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Recensione su La canzone del mare

/ 20148.290 voti

2 aprile 2015

La figura mitologica irlandese della “selkie” (“foca”), è simile a quella delle sirene: sono esseri marini simili alle foche, maschi o femmine, che possono perdere la pelle. Quando un essere umano la trova, può nasconderla e tenere così la selkie al suo servizio, e anche generare figli con essa, finché lei non ritroverà la sua pelle e tornerà al mare.
In Song of the Sea due bambini, fratello e sorella nati dalla madre selkie, devono ritrovare la pelle nascosta e poi perduta dal padre per poter spezzare l’incantesimo di una triste strega che ha trasformato in pietra le fate, oltre che per salvare la vita della sorellina, Saorsie, selkie anch’ella.
Tomm Moore si riconferma un genio visionario con i suoi sfondi astratti, l’umorismo fisico dei suoi personaggi (sempre bambini) e l’abilità narrativa dei migliori cantastorie che rende un ottimo servizio alla tradizione storica e mitologica irlandese.

2 commenti

  1. Stefania / 13 aprile 2015

    Se ti interessa, anche Neil Jordan ha realizzato un film ispirandosi alla leggenda delle selkies: https://www.nientepopcorn.it/film/ondine/

    • Francesco / 13 aprile 2015

      Grazie del consiglio. L’avevo sentito ma non l’avevo collegato alla leggenda delle selkie. Se mi capita sottomano lo devo vedere (come ogni altra cosa di Neil Jordan).

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