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Recensione su Smashed

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4 giugno 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ho visto questo film per caso, anzi, per quel colpevole paradosso che ci si trova qualche motivo per cazzeggiare soprattutto quando si è oberati di inderogabili incombenze.
Non conoscevo la trama, per cui ero incolume da qualsivoglia recensione “condizionante” o preconcetti vari ed eventuali.
Il film tratta l’argomento difficile dell’alcolismo, tema sviluppato in parecchi altri film in modo più o meno valido, ma che soprattutto si presta a rischiose inciampate su banalità e su frasi fatte.
In riferimento agli attori, conoscevo Aaron Paul e Octavia Spencer, mentre l’attrice protagonista, una certa Mary Elizabeth Winstead mi era del tutto ignota, ma a dire il vero mi ha colpito la sua interpretazione convincente dell’alcolizzata disperata.
La trama di per sè non ha alcunchè di originale, tuttavia originale è il modo assolutamente sincero e schietto con cui è sottilmente descritto il percorso della protagonista verso la disintossicazione. Disintossicazione che le costa chiaramente il duro fare i conti con tutta quella catasta di problemi che l’alcol aveva semplicemente soffocato. La disintossicazione non le rende tanto meno la vita più semplice, anzi. Neppure le risolve tutte le questioni irrisolte che ruotano attorno al suo lavoro, al suo matrimonio ed al marito, che non riesce a supportarla per non affrontare lui stesso il problema dell’alcolismo.
Da sobria però impara ad affrontare la vita, senza stordirsi per lasciarsi andare in un torpore tra inconsapevolezza, bugie, immaturità.
Il film mi è piaciuto perchè seppur senza pretese, riesce a raccontare l’argomento in modo semplice, veritiero senza esasperati sentimentalismi.

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