Recensione su Snowden

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Da Orwell a Snowden (passando per Donald Trump) / 29 Novembre 2016 in Snowden

Chi se non Oliver Stone poteva portare sul grande schermo la storia di Edward Snowden, ex agente della CIA e dell’NSA finito nell’occhio del ciclone dopo aver divulgato al mondo intero i metodi che il governo americano utilizzava per spiare tutto e tutti, cittadini e stranieri?
L’ennesimo film di denuncia del regista newyorkese diventa occasione per mostrare quanto l’idea orwelliana del Grande Fratello sia stata vicina a compiersi effettivamente. L’opera passa in rassegna, in un crescendo di inquietudine, alcune delle tecniche con cui le agenzie americane addette all’intelligence e alla sicurezza (CIA e NSA) monitoravano praticamente chiunque (e forse ancora monitorano, perché nonostante il rassicurante finale in cui si dà conto dell’intervento del Congresso per porre fine a queste pratiche, non c’è a questo punto da fidarsi di niente e nessuno).
Oliver Stone ha questo potere di trascinare anche le menti più razionali verso posizioni complottiste (basti pensare al suo indimenticabile JFK – Un caso ancora aperto).
Il suo è ancora una volta un film di puro contenuto, nonostante alcuni tentativi di digressione stilistica, invero non del tutto fortunati ed anzi vagamente retrò (gli effetti da album di nozze anni Ottanta, le sfumature in stile Incontri ravvicinati del terzo tipo, ecc.).
Il finale, con cui probabilmente il regista si proponeva di dare il suo contributo alle primarie democratiche, con una spallata alla Clinton a favore di Sanders, è stato vanificato dalla posticipazione dell’uscita del film nelle sale (e vogliamo non fare del complottismo anche su questo fatto, visto che ci siamo!?). Durante i dibattiti tv che appaiono nei titoli di coda, viene infatti riportato il duro parere di Hillary su Snowden e subito dopo quello diametralmente opposto di Bernie Sanders: “Quanto fatto da Snowden rappresenta da tempo la più coraggiosa azione a tutela delle libertà civili”.
Ma per l’appunto il film è arrivato in ritardo, quando oramai la Clinton si avviava inconsapevolmente verso una clamorosa sconfitta contro Donald Trump, anch’egli citato nell’opera per il suo auspicio di un’esecuzione capitale nei confronti di Snowden (cosa che peraltro pare abbia ribadito l’uomo che il presidente in pectore ha indicato come nuovo capo della CIA).
Ecco che allora alcune delle frasi pronunciate da Snowden durante il film hanno un vago sapore profetico, soprattutto alla luce dell’inatteso risultato elettorale americano.
Chissà cosa avrà pensato Snowden, dal suo rifugio moscovita, della vittoria di The Donald e del fatto che quell’apparato di controllo che tanto lo aveva sconvolto e spaventato adesso sarà nelle sue mani?

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