Recensione su Sicko

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E’ un buon film di (giusta) propaganda ma… / 15 Maggio 2013 in Sicko

Troppo, troppo superficiale. Troppo pop. Troppa spettacolarizzazione. Troppe strizate d’occhio allo spettatore che, in fondo, non ha nessuna voglia di vedersi un documentario ma è venuto al cinema perchè portato a forza dall’amico che legge tanti libri.

Micheal Moore è efficacie nel propugnare la sua tesi, ma a scapito di una visione più obiettiva di una questione tanto complessa. Infatti l’intero film è costruito sulla contrapposizione manichea tra sistemi sanitari pubblici (i buoni) e sistema sanitario americano (i cattivi). Sicuramente il sistema americano non è efficacie nel garantire la salute dei cittadini statunitensi, tuttavia la questione non è così ovvia e scontata come ce la mostra Moore. I sistemi pubblici, come quello italiano, nonostante la buona filosofia di base, hanno gravi problemi di inefficienza, di sprechi, di malagestione, tanto che negli ultimi anni sono stati corretti con meccanismi concorrenziali. Al contrario nel film vediamo Moore viaggiare in Canada, Inghilterra, e Francia sempre più sbalordito dai sistemi pubblici, presentati come la panacea. Lo vediamo intervistare i cittadini di questi paesi che pargono i più felici e soddisfatti del mondo, fieri e orgogliosi del loro sistema e del loro paese.

In conclusione: è un buon film, sarebbe un efficacissimo film propagandistico, ma non è un gran documentario. Raggiunge la sufficienza, oltre che per la forza (emotiva) con cui sarebbe in grado di convincere qualsiasi liberista accanito, anche perchè, in fondo, al netto di tanta superficialità, la tesi di Moore è corretta. Uno Stato deve garantire il diritto alla salute ai suoi cittadini. I sistemi assicurativi, a mio avviso, possono essere coinvolti, ma purchè venga garantito il principio di base, a differenza di quanto accade in America.

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