Sotto una buona stella

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Sotto una buona stella

Federico Picchioni è un broker di successo che vive in una lussuosa casa con la giovane fidanzata. La sua vita viene sconvolta nel giro di poche ore: perde il lavoro perchè la finanziaria viene travolta da uno scandalo e contemporaneamente la ex moglie muore improvvisamente, accollandogli per la prima volta l'onere di occuparsi dei due figli sfaccendati.
marcomaffei12 ha scritto questa trama

Titolo Originale: Sotto una buona stella
Attori principali: Carlo VerdonePaola CortellesiTea FalcoLorenzo RichelmyFausto Maria SciarappaEleonora Sergio, Stefano Ambrogi, Riccardo Flammini, Massimiliano Vitullo, Augusto Zucchi, Alex Infascelli, Nadia Kibout, Roberto Antonelli, Guia Zapponi, Marco Aceti, Corinne Jiga, Eugenio Krauss, Marco Zannoni, Bernardo Casertano, Garmy Sall, Simon Blackhall, Alessandro Perfetti, Clotilde Sabatino, Thierno Thiam, Francesca Fiume, Cristiana Gaggioli, Mattia Scaramuzzo, Cristiano Di Calistio, Massimiliano Carnevale, Martina Orlando, Federica Selli, Manolo Morea, Sonia Scotti, Cristina Trani, Gianfranco Giagni
Regia: Carlo Verdone
Sceneggiatura/Autore: Maruska Albertazzi, Gabriele Pignotta, Pasquale Plastino, Carlo Verdone
Produzione: Italia
Genere: Commedia
Durata: 106 minuti

Il voto sarebbe un 6.5 / 15 Aprile 2015 in Sotto una buona stella

Tipica commedia agrodolce (degli ultimi tempi) di Carlo Verdone.
Federico Picchioni (Carlo Verdone) è un broker divorziato con due figli grandi e una nipotina di colore abbandonata dal padre. A un certo punto la sua vita precipita, l’ex moglie muore (e lui non riesce neanche ad essere puntuale per poterla salutare un’ultima volta), ha gravi problemi al lavoro, viene lasciato dalla compagna e i due figli sono costretti a venire ad abitare da lui.
In suo soccorso arriverà una nuova vicina di casa (Paola Cortellesi)
Come già nel precedente “Posti in piedi in Paradiso” si ride di meno ma si riflette un pò di più sulle problematiche dell’Italia (problemi finanziari, famiglie allargate); qualche scena divertente (una delle prime scene con Paola Cortellesi, ad esempio) comunque c’è.
Nel resto del cast da citare Tea Falco (vista in “Io e Te” di Bertolucci) e Lorenzo Richelmy nei panni dei figli di Federico.

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8 Aprile 2015 in Sotto una buona stella

Non che mi aspettassi chissà quali risate, ma ho trovato il tutto un po’ scontato, soprattutto il finale.
La Cortellesi sembra un petardo che poi non scoppia,Verdone è sotto tono, sembra perculeggiarsi da solo.
Un risultato ben lontano da Posti in piedi in paradiso.
Peccato.

VERDONE SOTTOTONO / 4 Agosto 2014 in Sotto una buona stella

E’ forse la prima volta che un film del bravissimo Carlo Verdone mi lascia un po’ cosi,sostanzialmente non e’ un brutto film ,ma non riesce mai a decollare e rimane in mezzo tra commedia e drammacita’ ,cosa che verdone era sempre riuscito a far combaciare e andare di pari passo ,questa volta stecca un po’ e porta in scena una pellicola carina,ma niente di piu’.
5,5

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27 Aprile 2014 in Sotto una buona stella

Un film, degno figlio dei suoi tempi, mostra le piaghe della nostra società (difficoltà economiche ed incapacità affettive tra le altre) attraverso siparietti quotidiani che lo spettatore ben riconosce; ma tratta in modo comico le situazioni che dovrebbero portare solo alla malinconia. Il film in sé non ha una trama lineare o così ben sviluppata (come nemmeno i personaggi) ma lascia un filo di speranza e buon umore allo spettatore che lascia il cinema per ricominciare una settimana di lavoro e frustrazione.

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8 Marzo 2014 in Sotto una buona stella

L’ultimo film di Verdone, ideale seguito di “Posti in piedi in Paradiso”, per la ripresa delle tematiche della crisi, sia lavorativa che familiare, dell’Italia moderna, è un film altalenante e ibrido, che non è riuscito a convincermi pienamente.
La storia parte mostrandoci un uomo ricco e di successo, Federico Picchioni, interpretato proprio da Verdone, che deve scontrarsi con un amaro risveglio: la morte della ex moglie, che lascia soli i due figli ormai grandi e poco considerati, negli anni, da Federico, e il suo inesorabile tracollo economico.
Questa è la premessa che mette in funzione il motore narrativo, mostrandoci un uomo smarrito di fronte ad una realtà mutata di colpo, alla ricerca di conforto ma incapace di chiederlo, alle prese con due figli quasi estranei e pieni di risentimento e con la difficoltà di rimettersi in gioco in un mondo sempre più chiuso alle seconde opportunità.
L’incontro con la sua solare e accogliente vicina, il personaggio della Cortellesi (stratosferica.) sarà allora determinante per lui, per cercare di riappropriarsi dei valori essenziali nella vita.
Se questi temi avrebbero potuto essere buoni pilastri di una pellicola in cui Verdone avrebbe potuto proseguire la sua analisi dei mali della società di oggi, sempre filtrata con qualche risata, anche un pò amara, in realtà il risultato è abbastanza confuso e discontinuo.
Si, perchè il film prosegue con passo incerto, alternando momenti seri a scene con toni decisamente leggeri. Il risultato, se anche in astratto una struttura del genere potrebbe non essere un male, per come è reso, è abbastanza destabilizzante.
Si accenna un conflitto e poi lo si lascia da parte per dare spazio ad una gag, anche carina per carità, ma fuori luogo in quanto inserita a forza in un momento di buona tensione drammatica.
E’ come se lo spettatore fosse costretto a gestire i continui cambi di tono del film, trovandosi un pò scomodo al centro di un tira e molla tra toni seri e trovate comiche, straniandosi così dalla visione della pellicola.
Non fraintendetemi, adoro i film che sanno ben miscelare commedia e “drammaticità”, ma in questo caso ho trovato il mix un pò indigesto.
Credo che Verdone stia tentando di passare ad un cinema più maturo, e apprezzo sempre la sua capacità di osservare in modo efficace la nostra società, cogliendone ed esasperandone le tante luci ed ombre, ma credo che questo film sia ancora interlocutorio. La transizione non è ancora finita, ma le premesse per un passaggio ad un cinema dai toni più profondi sono state gettate.
Ottima la scelta della Cortellesi, interprete a mio parere eccezionale, davvero brava e convincente. E’ un peccato non lavori di più.
Le performance dei due protagonisti, comunque, sanno regalare qualche buona risata e a tratti fanno dimenticare la discontinuità della pellicola.
Molto carino il finale, che riscatta un terzo atto forse un pò tirato via.
Un 6 soprattutto per le prove attoriali, quella della Cortellesi su tutte, e per l’apprezzamento del percorso intrapreso da Verdone, che spero possa completare la sua transizione regalandoci, in un prossimo futuro, una pellicola di consacrazione della sua maturità artistica.

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