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Recensione su Signore & signori

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Bianca come il latte, dura come il marmo. / 6 maggio 2014 in Signore & signori

Germi cattivissimo, cinico, strapazza i suoi personaggi, li tratta come se fossero bamboline voodoo, fantocci su cui scaricare la disillusione generata dalla presa di coscienza, profetica, che ben poco di buono può nascere da una genìa del genere.
C’è un brevissimo fotogramma, nelle sequenze finali del film, quando l’orda di borghesi infoiati occupa disgraziatamente la piazza della cittadina per l’esposizione settimanale di ricchezze e presunte bellezze: dietro il volto della moglie del Barbetta, si intravede quello dell’affatto bella ma decisamente abulica figlia adolescente che lecca il gelato con una noia, una distrazione interiore, una passività emotiva raggelante, personalità appassita ancor prima di essere cresciuta. Se i padri sono una manica di laidi profittatori, i figli sono una progenie assuefatta al delitto morale, alla ruffianeria, all’odio violento (non è un caso che in tutte le coppie messe in scena volino schiaffi spaventosi, a cinque dita), figlia del boom inatteso ed ingestito, madre delle future crisi, sociali ed economiche, del nostro Paese.

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