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Recensione su Split

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La mente, questa sconosciuta / 29 agosto 2017 in Split

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il film prende spunto dalla storia vera di Billy Milligan, un criminale statunitense, affetto da disturbo dissociativo dell’identità, che negli anni settanta è stato riconosciuto colpevole di aver rapito e violentato tre studentesse, ma assolto per infermità mentale.
Analogamente a Billy Milligan, Kevin, il personaggio del film, arriva ad accogliere in se 24 personalità, alcune tranquille, altre pericolose ed altre ancora molto dominanti. Sempre al pari della storia di Billy Milligan, le varie personalità di Kevin sono sedute in ombra intorno ad una chiazza di luce e chiunque faccia un passo avanti, “entrando nella luce”, esce nel mondo reale. Le varie personalità (o almeno alcune) sono in contatto tra loro. Molto interessante la descrizione delle 24 personalità (Wikipedia).
Il regista, a mio parere, per la sua 24esima personalità prende spunto da una delle personalità di Milligan (Ragen Vadascovinich che pare avesse una forza incredibile), accentuandone (non poco :-)) le caratteristiche fisiche per la genesi del suo anti-eroe.
L’interpretazione di James McAvoy è superlativa, la scena dove le varie personalità parlano in sequenza fino alla 24esima mi ha molto colpito.
In generale il film non mi è dispiaciuto, anzi l’ho visto con piacere e dopo l’eroe di Unbreakable e l’anti-eore di Split, non ci resta che aspettare l’epilogo (o sequel :-)) con Glass.

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