Recensione su Stay - Nel labirinto della mente

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Bello, anche se l’ho saputo dopo / 6 Aprile 2013 in Stay - Nel labirinto della mente

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ammetto di non aver raccolto subito i fili del discorso, pertanto a fine film sono rimasto nel dubbio, incastrato in una trama che probabilmente non ho seguito a dovere, in quanto visto in streaming su rai movie, ovvero in bassa qualità, intervallato da pubblicità. Detto questo, una volta finito il film, sono andato a leggere pareri a riguardo, scoprendo un’interpretazione molto interessante: “[…] stay è la parola che ripetutamente dicono i dottori al ragazzo mentre sta morendo ossia “resta” cioè resta in vita, resta con noi… per me il film che si apre e si chiude con l’incidente rappresenta quel frangente tra la vita e la morte del ragazzo come se tra la sua mente e quella del medico si aprisse un varco e si creasse una terza dimensione simile ad un sogno in cui loro vedono cosa accadrebbe se il ragazzo si salvasse…alla fine henry sceglie di morire, di non “restare” in vita perchè capisce che non riuscirebbe a vivere con il senso di colpa […]” e ancora: “[…] i personaggi che vediamo nella storia li ritroviamo davanti al ragazzo moribondo…quindi la storia altro non è che una proiezione nel futuro creata dalla mente di henry e il dottore in quel momento, che in realtà è solo un istante. infatti i nostri sogni durano frazioni di secondi anche se ci pare durino ore […]” (estratto). Letta questa interpretazione mi sono detto: -Ma certo!- sentendomi come uno che non riesce a imbroccare il discorso anche se gli sono stati dati tutti gli elementi necessari per capirlo. La regia è molto valida, le scelte molto interessanti e al servizio del significato. La scenografia, nonche’ i costumi e la fotografia acquisiscono un valore denso di pathos e significato ai fini anchedella sceneggiatura. Considero tutto questo un valore aggiunto.

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