Recensione su Sing Street

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L’età dell’incoscienza / 14 Novembre 2016 in Sing Street

Gradevole storia di formazione a suon di musica anni Ottanta.
John Carney, regista, sceneggiatore e compositore (insieme a Gary Clark) degli orecchiabilissimi brani originali, ha disegnato la romantica epopea di un adolescente dolce, coraggioso e pieno di personalità che, seppur stereotipato quanto basta per venire incontro ai gusti del pubblico, non risulta mai stucchevole grazie anche all’azzeccata scelta del giovane attore protagonista, l’assoluto esordiente Ferdia Walsh-Peelo (che, a seconda dell’acconciatura adottata, ricorda una versione imberbe e tenerella di Billie Jo Armstrong o di Paul McCartney). A proposito di belle facce celtiche e autosuggestione, poi, il ragazzino polistrumentista mi è sembrato un The Edge in miniatura.

Vuoi per il contesto, vuoi per le dinamiche narrative e il costante tentativo di usare la musica per cambiare la propria vita, il confronto con The Commitments di Alan Parker è praticamente inevitabile (ho avuto anche qualche reminiscenza del divertente Killing Bono di Nick Hamm) e, nonostante alcune deficienze (leggi, semplificazioni) in fase di sceneggiatura il film di Carney fila come un treno, divertendo ed emozionando in crescendo, perlomeno fino alla scena del ballo in stile anni ’50: da lì in poi, la storia subisce una leggera flessione e da splendido volo pindarico si ridimensiona, rientrando in binari narrativi e dinamiche più convenzionali.

Ciò che ho apprezzato molto della storia, a conti fatti, è l’afflato liberatorio che la sottende: l’adolescenza sarà anche una parentesi complessa e, talvolta, dolorosa della propria vita, ma è davvero uno di quei momenti-chiave durante il quale è possibile immaginare e perfino tentare di fare qualsiasi cosa, grazie a quella grande dose di imprevedibilità e spericolatezza tipica di quella fase in cui le sovrastrutture mentali e le pratiche “adulte” non hanno ancora fatto totalmente breccia.
Sing Street è un gioioso canto d’amore all’età dell’incoscienza e, con la sua freschezza, sa mettere in circolo tenera frenesia.

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