Recensione su Side by Side

/ 20127.26 voti

Interessante panoramica… / 30 dicembre 2012 in Side by Side

… sebbene troppo riferita al mondo produttivo americano. Il documentario in sé non presenta nessuna particolare attrattiva: è strutturato nel formato classico (narratore + interviste). Il tema è interessante, anche se non va troppo in profondità, scegliendo un tono piuttosto “divulgativo”. Mi sarebbero piaciuti più spezzoni di film reali (o forse “animazioni” tecnologiche) via via che si affrontavano i diversi aspetti, invece ho più che altro dovuto fare riferimento a quello che so dalla mia esperienza personale… e in un documentario forse questo è un po’ un difetto.
Mi è piaciuto sopratutto sentire come i singoli registi – tra cui alcuni che considero significativi nel “mio” mondo del cinema – hanno affrontato questa proposta di girare in digitale, con quali conseguenza nella loro esperienza concreta del fare film.
Nel complesso, si lascia guardare volentieri.

P.s.
Anche se sospetto il risultato, sarei molto curiosa di metterlo a confronto con la puntata che si occuperà del digitale di The Story of Film… prima o poi 🙂

P.s.2
Se ci fosse stato bisogno di un’ulteriore prova per cui considero Soderbergh un vero *** beh, sono stata servita 😉

4 commenti

  1. schizoidman / 28 marzo 2013

    Se devo essere sincero, Steven Soderbergh sta antipatico anche a me. Lui crede di essere un autore, ma, a mio modesto parere, è soltanto un discreto regista che alterna film interessanti ad altri trascurabili. La sua grande fortuna è quella di riuscire a realizzare i film che desidera, mentre un genio del calibro di Michael Cimino, che ci ha regalato capolavori quali “Il cacciatore” e “I cancelli del cielo”, è ridotto al silenzio da diciassette anni. In un mondo migliore, Cimino potrebbe girare i film che vuole, mentre Soderbergh dovrebbe cambiare mestiere, come purtroppo ha dovuto fare il succitato Cimino, che dopo aver diretto lo splendido “Verso il sole”, nell’ormai lontano 1996, si è dedicato alla scrittura. E Soderbergh, intanto, continua a sfornare film… Ciao

  2. wigelinda / 31 marzo 2013

    Accidenti, che tasto! E quanto ti do ragione! 🙂 E poi sono anch’io un’appassionata sostenitrice dei talenti bistrattati da un mercato stolido, me ne vengono in mente a iosa… sigh, sigh e ari-sigh!
    “Verso il sole” non lo conosco, lo cerco certamente, “Il cacciatore” è uno dei miei miti assoluti e inarrivabili per un certo genere di cinema.

  3. schizoidman / 31 marzo 2013

    “Verso il sole” è un film che mi è piaciuto molto, te lo consiglio vivamente. Purtroppo temo che sia destinato ad essere l’ultimo film diretto da Michael Cimino, al quale i produttori di Hollywood non hanno mai perdonato il fallimento al botteghino de “I cancelli del cielo”, che nonostante l’insuccesso commerciale è un’opera di una bellezza clamorosa, che però va assolutamente vista nella sua versione integrale, lunga 219 minuti, e non in quella massacrata dai tagli operati dai produttori. Quanto a Steven Soderbergh, ha avuto la presunzione di rifare un capolavoro come “Solaris” di Andrei Tarkovskij senza avere un briciolo dell’immenso genio registico del maestro sovietico. Sinceramente mi sfugge come sia possibile che alcuni lo ritengano un grande regista. Misteri della critica…

  4. paolodelventosoest / 3 marzo 2015

    Visto anche io questo documentario. Interessante per approfondire la differenza tra la pellicola e il digitale, che non è così lineare come si penserebbe; io per esempio ho sempre pensato schematicamente a qualcosa di simile al confronto ebook vs carta, che mette in campo comodità e tecnologia contro romanticismo d’antan. Invece ho scoperto dettagli “tecnici” come l’intervallo dinamico, che nella pellicola è più simile a quello dell’occhio, oppure il fatto che un cast davanti alla pellicola e al “rumore” in cinepresa dà il meglio di sè, davanti al digitale invece va a bassi giri e pretende di rivedersi sempre ogni shot 🙂
    Soderbergh non ispira molta simpatia, no, però anche Keanu Reeves intervistatore nun se po’ vede eh!

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