Recensione su Source Code

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recensione source code / 3 Giugno 2012 in Source Code

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

<> disse Astolfo guardando “Moon”. Opera prima di Ducan Jones, figlio del Duca bianco David Bowie… mica uno qualsiasi…
Quando ho visto per la prima volta il trailer di Source Code e ho visto il nome del regista ho deciso di seguire il progetto grazie proprio all’ottima impressione che mi ha fatto “Moon” (se non lo avete visto recuperatelo!).

Il Capitano Colter Stevens (Jake Gillenhall), pilota di elicotteri in Afghanistan, si risveglia a bordo di un treno diretto a Chicago. Seduta di fronte a lui c’è Christina (Michelle Monaghan) una ragazza che sembra conoscerlo. Ma perchè lui non ricorda niente? E perchè lei continua a chiamarlo Sean?
8 minuti dopo il treno esplode. Nessun superstite.
Colter si risveglia in una capsula ed attraverso la voce di Goodwin (Vera Farmiga) scopre di essere stato all’interno di un programma sperimentale denominato Source Code e di poter rivivere gli 8 minuti antecedenti l’esplosione del treno nel corpo del professore Sean Fentress per scoprire il colpevole dell’attentato che ha intenzione di far esplodere un altro ordigno nel centro di Chicago.

La cosa che mi ha affascinato di più di Source code è che è un film inteliggente. Innanzitutto è scritto benissimo e considerando che il povero Colter è costretto a rivivere sempre gli stessi 8 minuti sarebbe stato facile creare scene uguali e noiose… invece non è così! Ogni volta succede qualcosa di nuovo, scopriamo passi importanti della trama action e dei vari personaggi che popola il treno. Ogni personaggio è caratterizzato magnificamente a partire dalla dolcissima Christina al tizio seduto in fondo con la maglietta di Star Wars (!).
Riuscirete ed emozionarvi ed amare dei personaggi pur sapendo che da quel treno non è sceso nessuno di loro…

La buona caratterizzazione dei personaggi è data, ovviamente, anche dalle ottime prestazioni del cast nel complesso ma nello specifico da Jake Gillenhall.

La regia è ottima davvero, attinge da Hitchhcock e non lo nasconde ed pieno di belle riprese che sottolineano ancora di più l’umanità del film

La parte finale, poi l’ho trovata grandiosa e non vi nasconderò di essermi anche un pò commosso. La mia speranza è che il pubblico premi questo gioiellino ma sappiamo bene che in Italia i film inteliggenti (e per di più di fantascienza) non hanno molta hype…

Un thriller fantascientifico fatto col cervello ma sopratutto con il cuore.

voto 9

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