Recensione su Smetto quando voglio

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“E comunque, non si possono contare le carte a poker!” / 19 giugno 2014 in Smetto quando voglio

Tra le sorprese del 2014 non si può escludere questa pellicola del debuttante regista salernitano Sydeny Sibilia. Una commedia atipica, che tocca (a modo suo) un tema importante come quello del precariato senza scendere nel banale, destreggiandosi abilmente con un aggraziato ed efficace velo di sincera e spontanea ironia.
E’ infatti questo il grande pregio di Smetto Quando Voglio. Ironizza con una metodica personale sulla situazione italiana, quell’Italia con la disoccupazione, il precariato e la crisi. Ed Ironizza anche sui film e i tv-series americani, mettendone in risalto gli aspetti più surreali e giocandoci.
Ma soprattutto diverte. Diverte in maniera fresca e genuina, risultando irresistibile.
Non parliamo di un capolavoro, ma questa pellicola può diventare un piccolo cult italiano. Nell’attesa, possiamo dire senza timore che è una bella boccata d’ossigeno per il nostro cinema.

2 commenti

  1. Stefania / 20 giugno 2014

    Senza voler fare polemica sterile, mi ha colpito il fatto che i David abbiano completamente snobbato questo film 🙁

  2. Francesco / 20 giugno 2014

    Concordo. Meritava qualcosa di più delle svariate nomination ricevute…

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