2013
11 Recensioni su

Effetti collaterali

/ 20136.2174 voti
Effetti collaterali

Non deprimetevi!!! / 27 Luglio 2017 in Effetti collaterali

Film particolare di Steven Soderbergh che cambia più volte registro nel corso della narrazione.
Il film inizia con la depressione di Emily Taylor (Rooney Mara, bravissima) dopo l’uscita dal carcere del marito Martin (Channing Tatum). Dopo un tentativo di suicidio, va in cura dallo psicologo Jonathan Banks (Jude Law) che le prescrive un farmaco, l’Ablixa, che la porterà a conseguenze terribili.
Si inizia con l’esame della depressione di Emily, poi sembra passare a un film di denuncia sui farmaci e sui loro effetti collaterali per poi trasformarsi in un thriller con qualche colpo di scena.
Nel resto del cast da citare Catherine Zeta-Jones nei panni del precedente psichiatra di Emily e Vinessa Shaw è la moglie del Dr. Banks.

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Thriller psicologico imperfetto, ma non sgradevole / 4 Giugno 2017 in Effetti collaterali

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

(Sei stelline e mezza)

Imperfetto, ma, a conti fatti, non sgradevole.
Mancano precise motivazioni criminali (denari a parte) e un migliore approfondimento psicologico della protagonista e la natura del rapporto tra la Mara e la Zeta Jones è una soluzione narrativa forzata e banale, ma per il resto è un thriller sufficiente, con bravi interpreti, adeguatamente ambigui, e buone soluzioni tecniche.
Nel complesso, la natura del racconto mi ha ricordato inevitabilmente Hitchcock, anche se il MacGuffin di Soderbergh (la critica alle case farmaceutiche) invero decisamente blando.

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Effetto collaterale: noia / 19 Luglio 2015 in Effetti collaterali

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La trama si dipana in modo lento e sconclusionato; a tratti, lo spettatore deve supplire le informazioni mancanti («Ma perché non incriminano anche Emily? Ah, già, perché non può essere processata due volte per lo stesso delitto»). La rivelazione del rapporto saffico tra le due cattive è una caduta di gusto decisamente pesante. Buona ma del tutto sprecata l’interpretazione di Jude Law, con una buona dose di ambiguità che in un altro film avrebbe potuto essere messa a buon fine.

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sufficiente / 5 Maggio 2015 in Effetti collaterali

sufficiente

Effetti collaterali: sonnolenza… 5! / 9 Gennaio 2014 in Effetti collaterali

Mi tengo alto con il mio 5 perchè il film parte bene, un discreta suspence e mistero avvolge i protagonisti (anche abbastanza bravi, specie Rooney Mara, ma Channing Tatum è tutto un dire….). Poi una volta capito il meccanismo, il film diventa noioso, lento e gli effetti collaterali si vedono davvero: noia e apatia a metà film, per finire in sonnolenza. Ci voleva più suspence, più colpi di scena, più thriller… Gli attori ci provano, ma la regia è fiacca. un 5, ma un pò regalato.

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26 Dicembre 2013 in Effetti collaterali

Dato che Steven Soderbergh non si ritira, ma anzi produce a manetta e ha sempre bei cast, inevitabilmente ho visto anche Side Effects, un film che parte da un punto e arriva totalmente da un’altra parte. Dato che, in soldoni, è un thriller classico, col mistero e gli intrighi, è meglio vederlo all’oscuro della trama; l’inizio fa pensare al film denuncia, con focus sugli psicofarmaci e sul modus operandi degli psichiatri, ma ad un certo punto c’è il ribaltone e da lì bisogna un po’ abituarsi alla nuova cornice prima di seguire in pace il film. Per me è stato così. Il messaggio polemico (?) viene sotterrato dalle vicende successive, ingarbugliate a una prima visione e con un finale che riporta lo status quo (non senza una mezza caduta di stile che coinvolge la parte femminile del cast), senza scrollare di dosso a nessuno una certa patina ambigua, in primis allo psichiatra/ Jude Law, sempre molto bravo in questi ruoli cinici e ambigui. Rooney Mara è l’altro pilastro del film e date le vicende del suo personaggio (un po’ deboli le motivazioni del suo agire però), risulta molta brava a rendere due personalità opposte. Tutto il resto è al solito di Steven: bella la sua fotografia, giocata sul contrasto caldo/freddo, buona la regia e il montaggio. Buon prodotto in definitiva.

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16 Settembre 2013 in Effetti collaterali

Fiacco e piuttosto misero.
Un peccato perchè il tema trattato era molto interessante e Soderbergh ha già dimostrato di trovarsi a suo agio con il genere a cavallo tra documentario e thriller. Contagion da questo punto di vista era molto riuscito e anche Erin Brockovich per certi aspetti era riuscito a colpire nel segno.
In questo caso, la prima metà del film sembra funzionare ma, invece di addentrarsi nei menadri delle relazioni tra grandi case farmaceutiche e personale ospedaliero, indagando e portando sullo schermo le connessioni e collusioni che spesso sono salite alla ribalta della cronaca sceglie la via del thriller senza però aggiungere nulla di più al genere. Soderbergh semplifica molto (troppo) e rimane vago fino a confezionare un prodotto che è pure guardabile, tutto sommato non è brutto, ma rientra nel filone in cui era già caduto anche Van Sant con Promised land: quello del preteso film di denuncia che in realtà è un prodottino superficiale visto e rivisto migliaia di volte. Tradotto: regista senza ispirazione.

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7 Maggio 2013 in Effetti collaterali

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Delusione, tremenda delusione.
Intendiamoci, il film è confezionato bene e anche recitato bene, ma quella storia lì non regge da nessuna parte. Non è un film che si occupa veramente dei meandri della psicologia, non è un film sulla crisi economica a fronte del gran parlare di insider traiding, non è un film che parla dei rapporti di coppia, semmai ricorda, ancora, La Casa dei giochi in maniera specchiata perché qui, nuovamente, l’abbindolato è uno psichiatra e tutto gira intorno alla bugia. E non è neppure questo il problema, ma semmai una storia che delude in ogni vago tentativo di approfondimento senza che si immerga in quella atmosfera malata tipica del film di Mamet. Prima di tutto la ricerca del lieto fine ci consegna la ricostituzione della famigliola e la vittoria di un medico a cui non affiderei neppure la prescrizione di qualcosa per il raffreddore: incapace di riconoscere la malattia, semplice proscrittore di farmaci sempre più potenti, incapace di valutare le parole del paziente se non i suoi comportamenti, deontologicamente disastroso. A costui viene mai in mente di fare autocritica sulla somma delle sue mancanze? Ovviamente no. Quale rapporto c’è fra lo psichiatra e la moglie che sembra sempre sull’orlo di gridargli in faccia la sua insensibilità ai suoi problemi? Che cosa dice questo spaccio continuo di medicine? E l’unica che poi in effetti non ne prende alcuna è la famosa cattiva il cui movente alla conduzione del gioco è….mah! Denaro? Passione? Vendetta sul compagno causa del suo malessere?
Il gioco di svelamenti poi fa tantissimo I soliti sospetti e lo spettatore è ormai molto adulto, le carte sono subito scoperte. Ma ancora non è questo, è la mancanza di una direzione verso l’approfondimento di una linea narrativa: la truffa perpetrata è la replica di quella non vista che è sullo sfondo della storia, ma mentre il marito vuole il mondo ordinato e benestante che vediamo in un fugace flash back, vuole il benessere a tutti i costi (e qui si apre un accenno di critica sociale ed economica), le due donne da cosa sono spinte se il loro legame è “inquinato” da una passione erotica? Tanto che lo scioglimento del loro patto è davvero forzato nella sua semplicità, non si capisce veramente quale sia almeno il movente, e dunque la paura, della ragazza alla truffa in sé.
A margine, il primo movimento di macchina ricorda l’incipit di Psycho, ma si ferma al bordo della finestra, movimento gemello ed opposto alla fine del film e Psycho è un gran film sul desiderio di ricchezza e benesere ad ogni costo, sulla lotta contro la difficoltà economica che incide sulla vita privata; e ancora mastro Hitch: gli occhiali sempre inforcati dalla Zeta Jones (Io ti salverò) a sottolinearne la professionalità mentre il suo omologo maschile, in quanto maschio può anche farne a meno, i capelli raccolti di lei (ancora io ti salverò) come indice di chiusura sessuale e il loro scioglimento quando se ne svela il legame sessuale. Forzata la scena in cui si tratteggia lo psichiatra come un empatico attraverso la sua capacità di capire l’haitiano e le sue diversità culturali (un buono a tutti i costi che viene esposto alla tentazione economica dalla proposta di consulenza della casa farmaceutica guarda caso quando subisce un castigo da parte delle due donne, insomma a colpa segue sempre una condanna?) anche perché lo stesso soggetto viene raggirato con facilità esasperante.

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Efficace / 6 Maggio 2013 in Effetti collaterali

Sarà che ho un debole per il genere, ma quando vedo un thriller fatto bene mi esalto. E questo film segue in un certo senso i dettami accademici del genere, facendosi inseguire dallo spettatore che non è mai troppo sicuro di stargli dietro realmente. Seppur mantenendo una tensione mediamente alta Soderbergh non si preclude di scavare bene nelle psicologie dei personaggi, tessendo una trama solida e verosimile. C’è più di un finale, nel senso che, quando si arriva a capire, c’è dell’altro, e la situazione evolve, va avanti per vie ancora più impervie, e la sovrapposizione di elementi crea un realismo veramente ben studiato, efficace. Su tutti Rooney Mara, bella e veramente brava, sorprende. Bella anche la fotografia ed il montaggio.

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1 Maggio 2013 in Effetti collaterali

Nonostante tutto, a me è piaciuto abbastanza, intrattiene.
Certo, ad un certo punto la sceneggiatura sembrava confusa, ma alcuni colpi di scena li ho apprezzati.
Channing non sa recitare, questo è palese. E’ un belloccio, niente di più, piacevole da vedere.
Considerato che il penultimo film di Steven Soderbergh è Magic Mike, direi che non gli sui può dare un voto insufficiente. Almeno ci ha provato.

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Effetti collaterali causati dalla visione di questo film. / 1 Maggio 2013 in Effetti collaterali

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non so bene come cominciare a parlare di questo film, perchè, credetemi, gli ho dato 5 solo perchè sono la contraddizione fatta persona, visto che questo film non mi è piaciuto affatto.
Rooney Mara non è un’attrice che amo in particolar modo, ma se da una parte non mi piace, dall’altra penso che abbia un potenziale che Soderbergh non è riuscito a tirare fuori. Apprezzo l’impegno del regista, perchè questo è veramente l’unico film serio che è stato capace di fare. Immancabile nelle sua pellicole Channing Tatum, che, a quanto pare, ultimamente gli aggrada.
Channing non sa recitare, è solo bello. Fare l’attore è un’altra cosa e lui non è in questa categoria, è veramente una lastra di marmo.
Jude Law è sprecato per questo film, che chiamerei “Come tenere una Ferrari in un garage”. Giusto per dire che ce l’hai.
La Jones non m’è mai piaciuta come attrice e non è neanche un tipo di bellezza che ho mai apprezzato o potrei mai apprezzare (e con questo non sto dicendo che è brutta.) In più, se vogliamo essere proprio puntigliosi, c’è da dire che questa parte l’ha interpretata davvero, davvero male. Le veniva richiesto di provare attrazione per una donna, Rooney Mara, di baciarla, di toccarla, ma l’ho trovata veramente a disagio in quel ruolo.
Per carità di Dio, sicuramente una carrellata di attori belli da guardare, ma combinati male e usati ancora peggio.
Riprova Soderbergh, riprova.

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