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Capitan Harlock

/ 20136.4147 voti

Nulla a che vedere con il bellissimo anime di Matsumoto. / 13 Gennaio 2018 in Capitan Harlock

Non riesco proprio a capire cosa abbiano sperato di ottenere i produttori di questo film d’animazione, fare leva sui sentimenti e i ricordi dei quarantenni/cinquantenni? Tentare di dare in pasto al 3D (mamma mia che schifezza! Mi è sembrato di vedere un videogioco e non un cartone animato! Sempre e per sempre evviva le animazioni degli anni ’70-’80!) un altro mito dell’animazione.
Beh, se questi erano gli intenti sono miseramente naufragati per quanto mi riguarda.
Harlock è un personaggio che ho amato moltissimo e tuttora amo, che è rimasto nella mia memoria come un eroe carismatico, affascinante e malinconico a capo di una simpatica banda di “aspiranti” pirati.
Difende la terra dalle grinfie della regina Raflesia e dal suo esercito di invasori.
Cosa c’e’ di tutto ciò nel film? Nulla, soltanto una roba noiosa, lenta e complicata da seguire che non ha assolutamente nulla a che spartire con la bellissima storia ideata e disegnata magnificamente da Matsumoto.
I personaggi anche sono poco somiglianti (Meeme totalmente reinventata) così come l’Arcadia, trasformata in una sorta di mostro spaziale lontana anni luce da quella per me bellissima dell’anime.
Impatto visivo per me inguardabile, zero emozioni e tanti, tanti sbadigli. Una delusione immane.

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15 Febbraio 2015 in Capitan Harlock

Dopo 30 anni salpa di nuovo l’Arcadia, l’indistruttibile nave spaziale di Capitan Harlock, in una nuovissima versione cinematografica decisamente più accattivante e moderna della serie animata del 70.

A chi non conoscesse la trama originaria, va specificato che questo film non è un né prequel né un sequel della storia raccontata nelle puntate, ma appare più come una sorta di spin-off alternativo, un “nuovo Harlock” diciamo (non ricordo bene “L’Arcadia della mia giovinezza”, ma mi sembra che le due trame riportino comunque differenze sostanziali), perciò se non sapete niente del leggendario personaggio di Matsumoto, poco importa.

Il lungometraggio di animazione è visivamente eccezionale, potentissimo. Ambientazioni, paesaggi, effetti di luce, fumo ed esplosioni rappresentano una vera perla della grafica digitale. Anche il design dei personaggi è molto curato e grazie ad alcuni primi piani è possibile notare l’eccellente lavoro fatto con le texture della pelle e di molti altri dettagli tecnologici e meccanici, frutto del duro lavoro degli animatori e della computer grafica che sta facendo passi da gigante. Per non parlare poi delle battaglie navali combattute nello spazio che sono straordinariamente articolate, nitide e fluide, tanto da potersi permettere delle sequenze in slow motion ricche di definizione. Tutta un’altra cosa rispetto alla moda del “primissimo piano sfuocato e incasinato” che ormai fa da padrone in molti film di nuova generazione come Transformers o Pacific Rim, che dove si può, risparmiano sugli effetti.

Purtroppo però, il forte impatto grafico non riesce a sorreggere la trama, incredibilmente fiacca e insignificante, a tratti soporifera. Principalmente il problema del film è che converge verso strade inaspettate e, nonostante si tratti di Capitan Harlock, c’è poco Harlock. Il capitano infatti, pur ricoprendo il suo ruolo leggendario e carismatico, fa poco o niente. Appare, fa il figo e sparisce per 20 minuti, per poi fare di nuovo un’uscita degna di qualche secondo a intermittenza. La storia si incentra molto di più sul giovane Yama, che ricopre un ruolo di co-protagonista utile ai fini della trama, ma non troppo convincente, soprattutto nel finale (stendiamo un velo pietoso).
Inutile negarlo, la vera padrona del film è la mitica Arcadia. Sempre presente e sempre nominata, l’Arcadia occupa la stragrande maggioranza del film, incantando con i suoi meccanismi assurdi e la potenza distruttiva che sfoggia per tutte le due ore di film. Ai più cinici e ai più fiscali in fatto di fantascienza di certo potrebbe far storcere il naso l’alone di mistero che circonda ogni tecnologia presente nel film, per quanto sia esattamente come nella serie degli anni ’70 dove nulla era spiegato. Era così e basta. Tuttavia capisco che a non tutti possa andare giù giustificare sempre tutto con “Eh.. è la Dark Matter” o cose assurde come il “Jouls Blast” (boh!).

Inutile anche spendere parole sul lato psicologico del personaggio di Harlock e della storia in generale, che non è assolutamente paragonabile all’opera originale, per non dire che è praticamente inesistente.

In find dei conti, probabilmente sarebbe stato meglio un film che si rifacesse alla trama originale, piuttosto che rendere brutto e patetico un soggetto che è passato la storia e che per molti over 30 è stato un vero e proprio eroe d’infanzia.

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Il voto sarebbe un 6.5 / 7 Gennaio 2015 in Capitan Harlock

Vaghi ricordi del cartone animato della mia infanzia (era più mio fratello il fan). Gli unici ricordi vividi che avevo sono Capitan Harlock (il personaggio) e la sua nave (mai termine è stato più corretto, visto anche il timone per governarla) pirata.
La storia è un pò intricata ma abbastanza interessante.

7 solo per l’animazione / 20 Febbraio 2014 in Capitan Harlock

Ma la storia troppo contorta …

28 Gennaio 2014 in Capitan Harlock

Comunque, bello da vedere, forse un pochetto troppo dark, nulla o quasi rimane dell’Harlock dell’infanzia, ma la sala era piena e tutta omologata sulla stessa fascia d’età. Storia così involuta che alla fine non si capisce bene da dove eravamo partiti, freddina la resa dei personaggi che hanno una certa inespressività facciale, ma come dire, se ne fanno un altro vado a vederlo lo stesso .

Prende un po’ di qui, un po’ di lì, da Harlock saga alle serie televisive degli anni settanta, si inventa di sana pianta la storia del Capitano (vedere alla voce L’arcadia della mia giovinezza), ha molti elementi classici quali la tragedia, l’agnizione, i legami di sangue, l’amore perduto, il sacrificio e l’espiazione. Perde nella caratterizzazione della ciurma che quasi non esiste (perchè non vi hanno inclusa la cuoca? Troppo comica? e il medico?) e nel veicolare il senso di ribellione proprio della pirateria. Ma la sceneggiatura è davvero poca cosa, forse bastavano 90 minuti, visivamente però fra pianeti e mondi, battaglie e quant’altro appaga.
Mi sembra pagare pegno a Star wars e, purtoppo, al Signore degli anelli (come è rappresentato il consiglio e il plenipotenziario).

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Tremate, tremate i pirati sono tornati! / 26 Gennaio 2014 in Capitan Harlock

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Altro che pirati dei caraibi, questi si che sono pirati. Viva Harlock forever!
Dimenticando i deliri da acquario quando si parla di libertà, torno al film.
Allora, premetto che temo di adorare le sboronate giapponesi (e non quelle americane), questo film fa il pieno.
Poi ci sono le pecche: chi non conosce almeno vagamente il mondo di Harlock, temo che non colga appieno tutti i rimandi al vasto mondo di Matsumoto.
La trama a volte si perde via, nei voltagabbana dei personaggi che sono veramente troppo facilmente influenzabili.
Va bene che il film è corto, e bisogna spiegare i cambiamenti di mentalità, ma forse sono tutti troppo improvvisi.
(Quante volte cambia bandiera Yama??)
Il resto… CRedo che visto col 3D sto film sia una figata.
Temo proprio che me lo comprerò anche in dvd!

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23 Gennaio 2014 in Capitan Harlock

Attendevo moltissimo questo lungometraggio.
Ho amato il cartone e il personaggio quando ero più piccola e l’idea di rivederlo al cinema, con una veste grafica di quel livello, mi elettrizzava.
I primi 15 minuti di film mi hanno lasciata così °_____° tanto era la bellezza di quello che stavo vedendo, dentro di me pensavo che il film sarebbe stato pazzesco. Ma poi le mie attese non sono state ripagate.
Dal punto di vista visivo e tecnico il film è fatto benissimo. La resa dell’Arcadia è eccezionale, per non parlare dei personaggi, delle animazioni…tutto ottimo, non potevo sperare di meglio. Il problema, a mio avviso, è la sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti.
In primo luogo Capitan Harlock è stato relegato a mero comprimario (neanche tanto “primario”) per fare spazio al suo “sosia più giovane”, una scelta che, per come è stata imposta allo spettatore e, soprattutto, sviluppata, secondo me è stata decisamente poco azzeccata. Se, infatti, poteva essere anche originale mostrare un Capitan Harlock stanco e in procinto di concludere il suo viaggio, era necessario sviluppare meglio questa premessa narrativa e non buttarla lì così per poi dimenticarsi totalmente di approfondirla…
Ma il vero problema è la coerenza interna della storia.
Secondo me, infatti, hanno messo troppa carne al fuoco e non hanno saputo gestirla, a discapito della coerenza narrativa.
I continui flashback, che dovrebbero permetterci di approfondire la conoscenza dei personaggi, creando un background delle loro azioni, sono buttati lì così senza approfondimento, tanto che risulta anche difficile capire alcune cose e seguire il filo della narrazione.
Vi è, poi, il problema delle “scelte”. Nel film, evitando spoiler, ci sono diversi momenti in cui i personaggi devono compiere delle scelte importanti, che incidono sulla loro personale missione. Ecco, questi momenti, invece di essere affrontati con la dovuta profondità drammatica, mostrando un pò di conflitto interiore ed esteriore, sono risolti con la stessa facilità che si avrebbe nello scegliere tra dolce e salato, e questo è come un brusco risveglio per lo spettatore, che si aspetta altro e si ritrova con decisioni prese così, in 3 secondi.
L’ultima mezz’ora, poi, è un insieme di scene che non si raccordano bene tra loro, tanto che mi è riuscito davvero difficile capire il perchè di alcune cose che ci sono mostrate a fronte del finale…
Il finale, in sè, è, coerentemente con il resto del film, frettoloso in modo inverosimile e, vi giuro, io non ho ancora capito, dopo aver visto come finisce il film, il perchè del 50% della storia.
Insomma, bellissimo a livello visivo, bellissimo l’inizio, ottimo tutto il comparto tecnico, ma la storia è veramente scritta e sviluppata male a mio avviso.
In sala ho sentito dire cose del tipo “eh ma i giapponesi sono così, non ci si capisce nulla”, ma non sono affatto d’accordo. I giapponesi sono straordinari narratori. Qui il problema è stato che chi ha scritto il film, o chi l’ha girato, ha messo troppa carne al fuoco e non l’ha saputa gestire, trovandosi così ad affrontare tanti temi ma tutti in modo frettoloso ed a perdere la coerenza interna della storia.

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10 Gennaio 2014 in Capitan Harlock

Capitan Harlock è un personaggio nato dalla mente di Leiji Matsumoto, dapprima come manga, poi come anime prodotta nel 1978, per risorgere nel 2013 come lungometraggio in computer grafica. Appartenente a quell’onda di “giapponesismo” dalla dubbia abilità grafica ma dalla certa appartenenza storica, forgiata grazie alla creazione di simboli come “Mobile Suit Gundam”, “Yattaman” ma anche “Devilman” e quant’altro, Harlock poteva essere una grande occasione per omaggiare la gloriosa tradizione nipponica.
Nonostante la perfetta estraneità alle vicende del fumetto, posso dire che così non è stato. Lo denuncia spudoratamente un primo tempo prosciugato di ogni consapevolezza sui tempi filmici, dai disarmanti dialoghi di stampo infantile, dall’assente approfondimento psicologico dei personaggi, e la banalità dilagante del meccanismo domanda-risposta. Era da tempo che non ero vittima di una spiegazione di eventi fatta di domande ripetute ( -La terra è distrutta?- – Mi stai dicendo che sulla terra non c’è più vita e che ci hanno ingannato e che…?!-) o di monologhi talmente viziati che definirli teatrali risulterebbe faticoso. Effettivamente, i mangaka giapponesi rivolti ad un certo target non ci hanno mai abituato a dialoghi di qualche levatura (Dragon ball docet) ma la sacralità della sala da cinema dovrebbe smuovere quantomeno qualche animo nobile.
Un secondo tempo leggermente più virtuoso regala qualche colpo di scena ma non tenta di ispessire e caratterizzare né gli abitanti del film, né una trama che prelude all’appassimento prima ancora di essere germogliata.
Se il livello contenutistico del film non si discosta minimamente da quello di un qualsiasi mediocre anime televisivo (molti non lo sono), la grafica regala sparuti guizzi spettacolari, ma la pedissequa presenza dei troppo simili “Final Fantasy: The Spirits Within” o “Final Fantasy VII: Advent Children” evidenzia un avanzamento tecnico veramente limitato e confina quelli che avrebbero dovuto essere i pregi più evidenti lontano dal nostro stupore. Forse in 3D avrebbe regalato qualche sussulto in più.

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8 Gennaio 2014 in Capitan Harlock

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Sono andata a vederlo con un mio amico che, al contrario di me, non aveva la minima idea di chi fosse Capitan Harlock e a lui il film è piaciuto, ha detto che come voto gli avrebbe dato un 8.
Io faccio molta più fatica ad essere oggettiva perché il paragone con l’anime (non ho letto il manga) è inevitabile.
Musiche ottime, grafica notevole MA la trama non mi è piaciuta molto e, se per la durata del primo tempo sono riuscita a passare sopra a tutte le modifiche, dall’inizio del secondo tempo non ce l’ho fatta più, troppi stravolgimenti.
Che poi in realtà pensando anche ad altri lavori legati ad Harlock sempre fatti da Matsumoto non c’è da stupirsi: anche ne “L’Arcadia della mia giovinezza” c’erano stati dei cambiamenti legati al passato di Harlock, dell’Arcadia e di Tochiro.
Vedendola in quest’ottica, ci sta, però boh… Mi sembrano veramente troppe modifiche (tra l’altro in tutto il film Tochiro e il computer non hanno la minima importanza).
Altra cosa che non mi è piaciuta molto è che in realtà Harlock non è il protagonista del film e che a tratti il suo amore per la terra e per gli umani (chi ha visto l’anime sa quando sia grande questo amore) sembra passare in secondo piano, il suo senso di colpa per gli errori passati sembra prevalere.

Il voto è positivo perché comunque è stato piacevole guardarlo, anche se speravo in meglio

–MEGASPOILER, RACCONTO IL FINALE PRATICAMENTE QUINDI ATTENZIONE–
La fine è uguale a “Il cavaliere oscuro: il ritorno”, con Harlock che si proclama a simbolo (di libertà) e dona una benda a Yama che ne prende il posto (cioè, ma sul serio?).

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