Recensione su Staying Alive

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ROCKY MANERO / 23 Febbraio 2020 in Staying Alive

Ho evitato per anni “La febbre del sabato sera” credendo erroneamente si trattasse di un musical pieno di balletti. Nel 2020 mi sono fatto forza prima e dato del fesso poi. Il film è musicale ma non è un musical. Ci sono i balli ma sono solo intermezzi nella vita di un protagonista che compie un vero e proprio viaggio dell’eroe. Una vera rivelazione.

Sull’onda di questa piacevole scoperta recupero “Staying alive” il sequel e qui casca l’asino. Qui manca la ciccia. Tolte le sequenze di ballo abbiamo una ridicola quantità di storia.
Sylvester Stallone scrive e dirige “balboizzando” l’intero progetto. Le musiche sono quelle di Rocky 4, il fisico depilato e muscoloso sommati alla capigliatura sfoggiata ricordano Stallone stesso, le scene di sudore ricordano le ben note sequenze d’allenamento, il riscatto e il raggiungimento del sogno da parte di un perdente sono temi cari al vecchio zio Sly.

In definitiva è un sequel che non sequeleggia affatto.

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