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Recensione su Shutter Island

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24 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Allora, film bucato al cinema (no, non sono perfetto, ok) perché andava visto, l’ultimo di Scorsese con DiCaprio che psicopateggia. E io non credevo ma è davvero a kind of horror, e insieme un omaggio non nascosto a mille milioni di film di serie B ma anche A. Due detective nei fifties (no, non sono i detectives che hanno 50 anni, ma non capite un belino -.-) vanno su quest’isola dove si trova in poche parole una gabbia di matti, per cercare di trovare una paziente/detenuta scomparsa. Per esempio l’apparizione dell’isola ricorda quella dell’isola del Teschio in King Kong (mi faccio un po’ il figo-idiota, l’ho letto su Rolling Stone. Guardatemi mentre faccio anche EHI! col pollice). Sull’isola l’ambiente è malato e morbidamente morboso, e piove sempre, perché ovviamente sta arrivando il tornado. Anni ’50, tempi di guerra fredda, nazisti scappati in Usa e esperimenti sui cervelli e lobotomie.
Il personale sanitario sembra proprio non voler collaborare, e qua ci nascondono qualcosa e c’è del marcio in Danimarca. Fotografia, colori e grinte dei personaggi sono smaccatamente espressionistici, musica a condimento, il posto è malato, chi sono i matti? Sono i dottori i matti, forse io sono matto? Finale da NOOOOOOOO che ricopia pedissequamente ma non troppo Il gabinetto del Dottor Caligaris. E ok, se non siete esperti di film tedeschi del 1919 vi perdono. Naaaaa, non lo so se vi perdono.
Leo è pieno di traumi alle spalle, che risalgono come il caffè nella sua caffettiera o come lo sbocco nell’esofago di qualcuno che si è divertito troppo (la nostra sudafricana, for instance).
I ratti pullulano famelici, porte e inferriate si aprono, e chiudono e sbattono su segrete che segreti nascondono inconfessabili, e tanto anche quando te li confessano tutto sarà quel che non sembra. Leo va avanti testone a allucinazioni e flashback, di quando ha liberato Dachau e scheletri di ebrei, della moglie morta che gli compare in nugoli di petali di rosa che diventano poi cenere nera, e fantasmi che si sbriciolano tra le dita. Cose così, vai di psicologia spiccia, vai di parapsicologia, si arriva al punto che non si capisce più di cosa si va ma ormai non frega più niente. E ci si incazza anche O_O MA SPIEGAMELO CAZZO!!! CHI E’ CHI????
Va detto che io accetto tutto ma Leo che prima scende e poi sale una parete totalmente DRITTA a strapiombo sul mare un po’ mi ha dato fastidio. Ma va là, ma con quelle scarpe, dove ca**o vai Leo?
Alla fine, forse, e dico forse eh, tutti i pezzi trovano un posto. Non si sa se sia il loro ma è già qualcosa. E vaffanc**o al tornado e ai matti schizzati, si sta un po’ tranquilli.

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