?>Recensione | Spring Breakers | Pop è fluo è tette

Recensione su Spring Breakers

/ 20125.6278 voti

Pop è fluo è tette / 6 novembre 2017 in Spring Breakers

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Alla base di tutto stanno i porno sullo Springbreak, è chiaro. Candy, Brit, Cotty e Faith sono quattro sbarbine del collage. Nel senso che si fanno di colla e di qualsiasi altro. Prologo con alternanza, tette e culi al mare e la droga e le feste contrapposte alla simmetria immobile dei non luoghi universitari. Le prime tre sono scavezzacollo, la quarta, un po’ più protagonista o approfondita, è nomen-women (argh!) e va ai gruppi dove si canta amen (quindi anche nomen-amen, ok la pianto). Poi arrivano le altre tre e la svegliano per fare caz**te, e lei si ubriaca per osmosi credo. Comunque, scenetta, dobbiamo troppo andare allo SB. Bella raga, stiamo risparmiando dall’inizio dell’anno. Quanto abbiamo? 325 dollah. In 4! 😀 MADDAI. Quindi le tre rapinano un fast food, al grido di un metafilmico e iperreale “facciamo finta di essere in un film”. Vanno allo SB, tette e culi ritornano sempre, a volte contrapposti a telefonate a metafisiche nonne/coscienze mute, fanno troppo bordello, dicono minchia cioè. Ad un certo punto tutti hanno i denti di metallo. Mentre lo spettatore pensa WTF, le arrestano. Il capo dei gemelli coi denti di metallo (Zinco-Panco e Panco-Zinco) che le stavano leccando, è James Franco, e si chiama Alien e pure lui ha i denti clangclang, le tira fuori e le porta nel suo mondo di gangsterismo stupido e nigga che ballano in eterno tra di loro e zero figa – tipo un girone infernale dantesco – e spaccio e denti, banconote e mitra nel letto, cose così, tranzolle. Vanno a comandare coi macchinoni zarri, ma Faith, che è Selena faccia a banana Gomez, niafa, urla “Voglio andare a casa”, e prende il bus. Ti aspetteresti un addio che prepara la strada a un ritorno, ma no. Meanwhile, tutti gli altri in costume da bagno e passamontagna rosa con unicorno d’ordinanza, a cantare Britney Spears nel cortile e al pianoforte di Dentone. Cominciano a rapinare gente, Cotty, la più wacca, si becca una pallottola in un braccio, perché Alien sta a litiga’ cor nigga del quartiere, Big Arch, “voglio tornare a casa!”. Sembra il Grande Fratello. Le ultime due, le più gnocche, hanno purtroppo la personalità di uno scovolino del cesso, per cui si fanno convincere da Alien ad andare ad ammazzare l’Arcone e tutti i suoi. Come business plan, e come piano tout court, è particolarmente idiota, non si capisce come Alien potesse aver avuto successo in qualcosa, appena mette piede nel posto muore. Le due, sempre coi loro passamontagna rosa e bikini fluo e mitra negri, uccidono 300 milioni di neri armati che non le sfiorano nemmeno per sbaglio, e possono finalmente tornare a casa.
Ho tardato molto a vedere il mio primo film di Korine, e non credo gli altri possano peggiorare.
Esaltazione o critica di una generazione perduta (a naso insieme alle prossime), che cresciuta in un vuoto valoriale finisce a nuotare nei dollari e a fare pompini ai mitra per divertimento, smaccatamente il film vuole essere superficiale e rosso e pop e rosa e soffuso di colori e suoni (Skrillex o rapper inutili a manetta per tutto il tempo), ripetitivo coi vari loop che si aprono e tornano, caleidoscopico nelle intenzioni, le immagini, i discorsi, la voce off che continua a dire Spring Break! Abbiamo trovato noi stesse! Sono cambiata! Minchia Sabri! E tuttavia questa tetteculesca e apprezzabile superficie (in un porno) finisce per soffrire della mancanza di scrittura (in un film). Questi personaggi sono i soliti americani, che dall’esterno e al di là del sottovuoto morale sembrano troppo stupidi per essere veri, e l’ambaradan si limita a contrapporre concetti e culi o immagini dissonanti, siamo ancora qui a cercare di épater le bourgeois, dopo 100 anni. Andare coi motorini sulle aiuole, mamma mia, voler scalare la classifica. Contrapporre la voce off che riflette agli shake delle tette, e poi a Alien che declama poesie brutte e spiega la vita, meh, a me quelli che spiegan la vita han sempre dato sui nervi poi. In realtà la parte migliore, ma dura 3 minuti, è la rapina da cui tutto inizia, girata in piano sequenza dall’esterno del locale, con la camera piazzata in auto con Cotty che fa il giro dell’isolato e vede attraverso le finestre come si svolge la rapina dentro, senza sentire davvero. Ecco, questo in un porno non c’è. Per il resto, aridatece Natural born killers. E basta con sti film di gente che si pretende (o viene presa per) stocazzo (o il Godard degli anni zero) e mira al cielo e non acchiappa nulla.
Ho grandi ambizioni per il tuo prossimo film u_u

Lascia un commento

jfb_p_buttontext