stessa speranza: un Futuro.
L’amicizia come fondamento dell’esistenza. Pane e acqua, senza non puoi vivere.
Attraverso gli occhi di Stella, già..la grande magia di questo “piccolo film” credo risieda proprio qui: la camera, nella sua mobilità, sembra quasi sparire. Il suo obiettivo, proprio grazie alla sua forte presenza, è in grado di rendersi invisibile, permettendoci così di guardare il film attraverso gli occhi stessi di Stella.
È strano…per due ore non guardiamo la sua storia, bensì la viviamo. Il suo sguardo diventa il nostro.
Dolce, anzi, delicato. Mai bigotto. Non giudica: osserva e sentenzia. Come una bambina quasi donna.
Un film tutto femminile, dove le figure maschili possono salvarsi (o restare per sempre colpevoli) solo grazie, appunto, alle donne.
Piange, poco e con poche lacrime. Sorride, aspettando l’esplosiane delle risa.
Perfetta anche la colonna sonora.
In tutto il film mi sono ritrovato solo per 5 minuti nuovamente “spettatore”, solo un anello della catena di questa storia mi è sembrato presentato con eccessivo rumore, un anello comunque necessario alla trama del film, forse per la regista così doloroso da renderne impossibile la sua rappresentazione mantenendo la stessa “distanza”…ma sono solo 5 minuti e fermarsi qua sarebbe come guardare il dito che la indica e, appunto, non la Stella.
Finito di viverlo, provate a esprimere un desiderio.
Non è per nulla cadente, per questo porta fortuna.

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