Recensione su Sole a catinelle

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18 Dicembre 2013

Commedia comica diretta da Gennaro Nunziante e interpretata da Checco Zalone, campione d’incassi grazie alla faccia di quest’ultimo, non certo alla regia del primo. Il film si propone di analizzare la situazione contemporanea attraverso una serie di gag che sconfinano in quasi ogni campo del sociale: dal precariato alla famiglia separata, dall’Italia contadina e paesana alla ricchezza sfacciata, passando da disturbi comportamentali e poco virtuosi esempi di imprenditoria. Se l’umorismo c’è, ed alcuni meccanismi risultano efficaci e talvolta sapienti (Nicola alla processione con la zia, le casse di Champagne nel viaggio di ritorno, il mutismo “comandato”) non si può dire altrettanto dell’analisi contemporanea: macchiettistico e sempliciotto è lo sfondo su cui regge il baraccone, troppo spesso è instabile, ma qualche volta funziona e induce a certe riflessioni cercate (il bel discorso iniziale di Zalone alla tv, il contrasto tra l’aragosta e i bambini dell’Africa). Regia da dettato, sciapa e invisibile. Fotografia solare, sempre luminosa, coerente. Lo spot musicale nel pre-finale è uno dei momenti più brutti della stagione cinematografica. L’ultima scena una delle più sincere e divertenti.

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