Recensione su Detective Stone

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Un poliziotto, un killer, e tanti topi. / 28 Settembre 2017 in Detective Stone

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Nel 2008 in una Londra sporca, tetra e in preda ad allagamenti dovuti all’alta marea, si muove il detective Harley Stone. Stone è in apparenza un poliziotto che non ispira molta fiducia, infatti beve, è irriverente e va in giro con armi che potrebbero sventrare una mucca. In realtà è molto più profondo di quello che si possa pensare, è infatti tormentato per il triste destino occorso al suo vecchio collega, ucciso da un serial killer a cui dà la caccia ormai da anni.
Il killer però dopo un periodo di silenzio ritorna, e con esso tornano anche tutti i tormenti del detective. Ma questa volta ad essere preso di mira saranno lui e la sua donna, già ex del collega morto. In questa avventura Stone si troverà suo malgrado affiancato ad un nuovo collega, il precisino e logorroico Dick Durkin. Il buon Durkin, che più che un poliziotto sembra un contabile, dovrà fare i conti non solo col serial killer inafferrabile, ma pure col pessimo carattere e i tormenti del suo collega.
Detective Stone è quello che si può definire un gran bel film di serie B. E’ grezzo, è sporco, c’è sangue, un mostro e un protagonista a metà tra il buono e il cattivo. Mi è piaciuto molto Rutger Hauer nei panni del classico,ma anche po stereotipato, poliziotto cattivo, con tanto di occhialini da sole rotondi, trench nero di pelle, e armi che sarebbero illegali anche in Afghanistan. Stereotipata è anche l’accoppiata poliziotto buono-poliziotto cattivo, già vista decine di volte in thriller e polizieschi vari. Nonostante questo la cosa funziona, il film è gradevole e scorre via senza farmi sbadigliare (e questo è importante)
Le scene di sparatoria sono realizzate abbastanza bene, l’unica delusione forse è che il mostro si vede abbastanza bene solo nel finale del film, soprattutto nella scena della sparatoria nella metropolitana. Ma questo per qualcuno può anche essere un punto a favore. Ho apprezzato molto anche l’ambientazione, che come detto è la Londra del 2008, e nello specifico i suoi bassifondi e le vecchie stazioni della metropolitana. Bassifondi sempre allagati, sudici e invasi da barboni e da centinaia di topi. Un’atmosfera quasi post apocalittica, più che urbana.

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