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Recensione su Snowpiercer

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Chi controlla il treno, controlla il mondo / 1 marzo 2014 in Snowpiercer

E’ la forte disparità già avvertita nei primi minuti, a smuovere gli animi dei protagonisti e a far entrare lo spettatore subito nel vivo dell’ultima fatica di Bong Joon-ho. Un film ad alto budget che gode di un cast di stelle internazionali. Da un’irriconoscibile e caricaturale Tilda Swinton, passando per Chris Evans, il famoso Capitan America marvelliano, fino ad arrivare a Ed Harris e al premio Oscar Octavia Spencer.

Il disaster movie futuristico fa solo da sfondo a quello che è in tutto e per tutto un film (drammatico) sul sociale. Che studia e analizza le dinamiche e i comportamenti di un microcosmo chiuso, molto simile all’Arca di Noè, riproducendo la vita sulla Terra. Senza tralasciarne tutte le mostruosità, le ingiustizie e le contraddizioni che in essa con-vivono.

E’ sulla scia della fantascienza post-apocalittica di Le Transperceneige (serie a fumetti, presto in edicola anche in Italia) da cui è ispirata la sceneggiatura, che il regista sudcoreano già acclamato per lavori come The Host, crea un film crudele e coinvolgere dai molteplici risvolti etici. Che sicuro riuscirà a strappare un pensiero intelligente (seppur confuso e ambivalente) a chiunque decida di assistervi.

Bong Joon-ho riproduce impeccabilmente una piramide sociale estesa orizzontalmente, per far vivere il riscatto sociale dei meno abbienti (vero fulcro del film), senza trascurare nulla. Dai dettagli delle ambientazioni (contrasti cromatici e di luce), alla continuità della trama, alle caratterizzazioni dei personaggi, più o meno rilevanti. Tutto è importante ai fini della narrazione.

Ma quello che senz’altro colpisce di più la vista e il cuore, è il forte contrasto tra le classi sociali: è negli ultimi vagoni che vive ammassata come animali la feccia della società, i “parassiti”. In quelli che sembrano molto più vagoni merci o carri bestiame, luoghi malsani e bui, stile baraccopoli, senza finestre né vie di uscita. Gente che da diciassette anni viene sfamata unicamente da blocchi di proteine, parallelepipedi neri e gelatinosi, ben lontani dalle delizie Haribo, da sempre trattata nel peggiore dei modi.

Una vita di fame e miseria a cui però dovrebbero rendere grazie (secondo il Ministro Mason) al fantomatico Wilford, creatore e capo del treno. Colui trattato e considerato come una divinità misericordiosa da quelli di testa, studiato a scuola e perennemente presente in ogni angolo della propria macchina perfetta. Come un’entità superiore e incontrastabile che decide senza opposizioni, un po’ come un simbolo fantapolitico stile Grande Fratello di Orwell.

Una condizione in netto contrasto con quella della selezionata popolazione di testa, che tra sushi, festini e tanto spazio, se la gode come se nulla fosse.

Lo Snowpiercer di Bong Joon-ho si arma di un ritmo frenetico che in collaborazione con la colonna sonora firmata Beltrami e una trama solidissima priva cali di regia, garantisce la suspance e il coinvolgimento fino agli ultimi fotogrammi senza allentare mai la tensione e la curiosità.

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