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Recensione su Split

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Un discreto Shyamalan, un grande McAvoy, / 3 febbraio 2017 in Split

Una cosa che devo riconoscere a Shyamalan è proprio questa, vince (quasi) sempre la battaglia al botteghino, porta in massa il pubblico a vedere i suoi film, mette curiosità nei suoi progetti che hanno sempre una buona base di interesse.
Split è sicuramente un film ben fatto, con un gran ritmo, si vede che nonostante il budget ridotto, il regista indiano riesce a dare il suo tocco personale alla storia.
Un argomento quello delle diverse personalità di un individuo, trattato si in diverse pellicole, come ad esempio “Vestito per uccidere” e “Doppia personalità” di De Palma, ma non incentrato completamente sul personaggio principale e con così tante personalità.
In realtà queste 23 personalità nel film non si vedono, ma con un espediente, e per esigenze di durata, Shyamalan riesce a cavarsela.
Una cosa che non ho percepito è la tensione che vorrebbe trasmettere, probabilmente la costruzione della storia è stata un po’ gestita male nella parte finale andando verso il soprannaturale, una scelta non completamente riuscita.
Un film che è comunque un grande veicolo per l’interpretazione di James McAvoy, veramente mostruoso a gestire le personalità, cambiando il volto e la fisicità in modo eccezionale, senza mai gigioneggiare (c’era un grosso rischio).
Bravissima anche Anya Taylor-Joy, penso che ne sentiremo parlare parecchio in futuro di questa attrice.

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