2016

Snowden

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Snowden
Snowden

2013. Senza dare troppo nell'occhio, Edward Snowden, impiegato come consulente informatico presso la National Security Agency, parte per Hong Kong: qui, l'uomo deve incontrarsi con una coppia di giornalisti, Glenn Greenwald e Ewen MacAskill, e una regista, Laura Poitras. Snowden è a conoscenza dei complicati programmi di sorveglianza informatica adottati dal governo degli Stati Uniti e ha scoperto che, grazie ad essi, gli U.S.A. sono in grado di tracciare e registrare qualsiasi forma di comunicazione digitale: l'intenzione dell'uomo è quella di avvalersi della stampa, per diffondere l'allarme.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Snowden
Attori principali: Joseph Gordon-Levitt, Shailene Woodley, Melissa Leo, Zachary Quinto, Tom Wilkinson, Scott Eastwood, Timothy Olyphant, Ben Schnetzer, Lakeith Stanfield, Rhys Ifans, Nicolas Cage, Joely Richardson, Jaymes Butler, Robert Firth, Ben Chaplin, Bhasker Patel, Edward Snowden, Christy Meyer, Gregory Schwabe, Patrick Joseph Byrnes, Jamie Hodge, Mathangi Ray, Alan Rusbridger, Stephanie Simbeck, Logan Marshall-Green, Demetri Goritsas, Rachel Handshaw, Christian Contreras, Parker Sawyers, Michael Benz
Regia: Oliver Stone
Sceneggiatura/Autore: Kieran Fitzgerald, Oliver Stone
Colonna sonora: Craig Armstrong, Adam Peters
Fotografia: Anthony Dod Mantle
Costumi: Bina Daigeler
Produttore: Moritz Borman, Eric Kopeloff, Philip Schulz-Deyle, Fernando Sulichin
Produzione: Usa, Germania
Genere: Drammatico, Thriller, Biografico
Durata: 134 minuti

7,5 / 3 Dicembre 2016 in Snowden

Ieri ho visto Snowden, l'ultimo di Stone, e devo ammettere che mi ha abbastanza sorpreso. Snowden è la storia del tecnico informatico ex agente CIA che ha rivelato il programma di intercettazioni fatto dal governo U.S.A verso mezzo globo. Ha una prima parte notevole, una narrazione solida e, tra le altre cose, mi ha fatto piacere ritrovare un Nicolas Cage... continua a leggere » valido ed umile nel suo piccolo ruolo. La seconda parte è un po' più tirata e ha una serie di problemi soprattutto nella vicenda amorosa fra i due personaggi principali. Vicenda amorosa che comunque è credibile.
Pur non essendo uno dei film che preferisco del maestro nonché ex combattente della guerra del Vietnam, ho visto la capacità di un grande sceneggiatore e regista (O.Stone, per i meno attenti) nel rendere semplice un linguaggio complesso come quello del mondo informatico e in questo, almeno secondo il mio parere, M. Mann con il suo Blackhat purtroppo fallì... ma non è detto che ci abbia preso eh.
Ora, solo per aver reso fruibile ai più quel tipo di linguaggio, aiutato da una narrazione e da un montaggio veloce, sarebbe da andarlo a vedere. Poi d'accordo, ha una serie di problemi nella seconda parte e nel finale che è un roito anale, ma nella mia modesta opinione è un film che vi consiglio. Un'opera politica che ti fa uscire dalla sala soddisfatto.
Averle tutti i giorni pellicole così.

Da Orwell a Snowden (passando per Donald Trump) / 29 Novembre 2016 in Snowden

Chi se non Oliver Stone poteva portare sul grande schermo la storia di Edward Snowden, ex agente della CIA e dell'NSA finito nell'occhio del ciclone dopo aver divulgato al mondo intero i metodi che il governo americano utilizzava per spiare tutto e tutti, cittadini e stranieri?
L'ennesimo film di denuncia del regista newyorkese diventa occasione per... continua a leggere » mostrare quanto l'idea orwelliana del Grande Fratello sia stata vicina a compiersi effettivamente. L'opera passa in rassegna, in un crescendo di inquietudine, alcune delle tecniche con cui le agenzie americane addette all'intelligence e alla sicurezza (CIA e NSA) monitoravano praticamente chiunque (e forse ancora monitorano, perché nonostante il rassicurante finale in cui si dà conto dell'intervento del Congresso per porre fine a queste pratiche, non c'è a questo punto da fidarsi di niente e nessuno).
Oliver Stone ha questo potere di trascinare anche le menti più razionali verso posizioni complottiste (basti pensare al suo indimenticabile JFK - Un caso ancora aperto).
Il suo è ancora una volta un film di puro contenuto, nonostante alcuni tentativi di digressione stilistica, invero non del tutto fortunati ed anzi vagamente retrò (gli effetti da album di nozze anni Ottanta, le sfumature in stile Incontri ravvicinati del terzo tipo, ecc.).
Il finale, con cui probabilmente il regista si proponeva di dare il suo contributo alle primarie democratiche, con una spallata alla Clinton a favore di Sanders, è stato vanificato dalla posticipazione dell'uscita del film nelle sale (e vogliamo non fare del complottismo anche su questo fatto, visto che ci siamo!?). Durante i dibattiti tv che appaiono nei titoli di coda, viene infatti riportato il duro parere di Hillary su Snowden e subito dopo quello diametralmente opposto di Bernie Sanders: “Quanto fatto da Snowden rappresenta da tempo la più coraggiosa azione a tutela delle libertà civili”.
Ma per l'appunto il film è arrivato in ritardo, quando oramai la Clinton si avviava inconsapevolmente verso una clamorosa sconfitta contro Donald Trump, anch'egli citato nell'opera per il suo auspicio di un'esecuzione capitale nei confronti di Snowden (cosa che peraltro pare abbia ribadito l'uomo che il presidente in pectore ha indicato come nuovo capo della CIA).
Ecco che allora alcune delle frasi pronunciate da Snowden durante il film hanno un vago sapore profetico, soprattutto alla luce dell'inatteso risultato elettorale americano.
Chissà cosa avrà pensato Snowden, dal suo rifugio moscovita, della vittoria di The Donald e del fatto che quell'apparato di controllo che tanto lo aveva sconvolto e spaventato adesso sarà nelle sue mani?

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