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Recensione su Sotto corte marziale

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Buon film / 4 ottobre 2017 in Sotto corte marziale

Siamo nella seconda guerra mondiale, alla fine del 1944. Il giovane tenente statunitense Thomas Hart (Colin Farrell) viene fatto prigioniero dai nazisti e viene portato in un campo di concentramento. Lì conosce il colonnello McNamara (Bruce Willis), il prigioniero di grado più alto, che lo assegna ad una baracca di prigionieri. Tutto bene si potrebbe dire (visto il contesto insomma) finchè non arrivano due ufficiali neri. Tra i soldati americani la tolleranza verso gli uomini di colore non è molto di moda, e i due non vengono rispettati. Una notte, uno viene ucciso dai nazisti, incolpato per un crimine minore ma fucilato comunque, e, poco dopo, viene ammazzato il sergente americano considerato causa della morte dell’amico. Subito viene incolpato appunto l’ufficiale nero. Ma il tenente Hart vuole giustizia, e, con il colonnello McNamara che gestirà il tutto, arriva ad organizzare un vero e proprio processo per dimostrare l’innocenza del soldato di colore. Ma le carte in tavola sono piuttosto confuse, i nazisti sembrano divertiti dalla situazione e, come spesso capita, non ci si può veramente fidare di nessuno. Un buon film che racconta una vicenda interessante, mescolando la prigionia nei campi nazisti con il razzismo nei confronti dei neri. Un po’ troppo confuso a tratti e lento, tuttavia grazie soprattutto ad un’ottima recitazione dei protagonisti, il film, pur non essendo un capolavoro, è sicuramente valido e ben fatto. Nel cast, oltre a Willis e Farrel, abbiamo Terrence Howard (il tenente accusato), Cole Hauser (il sergente razzista ucciso), Marcel Iures (il colonnello nazista che comanda lo stalag) e un giovane Sam Worthington in uno dei suoi primi film, in un ruolo minore.

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