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Recensione su Snatch - Lo strappo

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Snatch – Lo strappo / 5 agosto 2015 in Snatch - Lo strappo

Dopo Lock & Stock – Pazzi scatenati, Guy Ritchie propose questa pellicola molto simile nei temi (il gangster movie squinternato, con ampi tratti di humour nero) e anche nello stile.
Il risultato è, a mio avviso, decisamente superiore: un film dirompente, ironico (con la riuscitissima caricatura degli zingari), brioso, mai noioso.
La regia è assolutamente dinamica e piacevole. Gli attori si comportano tutti discretamente, con un Brad Pitt a mio modo di vedere fantastico nell’insolito ruolo dello zingaro Mickey. Come fantastico è il suo doppiatore, Sandro Acerbo, impeccabile nel difficile compito di mantenere altissimo il livello dello humour della parlata storpiata di Mickey.
L’ingarbugliata storia di scommesse, boxe clandestina a mani nude e diamanti che passano di mano in un batter d’occhio, si segue senza troppe difficoltà, grazie ad una sceneggiatura (dello stesso Ritichie) studiata alla perfezione.
Per il resto, il regista usa uno stile davvero accattivante con idee degne di nota, a partire da quella, in apertura di film, di seguire la rapina di Frankie Quattrodita (che, camuffato da rabbino, spiega ai suoi scagnozzi come il cristianesimo derivi dall’errata traduzione della parola “vergine”), sulle telecamere a circuito chiuso che filmano i corridoi che conducono al caveau.
Snatch è un film che, visto una decina di anni fa, mi aveva letteralmente entusiasmato… ma che, ad una visione più matura, conserva il suo fascino pur uscendone necessariamente (ma soltanto un po’) ridimensionato.

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