Recensione su Simon del deserto

/ 19698.025 voti

Simon del deserto: dell’inutilità dell’ascesi / 30 maggio 2015 in Simon del deserto

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Anticlericale come non mai, Buñuel sembra concentrarsi su un aspetto in particolare dell’espressione della Fede religiosa che coinvolge anche altre dottrine, oltre quella cristiana: l’ascesi, con tutto ciò che vi ruota intorno e che ne consegue.
Presupponendo un quesito tanto ardito quanto in odore di blasfemia, quanto e come la mortificazione del corpo e dello spirito tesa alla pura ed eterna contemplazione del divino (definitivamente possibile dopo il trapasso e con l’ascensione in Paradiso) può essere utile in vita?
Nello specifico, le pratiche ascetiche di Simone lo stilita hanno qualche ripercussione pratica o utilità di sorta?
E non è ridicolo anche Satana, nel suo accanimento su un uomo che, nella ricerca della contemplazione divina, sta dichiaratamente smarrendo il senso delle proprie azioni?

Il film, pur turbandomi per via di dette riflessioni, mi ha divertita per alcuni particolari.
La scena conclusiva, ambientata in un bar di New York, è un finale pensato “in corsa” da Buñuel, messo alle strette dalla fine dei finanziamenti da parte della casa produttrice: costretto da tali motivi pratici, il cineasta ha dovuto modificare il piano delle riprese, trasformare il lungometraggio in un mediometraggio di 45 minuti e inventare una nuova conclusione che, scherzo del destino, è quantomai fantasticamente riuscita.
In un’intervista, Buñuel ha poi dichiarato che avrebbe desiderato vivere in un Medioevo come quello di Simone, per evitare di dover sopportare il rumore che affligge la società contemporanea. La chitarra elettrica, poi, protagonista della citata sequenza finale, è da lui definita (cito testualmente): “Uno strumento infernale”. Il che suona decisamente ironico detto da un individuo che rifugge la religione.
Mi ha colpito, infine, la presenza di nudità (Silvia Pinal mostra maliziosamente cosce e seno; una vecchia completamente avvizzita viene mostrata brevemente senza indumenti), altrove evitate da Buñuel (che si definiva alquanto riservato in materia), e di un turpiloquio non indifferente che, però, attribuisco all’adattamento italiano, abbastanza recente, della copia del film visionata.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext