11 Recensioni su

Sicario

/ 20157.0174 voti

Le regole non esistono… / 29 Ottobre 2018 in Sicario

Un bliz del FBI fa scoprire un mondo di rapimenti, malavita riguardo il cartello messicano della droga.
Si aprirà un mondo per la giovane agente Kate di violenza dove le regole non esistono.
Un bellissimo film con un Benicio Del Toro perfetto.
Crudo ma non particolarmente violento da dar fastidio.
Decisamente valido.
Ad maiora!

Opposti che non si incontrano / 28 Maggio 2017 in Sicario

In mano a qualche altro regista e sceneggiatore avremmo avuto probabilmente un film dalla violenza compiaciuta, con un’eroina ancora più muscolare di Kate Macer; avremmo avuto due visioni della giustizia che alla fine, dopo la riluttanza iniziale, trovano un punto comune e collaborano. Nel film di Villeneuve e Sheridan non c’è nulla di tutto questo. Di violenza ce n’è, beninteso, ma è sempre funzionale alla trama e alle volte semplicemente suggerita (come la tortura di Guillermo); la protagonista, per quanto tosta, ha le sue debolezze. Ma soprattutto non c’è sintesi degli opposti: dall’inizio alla fine l’ostilità reciproca tra i due modi di intendere la lotta al crimine non viene mai meno, e anche la simpatia iniziale tra Kate e Alejandro non può evitare alla fine un terribile confronto.
Il film procede lentamente, quasi metodicamente, con logica stringente e con un racconto quasi sempre facilmente leggibile, mai confuso. Ottimi tutti gli interpreti, felicissimo il commento musicale. Con appena un po’ più di invenzione visiva e qualche guizzo in più della trama avremmo avuto un capolavoro da passare agli annali.

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Noia totale / 25 Novembre 2016 in Sicario

Gli do 4 perchè comunque è di buona fattezza, buona regia e molte scene d’azione.
ma a me ha annoiato da morire. Noioso e spento, personaggi piatti e odiosi.
4.

Il voto sarebbe un 6.5 / 27 Ottobre 2016 in Sicario

Discreto film d’azione ma che pone interrogativi su fino a che punto si può arrivare per cercare di arginare il narcotraffico (o i criminali in generale).
Inizio folgorante con la splendida sequenza di un’irruzione dell’Fbi con macabre scoperte; buonissima anche la prima parte con Kate Macer (Emily Blunt) che viene chiamata a far parte di una speciale squadra per combattere il narcotraffico. Con lei ci sono Matt Graver (Josh Brolin) e il misterioso Alejandro (Benicio Del Toro). Kate scoprira che i due sono disposti a tutto per combattere il narcotraffico, espatriando anche sul confine messicano con azioni più o meno legali (drammatica la sequenza alla frontiera). Purtroppo però si perde in ritmo e riflessioni nella seconda parte, rallentando sul finale e perdendo qualche punto nella mia valutazione.

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Bel lavoro! / 18 Ottobre 2016 in Sicario

Denis Villenuve dirige un ottimo thriller-poliziesco sul tema del narcotraffico. Un’agente della FBI (Emily Blunt) giovane ma comunque esperta nell’ambito dei sequestri, viene contattata da due tipi misteriosi, Matt Graver e Alejandro (Brolin e Del Toro) che sembrano lavorare per la CIA, e vogliono organizzare una task-force per catturare uno dei maggiori esponenti del narcotraffico messicano. Già da subito, dal primo viaggio a sorpresa in Messico, si capisce che nulla è come sembra, che la situazione è infuocata e non ci si può fidare di nessuno, e, soprattutto, che il confine tra ciò che è il “bene” e ciò che è il “male” è molto sottile, al punto da cancellare ogni certezza o convinzione. Insomma un thriller decisamente ben fatto, coinvolgente, cadenzato, diretto in modo davvero convincente e con due attori come Del Toro e la Blunt veramente bravissimi. Assolutamente consigliato!

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Strade già percorse / 21 Giugno 2016 in Sicario

Ho un giudizio un po’ ondivago su questo crime di Villeneuve, regista che ho apprezzato moltissimo nel suo avvincente Prisoners. Il mondo dei cartelli della droga, la frontiera USA / Messico, l’FBI, le operazioni sporche dei presunti “buoni”: tutto questo lo si è già visto in produzioni migliori (penso a Traffic di Soderbergh, ma anche allo sconvolgente recente documentario Cartel Land), la sovraesposizione delle efferatezze porta paradossalmente al rischio incontrollabile di perdere fiducia e interesse dello spettatore, la precisione grafica di alcune ottime sequenze d’assalto in notturna non possono camuffare il gran debito verso la Bigelow di Zero Dark Thirty. Insomma questo film non presenta una personalità molto originale, sebbene la caratura di questo regista resti indiscutibile e la qualità delle immagini impresse da Roger Deakins non possa lasciare indifferenti. Emily Blunt è efficace fino a un certo punto, finendo col calcare un po’ troppo sulla figura di agente serioso e taciturno, Benicio Del Toro e Josh Brolin hanno perso un po’ del loro crime-appeal con gli anni.

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Quando la protagonista non è tale / 29 Febbraio 2016 in Sicario

Un film che inizia lento, con un genere snaturato e già visto che ha rischiato d’esser allontanato dopo la prima oretta, ma riesce senza dubbio a riscattarsi con la realtà cruda della storia del narcotraffico e degli elementi all’interno.
Una bella fotografia ci accompagnia sino alla fine, ma non ho sicuramente apprezzato la protagonista, a livello attoriale mediocre, la paladina della giustizia senza ragione, che sbatte il muso sulla realtà, di sicuro non la parte per cui patteggerei in un film del genere.

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Non è un Paese per donne / 13 Gennaio 2016 in Sicario

Villeneuve mi lascia ancora una volta perplessa.
A fronte di una confezione formalmente ineccepibile, in cui eccellono un’impressionante padronanza nell’uso della mdp, della fotografia e delle musiche (quelle composte dall’islandese Jóhann Jóhannsson sembrano emergere da un abisso infernale e si fondono, letteralmente, con le immagini), la storia -nella sua estrema drammaticità- mi è parsa abbastanza banale.
La dicotomia bene/male e le sfumature tra i due poli proposte non mi hanno colpita particolarmente, non è il primo film in cui assisto alla messinscena di qualche conflitto interiore di questa natura e la maniera in cui essi vengono messi in gioco, qui, non ha suscitato in me grande impressione.
Molto buona l’interpretazione della Blunt, ma proprio la presenza di una protagonista femminile, ricercato fulcro della questione, mi è sembrata una forzatura di succitata dicotomia: l’evidente fragilità di questa donna, unica esponente del suo sesso (come la Jill McBain di C’era una volta il West?) in un mondo che sembra popolato esclusivamente da uomini, è uno strumento sfruttato a mio parere un po’ banalmente, benché suggerisca (dis)equilibri interessanti, basati sull’implosione delle convenzioni sociali su cui si basano i rapporti uomini/donne.

Mi preme ribadire la qualità della confezione. Magistrali due o tre sequenze (su tutte, quella del doppio attraversamento della frontiera e quella iniziale, con l’irruzione del gruppo S.W.A.T. nella casa).
Villeneuve saprà mai conquistarmi davvero, anche a livello narrativo?

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IL LABILE CONFINE TRA BENE E MALE / 20 Ottobre 2015 in Sicario

Inzia come un film d’azione, ma finisce come un thriller. Stiamo parlando di Sicario, ultimo lavoro del canadese Denis Villeneuve presentato in concorso a Cannes 2015, con buona pace dei puristi della kermesse. Sicario è un thriller ad altissima tensione, pur trattando un tema già ampiamente sviscerato dal cinema americano, come la lotta al cartello messicano della droga.
Kate Macer (una bravissima Emily Blunt) è un’agente dell’FBI, normalmente si occupa di rapimenti, ma una macabra scoperta durante l’ultima operazione che ha portato a termine la coinvolgerà in una missione interdipartimentale, molto più rischiosa e delicata, che rientra, come anticipavo, nella battaglia al narcotraffico. Formalmente a capo della task force troviamo lo strafottente Matt Graver, un ottimo Josh Brolin, ma il vero protagonista della missione e dell’intera pellicola è un mostruso Benicio del Toro, Alejandro, un ex procuratore messicano attualmente mercenario negli States.
Qual è il confine tra bene e male? Per Villeneuve coincide con il confine tra Messico e Arizona e la stessa Kate scoprirà suo malgrado, non appena varcato il confine, che il Messico è senza regole, ma che gli States non sono da meno e che lei non è niente altro che un mezzo per arrivare ad un fine molto più grande. In Sicario non ci sono buoni e cattivi, ma solo cattivi, l’unico elemento puro in tutto il film è proprio Kate con la quale il regista ci farà identificare. Le sue paure sono quelle dello spettatore, la sua morale è la nostra, ed è questa l’intuizione geniale di Villeneuve che riesce così a mantenere alta la tensione durante tutta la durata del film. Complice per la totale riuscita della pellicola una fotografia spettacolare curata da Roger Deakins che giustifica, a mio avviso, la presenza a Cannes, e alcune sequenze, che sono certa resteranno nella storia del cinema, accompagnate da una colonna sonora martellante e incalzante.

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la frontiera nel 2015 / 12 Ottobre 2015 in Sicario

L’agente dell’FBI Kate Macer (la bella e brava Emily Blunt) prende parte ad una operazione oltre confine per “catturare”un boss della droga. Debellare la piaga del narcotraffico è praticamente impossibile e Kate ne è consapevole, quello che si può fare è mantenere una parvenza di ordine ed è per questo che viene coinvolta in una missione guidata da Matt Graver (Josh Brolin) e portata avanti attraverso mezzi legalmente non riconosciuti dalla legislazione di qualsiasi paese occidentale dal misterioso Alejandro, il procuratore interpretato da uno straordinario Benicio Del Toro.

Se qualcuno dovesse chiedermi qual è la trama di Sicario direi, a grande linee, questo. Eppure se fosse semplicemente così ridurrei e banalizzerei tantissimo il film. Sicario è l’ultimo lavoro di Denis Villeneuve, uno degli ultimi registi d’autore che sono rimasti in circolazione, ed è un action-crime di tutto rispetto che vanta una regia ed una fotografia impeccabili. Girato fra il Messico e gli Stati Uniti d’America, ambientato fra le detached house della borghesia americana e i quartieri poverissimi di Juarez, Messico, Sicario è senza dubbio un film che vede saltare in aria (proprio come salta in aria lo scantinato di una villetta in una delle scene iniziali) la dicotomia “giusto-sbagliato”. Lo spettatore per tutto il film non fa che chiedersi “chi è il buono? e chi è il cattivo?” perché in Sicario non esiste il bene o il male assoluto. I personaggi dell’ultimo lavoro di Denis Villeneuve o sono degli antagonista da uccidere senza sé e senza ma, oppure sono degli anti-eroi pronti a tutto pur di portare a termine la missione, lo sono Benicio Del Toro e Josh Brolin. Li vediamo usare la violenza per risolvere un problema che esige l’uso della violenza e forse è vera la lezione di Fritz Lang (per lui esistevano solo due categorie di persone: i cattivi e i molto cattivi; ma noi siamo giunti a un accordo e chiamiamo buoni i cattivi e cattivi i molto cattivi). La visione “buoni e cattivi” risulta sfumata, sbiadita, l’unico personaggio “ingenuamente” buono è quello interpretato da Emily Blunt, una poliziotta a cui viene chiesto di unirsi all’operazione solo per evitare una serie di cavilli burocratici. Questa è uno dei grandi pregi del film.

C’è una scena bellissima in Sicario, una scena che sembra riportarci a una missione del videogioco Call of Duty ed è quella ambientata nel lungo tunnel scavato fra Messico e States dal Cartello per i suoi loschi traffici. Solo questa scena signore e signori vale il prezzo del biglietto e mi ricollego all’altro grande pregio del film, ovvero quello di essere un film commerciale, pensato per il grande pubblico e che viene masticato e digerito anche e soprattutto da chi non è amante di un certo tipo di cinema, con una serie di attenzioni che lo trasformano in un film d’autore. L’inquadratura al dettaglio alla polvere che vola nella stanza (la calma) prima dell’esplosione che invade la casa dove fa la retata l’FBI (la tempesta); le inquadrature dall’alto, relative al volo che porta il personaggio di Emily Blunt primain Texas e poi in Messico, o quelle relative al muro divisorio costruito dai democraticissimi Stati Uniti; l’uso delle cineprese on-board durante la lunga scorta della polizia lungo la frontiera per estradare il primo boss del Cartello negli States; l’uso delle telecamere notturne da esterno che infonde un senso di iper-realismo durante i preparativi dell’operazione finale; le la scena finale con i bambini che giocano a pallone mentre sullo sfondo continuano le guerre fra bande a Juarez, perché ormai Juarez è una landa abbandonata da Dio. Tutti questi elementi, abbinati ad una fotografia sublime, lo rendono un film d’autore. E poi c’è la frontiera. Se nel cinema western il vero protagonista era la frontiera, da difendere, un confine mobile, dinamico, sempre in trasformazione, nel 2015, in Sicario, di frontiere ce ne sono tante e da difendere è uno stile di vita. L’obiettivo è quello di mantenere l’ordine: quello che succede a Juarez (sparatorie in pieno giorno; cadaveri mutilati, bambine sciolte nell’acido e via dicendo) non deve prendere piede negli States. Il punto è che il film si apre proprio negli States, fra cadaveri mutilati murati all’interno di una spoglia sala.

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Il fine giustifica i mezzi / 3 Ottobre 2015 in Sicario

Avevo “scoperto” le doti del regista Denis Villeneuve con il bellissimo “La donna che canta” (visto tra l’altro per puro caso in un passaggio in TV ) ma direi che con questo thriller dal ritmo incalzante , basato su un’azione congiunta della CIA e dell’FBI per debellare una vasta catena di narcotraffico fra Messico e USA , si è persino superato .
Un film spietato , brutale , spesso efferato nell’esaltazione del concetto che per gli alti organismi di sicurezza e di “intelligence” americani nessun mezzo è da considerarsi eccessivo o sbagliato se permette di raggiungere l’obiettivo, con riprese altamente spettacolari sorrette da una colonna sonora perfetta per aumentare la tensione di alcune scene ad altissimo contenuto adrenalinico , e con un cast in cui i tre protagonisti principali , Emily Blunt, Benicio Del Toro e Josh Brolin, fanno a gara per contendersi la palma del migliore nel rendere credibili i rispettivi personaggi.
Decisamente da evitare dalle persone troppo sensibili o che credono nelle favole a lieto fine , ma certamente consigliato a tutti gli altri.

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