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Stand by me - Ricordo di un'estate

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Delicato 0, struggente, passionale. / 18 Giugno 2020 in Stand by me - Ricordo di un'estate

Delicato, struggente, passionale, è uno di quei film che non si dimenticano facilmente.
Un film che ci nsegna il rispetto verso il prossimo, ci insegna cosa significhi la parola “amicizia”, ci insegna ad andare avanti e a non arrendersi davanti ai primi ostacoli.
Indimenticabile la colonna sonora.

Ho fatto una gran corsa / 10 Giugno 2020 in Stand by me - Ricordo di un'estate

Difficilmente riesco ad essere di parte per giudicare il mio film preferito.
Rivisto per l’ennesima volta e il mio giudizio non cambia.
Uno scrittore (Richard Dreyfuss) ricorda gli eventi successi nell’estate del 1959 quando aveva 12 anni e insieme ai suoi 3 migliori amici andò alla ricerca del cadavere di un loro coetaneo.
Il film è una fantastica storia d’amicizia e insieme una delle ultime occasioni in cui hanno trascorso del tempo insieme. Ma è anche un percorso di formazione, soprattutto per Gordie: ha perso da poco l’amato fratello maggiore, i genitori dopo il lutto praticamente non lo considerano
(adoravano l’altro fratello e già prima lo consideravano poco), lui è un po’ timido ma grazie soprattutto all’amicizia di Chris Chambers (il compianto River Phoenix) cresce la fiducia in sè stesso fino a diventare lo scrittore. Chris invece è figlio di gente poco raccomandabile e lui stesso è considerato un ladro; poi c’è il matto del gruppo, Teddy (il padre gli ha bruciato un orecchio sulla stufa ma nonostante questo lui continua a difenderlo) e l’ingenuo, Vern (Jerry O’Connell). Insomma 4 “perdenti” che cercano occasione di riscatto, magari diventando famosi per aver scoperto un cadavere. Dovranno anche affrontare una banda di bulli comandata da Ace (Kiefer Sutherland).
Il film è tratto da un romanzo di Stephen King e diretto da Rob Reiner.
L’ho visto in dvd e nel racconto del film commovente il ricordo di River Phoenix (scomparso giovane nel 1993 per conseguenze delle droghe).

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camminando sui binari / 29 Luglio 2018 in Stand by me - Ricordo di un'estate

Piccolo gioiello rappresentante di un certo modo di fare cinema degli anni ’80. La trama è presa da un racconto di Stephen King, “il corpo” (dalla raccolta “stagioni diverse”) da cui Bob Reiner trae una commedia nostalgica, sull’amicizia maschile, sull’infanzia ormai trascorsa, su un’America i cui ampi spazi si percorrono camminando (e correndo) sulle rotaie del treno.
Appartiene a quel gruppo di film che vanno guardati in alcuni momenti della vita, mettendosi in sintonia con la promessa di libertà e di giovinezza che, un po’ ingenuamente, li inebria.

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sbm / 4 Febbraio 2018 in Stand by me - Ricordo di un'estate

un film introspettivo che non mi ha entusiasmato molto, credo che i 30 anni di vita pesino parecchio.

Bello e fedele / 28 Agosto 2017 in Stand by me - Ricordo di un'estate

Un film dove è vivissima l’impronta di Stephen King, autore del romanzo da cui è tratto.
Risulta incredibilmente fedele alla forma dello scrittore statunitense, soprattutto nella sceneggiatura (cosa non banale, c’è chi si diverte a fare carta straccia con il testo dei libri…) e nei tempi della narrazione: pochi eventi importanti ai fini della trama, ma ricolmo di piccoli eventi e dettagli che arricchiscono la storia ed i personaggi contenuti.

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Intramontabile…. / 7 Gennaio 2017 in Stand by me - Ricordo di un'estate

Tratto da uno dei più bei racconti di King (senza l’horror!), questa pellicola vista e rivista non ha bisogno di presentazioni.
Una regia dolce e pacata, attori bravissimi (riconosciamo l’immortale River Phoenix, Will Wheaton che appare anche oggi in “The Big Bang Theory” e Jerry O’Connell, quello di “il mio amico Ultraman”).
Una storia davvero senza tempo.
7.5

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19 Febbraio 2014 in Stand by me - Ricordo di un'estate

Una meravigliosa e toccante storia di amicizia, coraggio, speranza.
L’avventura di un gruppo di dodicenni in cerca di scoperta, di sfida e di quel riconoscimento che, in una realtà profondamente rurale e alienante, gli è stato negato.
Il viaggio alla ricerca di un cadavere avvistato nei boschi, molto lontano da casa, è allora un modo per evadere da una realtà fredda e dura, fatta di traumi mai sopiti e di profonde solitudini.
Ognuno porta con se i suoi piccoli dolori e la sua voglia di credere in qualcosa di più di quello che gli sembra di poter raggiungere.
L’amicizia, allora, diventa il veicolo della speranza, della fiducia in se stessi, che traghetterà chi vorrà coglierne il valore verso un futuro di riscatto e di realizzazione.
Un film davvero commuovente, con uno script eccelso, esaltato dalla scelta di affidare la narrazione ad un gruppo di appena adolescenti, e reso in modo perfetto dalle ottime interpretazioni dei bravissimi attori, tra cui spicca il compianto River Phoenix, moderno James Dean scomparso troppo presto.
Una fotografia e un’ambientazione cupe esaltano ulteriormente la “luminosità” dei valori espressi dal film, così rendendo chiaro per lo spettatore che non c’è passato o presente dai quali non si possa trarre qualcosa per elevarsi e costruire il proprio futuro.
Un altro racconto di S. King diventa pura poesia su schermo, qualche anno prima del capolavoro “Le ali della libertà”.

“Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?”.

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Nostalgia canaglia / 10 Luglio 2013 in Stand by me - Ricordo di un'estate

La prima volta che lo vidi, da adolescente, fu amore a prima vista. Entrò a far parte – assieme a Fuga da New York, Ritorno al Futuro e Indiana Jones – del mio personale Olimpo cinematografico. Me lo sono rivisto dopo tanto tempo, sulla scia di Shawshank Redemption (la connessione è facile da intuire), ed è stato un po’ come tornare a quei ricordi in parallelo con il Gordie Lachance adulto (Richard Dreyfuss, davvero non lo ricordavo). Ah, nostalgia canaglia.

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8 / 1 Aprile 2013 in Stand by me - Ricordo di un'estate

Film d’eccezione!!!!!!!!!! … Amo moltissimo Stephen King e questo è uno di quei rari casi in cui la trasposizione libro-film rimane abbastanza fedele da meritare assolutamente una visione! … Film intenso, che ti fa (ri)vivere il metodo di scrittura del Re del brivido (Stephen King)….. MERITA MOLTO!

7 Febbraio 2012 in Stand by me - Ricordo di un'estate

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Castel Rock, paesino della provincia americana, nell’estate del 1959 quattro amici dodicenni Chris, Gordon, Vern e Teddy, scoprono accidentalmente il luogo dove si trova il copro di un altro ragazzo, scomparso da qualche settimana e di cui sono in atto le ricerche. I quattro, che provengono tutti da famiglie più o meno problematiche ( Chris ha alle spalle una famiglia violenta, Gordie ha perso di recente il fratello maggiore,Teddy ha il padre in manicomio e Vern maltrattato dal fratello maggiore), decidono di organizzare una spedizione per ritrovarlo e diventare così famosi…

Tratto dal racconto “ IL CORPO” , inserito nella raccolta STAGIONI DIVERSE di Stephen King, è uno dei film più belli e intensi sul periodo della preadolescenza.Un periodo difficile da vivere, pieno di intensi cambiamenti sia nel corpo che nello spirito, di intense emozioni e scoperte sentimentali sull’amore, sull’amicizia e su noi stessi…chi di noi non ricorda i nostri 12 anni?
Ed è un’età molto difficile da raccontare in un film senza cadere nei soliti stereotipi.Ed è per questo che STAND BY ME è un film unico nel suo genere,come la novella da cui è tratto, perché riesce a cogliere perfettamente tutto quello che concerne quell’età difficile e nonostante tutto rimpianta regalandoci un mix di poesia e leggerezza, di divertimento e profondità, di spensieratezza e malinconia.
Partendo ovviamente dai giovanissimi interpreti del film, su cui spicca River Phoenix in uno dei suoi primi ruoli, in cui già fa intravedere la stoffa del bravo attore che sarebbe diventato, anche se per poco tempo.Il ruolo di Chris, il ragazzino ribelle e tormentato che proviene da una famiglia violenta e per questo scelto come carpo espiatorio dalla comunità anche quando non c’entra nulla, il ragazzino che deve farcela da solo e che cerca sempre di mettere pace e accordo tra tutti, è forse quello che rimane impresso più degli altri, per l’incredibile intensità con cui questo giovanissimo attore si immedesima nella parte, dando vita al personaggio letterario esattamente così come era descritto nel libro. Ma anche gli altri non scherzano:il disturbato Teddy, lo sciocco Vern e il sensibile e fantasioso Gordon nascondo dietro il loro comportamento apparente traumi, insicurezze e problemi vari, che però insieme riescono a superare rimanendo sé stessi.E infatti il film dà molto il senso del gruppo, non in senso negativo di “branco” che tanto tristemente popola le cronache di oggi,ma nel senso più positivo,: un gruppo di amici che insieme superano le proprie insicurezze, che si aiutano a vicenda, che costruiscono un piccolo mondo dove rifugiarsi.
Il regista dirige tutto con mano sensibile e ed esperta,dando spazio anche alla bellissima ambientazione, sottolineata da una sapiente fotografia e da un’eccezionale colonna sonora, composta da grandi classici degli anni’50, compreso il pezzo che dà il titolo al film.

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22 Agosto 2011 in Stand by me - Ricordo di un'estate

Credo sia un film di fantascienza, 4 ragazzi di 12 anni in due giorni fanno 60 km, mangiando solo un hamburger, per vedere un cadavere. Aldilà delle considerazioni prettamente logistiche, il film mi è piaciuto. Storiella tipo Goonies, con un attore in comune, per conoscere meglio sti 4 ragazzini. E poi, è lungo solo 1h 20′.

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