21 Recensioni su

Shutter Island

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Cos’è peggio?Vivere da mostro o morire da persona perbene? / 8 Gennaio 2021 in Shutter Island

Martin Scorsese dimostra la sua bravura cimentandosi in questo thriller/horror, genere per lui atipico, e facendolo molto bene con un film tecnicamente ben curato e dal ritmo avvincente e che mescola ottimamente thriller psicologico a elementi soprannaturali con un finale che, per me che sono abituata a questo tipo di pellicole, è prevedibile ma sempre di effetto. L’atmosfera tetra poi ben si sposa con la storia.
Superlativo il cast su cui spicca un bravissimo e tormentato Di Caprio.
Un ottimo film tratto tra l’altro da un romanzo di Denis Lehane e che sono ora curiosa di leggere, nonostante non abbia avuto in passato feeling con questo autore (“Buio prendimi per mano” non mi era piaciuto per niente tanto che lo abbandonai a metà lettura).

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grande prova di maestria cinematografica / 7 Aprile 2020 in Shutter Island

Scorsese, Di Caprio, Ruffalo, Kingsley e Max Von Sydow insieme un un film che è anche difficle da incastonare in un genere. Favoloso

Le realtà angoscianti / 3 Marzo 2016 in Shutter Island

La psicologia vien messa a nudo per i nostri occhi e le nostre menti affamate di verità, di coscienza, di tutto.
Un film purtroppo sottovalutabile all’occhio poco attento o pigro per una visione ove la mente deve prendere il sopravvento ingegnandosi, non per capire, ma per immaginare.
Scorsese come un pittore lascia la propria firma agli angoli d’ogni frame, sia che si parli di situazioni che di scene intere, sicuramente uno dei piu’ adatti per il ruolo.

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Angoscia / 5 Novembre 2014 in Shutter Island

Thriller psicologico – anzi, psichiatrico – decisamente angosciante, con il tipico gioco ad incastri di Scorsese in una ambientazione cupa, invernale, claustrofobica. Di Caprio forse esagera un po’ nell’ambiguità del ruolo, ma alla fine dei conti risulta convincente come sempre; generalmente di ottimo livello il resto del cast. Alla base di tutto c’è l’avvolgente e nero soggetto di Lehane; Scorsese non lesina con le visioni macabre, davvero inquietante la scena del lago.

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16 Settembre 2014 in Shutter Island

Lo volevo vedere da quando è uscito al cinema, finalmente quest’anno ce l’ho fatta e mi scappa un: per fortuna! In realtà ad un certo punto del film mi era venuto il dubbio che fosse come è effettivamente la fine, però mi è piaciuto lo stesso molto, Di Caprio è molto bravo, forse non sarebbe stato lo stesso film senza di lui

14 Agosto 2014 in Shutter Island

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Uno dei film più sconvolgenti, inquietanti e destabilizzanti degli ultimi tempi, Shutter Island si innesta nel filone dello psico-thriller, con punte di horror, ricalcando i passi (e il successo) de Il sesto senso, film a cui sembra chiaramente ispirarsi quanto alla struttura.
Solo che qui il colpo di scena finale è duplice:
– quello, invero più centellinato, della avvenuta consapevolezza da parte del protagonista (e dello spettatore) della propria follia, nonchè
– quello, in zona cesarini, affidato alla battuta finale di Di Caprio, che lì per lì lascia storditi, aprendo la mente alle probabili interpretazioni.
Personalmente, l’interpretazione maggioritaria del finale mi sembra anche la più plausibile: quella della effettiva “guarigione” di Edward alias Teddy alias Andrew, seguita da una finta ricaduta per farsi (coscientemente) lobotomizzare e quindi dimenticare le sue colpe.
Sta di fatto che il film ha fatto molto discutere, facendo scatenare il pubblico dell’era di internet su blog e forum appositi.
Da un punto di vista tecnico la pellicola è davvero notevole: c’è tutta la maestria di uno Scorsese ormai divenuto professore di cinema, che pennella con la folle sicurezza di un Van Gogh e l’inventiva di un Dalì.
Splendida la fotografia di Robert Richardson, a tratti dai colori estremamente (e piacevolmente) saturi, a tratti cupa e fosca, quasi dark à la Burton.
Un ossimoro che è in realtà un accostamento intelligentemente applicato all’ambientazione del New England (un’isola al largo di Boston, che in realtà non esiste, ma è ottenuta digitalmente tramite l’unione di più ambientazioni, tra cui Peddocks Island nel Boston Harbor e altre località – tra cui mi è sembrato di riconoscere anche il campus della Harvard University).
Interessante (e anch’essa inquietante) colonna sonora.
Da un punto di vista stilistico la pellicola è pressochè perfetta; ciò che non mi porta al voto massimo è il personalissimo senso di inquietudine che la sceneggiatura tratta dal soggetto di Dennis Lehane (lo stesso di Mystic River) mi ha infuso.
Il tema della follia è inquietante, nelle sue molte sfaccettature, ma qui viene esasperato, coniugandolo alle già di per sé elettrizzanti atmosfere dell’horror-thriller.
Né esce fuori un film forte… bello, assolutamente da vedere, ma estremamente forte (forse troppo).

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O_O / 6 Agosto 2014 in Shutter Island

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

O_O espressione di fine visione. Esplicativa.
Decisamente un film che tende a far impazzire anche gli spettatori. Più di una volta mi sono sentita anche io un topo in un labirinto di qualche scienziato. Il peggio era che il labirinto era pure una costruzione mentale!!
Tanto di cappello a Di Caprio, sempre bravissimo.
(ora le mie paronoie mentali si ritorceranno su se stesse, elevandosi all’ennesima potenza!)

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19 Giugno 2014 in Shutter Island

Disgressione di Martin Scorsese nel thriller psicologico in ambiente carcerario. Niente di innovativo ma tutto viene fatto con la consueta maestria.

5 Settembre 2013 in Shutter Island

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

il film è molto bello dal punto di vista scenografico (mi piace tanto la colonna sonora) è il film ti prende e tutto… però se avete visto film come “a beautiful mind” e “fight club” capite come va a finire il film

24 Dicembre 2012 in Shutter Island

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Allora, film bucato al cinema (no, non sono perfetto, ok) perché andava visto, l’ultimo di Scorsese con DiCaprio che psicopateggia. E io non credevo ma è davvero a kind of horror, e insieme un omaggio non nascosto a mille milioni di film di serie B ma anche A. Due detective nei fifties (no, non sono i detectives che hanno 50 anni, ma non capite un belino -.-) vanno su quest’isola dove si trova in poche parole una gabbia di matti, per cercare di trovare una paziente/detenuta scomparsa. Per esempio l’apparizione dell’isola ricorda quella dell’isola del Teschio in King Kong (mi faccio un po’ il figo-idiota, l’ho letto su Rolling Stone. Guardatemi mentre faccio anche EHI! col pollice). Sull’isola l’ambiente è malato e morbidamente morboso, e piove sempre, perché ovviamente sta arrivando il tornado. Anni ’50, tempi di guerra fredda, nazisti scappati in Usa e esperimenti sui cervelli e lobotomie.
Il personale sanitario sembra proprio non voler collaborare, e qua ci nascondono qualcosa e c’è del marcio in Danimarca. Fotografia, colori e grinte dei personaggi sono smaccatamente espressionistici, musica a condimento, il posto è malato, chi sono i matti? Sono i dottori i matti, forse io sono matto? Finale da NOOOOOOOO che ricopia pedissequamente ma non troppo Il gabinetto del Dottor Caligaris. E ok, se non siete esperti di film tedeschi del 1919 vi perdono. Naaaaa, non lo so se vi perdono.
Leo è pieno di traumi alle spalle, che risalgono come il caffè nella sua caffettiera o come lo sbocco nell’esofago di qualcuno che si è divertito troppo (la nostra sudafricana, for instance).
I ratti pullulano famelici, porte e inferriate si aprono, e chiudono e sbattono su segrete che segreti nascondono inconfessabili, e tanto anche quando te li confessano tutto sarà quel che non sembra. Leo va avanti testone a allucinazioni e flashback, di quando ha liberato Dachau e scheletri di ebrei, della moglie morta che gli compare in nugoli di petali di rosa che diventano poi cenere nera, e fantasmi che si sbriciolano tra le dita. Cose così, vai di psicologia spiccia, vai di parapsicologia, si arriva al punto che non si capisce più di cosa si va ma ormai non frega più niente. E ci si incazza anche O_O MA SPIEGAMELO CAZZO!!! CHI E’ CHI????
Va detto che io accetto tutto ma Leo che prima scende e poi sale una parete totalmente DRITTA a strapiombo sul mare un po’ mi ha dato fastidio. Ma va là, ma con quelle scarpe, dove ca**o vai Leo?
Alla fine, forse, e dico forse eh, tutti i pezzi trovano un posto. Non si sa se sia il loro ma è già qualcosa. E vaffanc**o al tornado e ai matti schizzati, si sta un po’ tranquilli.

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21 Agosto 2012 in Shutter Island

Il libro è da 9. Il film da 8.
Thriller “psicologico”, narrazione incalzante, Di Caprio uber alles.

21 Aprile 2012 in Shutter Island

L’idea è di quelle belle, lo sviluppo meno. Non riuscivo a sopportare quei continui effetti sonori messi lì giusto per tenere alta la tensione, anche in momenti in cui non era necessario.

17 Aprile 2012 in Shutter Island

la realtà è quella che ci costruiamo non quella che vediamo e questo capolavoro la dice lunga davvero…

finale terribile / 8 Agosto 2011 in Shutter Island

E’ un film che mi ha lasciata perplessa, la messa in scena è smagliante, alcune inquadrature, alcune scene sono molto belle (l’arrivo sull’isola, molte scene di guerra), ma non ho capito bene il senso e molto poco mi è rimasto del film. Si capisce molto presto che c’è qualcosa che non va, Di Caprio è troppo disturbato già sul battello, Ruffalo non si guarda mai intorno, guarda sempre lui, come se fosse lui il suo unico interesse, ha molte difficoltà a togliersi la pistola il che è strano assai. La storia si incupisce sempre più, Scorsese dissemina indizi, il bicchiere che non c’è, ti dice chiaramente che Di Caprio sta affrontando se stesso dentro quell’isola (ogni momento è un contraltare della sua memoria confusa), ma in fondo noi non stiamo affrontando noi stessi.
Benchè la citazione al silenzio degli innocenti regga tutta l’ambientazione nel settore C del manicomio è proprio quel luogo che secondo me ne esce ingiustificato e poco analizzato.
Ho trovato coinvolgente l’idea della guerra come sfondo indissolubile della tragedia, benchè la figura di von Sydow sia un po’ telefonata, indissolubile anche alle paure, agli orrori, la vicenda privata però è molto fredda.
Terribile il finalino del “ora vi spiego come sono andata veramente le cose” che Scorsese cerca di salvare con l’ultima frase di Di Caprio.
Un film dal buon mestiere in cui Di Caprio mi è piaciuto, ma dalla storia poco coinvolgente e a mio parere molto forzata

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6 Agosto 2011 in Shutter Island

Inquietante al punto giusto. Non un momento di respiro.. e quando cominci a pensare che….

6 Maggio 2011 in Shutter Island

ho visto il film dopo aver letto il libro (veramente bellissimo), quindi non sono rimasta stupita del finale a sorpresa…ma è stato bellissimo vedere lo shock di chi era in sala con me!!!

9 Aprile 2011 in Shutter Island

Meraviglioso! Mi ha colpito moltissimo e sono contenta di averlo visto nonostante i dubbi iniziali! In questo film nulla sembra fuori posto: personaggi, musiche, ambientazione, luci, ombre, dialoghi… l’ho adorato fin dall’inizio e lo consiglio vivamente a tutti!

8 Aprile 2011 in Shutter Island

Tratto dal romanzo di Dennis Lehane (“La morte non dimentica” da cui “Mystic River”) un buonissimo thriller di Martin Scorsese.
Prima di Inception, Leonardo di Caprio è già tormentato nel suo subconscio dalla moglie morta e inizia un viaggio nella follia di un manicomio criminale. Onestamente le analogie con Inception non finiscono qui.
Quella che inizia come un’indagine, prosegue quasi come un’ossessione del protagonista nel chiudere i conti con il passato. Il film mantiene bene le atmosfere del libro passando dall’analisi della follia, ai campi di concentramento fino al fantastico finale (simile al libro). Drammatiche alcune scene (proprio nel campo di Dachau) e il crimine di cui è responsabile la paziente scomparsa (simile ad alcuni fatti di cronaca che hanno sconvolto la Valle d’Aosta).
Forse l’unica pecca è proprio questa: per chi ha letto il libro, la prima visione sarà sicuramente diversa rispetto agli altri. Curioso x certi versi il fatto di averlo visto con i miei genitori e “apprezzato” le loro reazioni al finale che io già conoscevo.
Fantastico il cast: Leonardo di Caprio bravo come al solito nei panni di Teddy, Mark Ruffalo in quelli di Chuck, la bella Michelle Williams la moglie, Ben Kingsley il dottore dell’ospedale psichiatrico.
Film intenso e da seguire con attenzione soprattutto nel finale.

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Cinema puro / 31 Marzo 2011 in Shutter Island

Eh si..questo è un film da vedere in sala a luci spente con tv grande schermo (e non tubo catodico come il mio)..Già dall’inizio del film si percepisce un’atmosfera cupa e intensa che ti fà stare lì come inebetito a gustarti fotogramma per fotogramma, merito di una bellissima fotografia, musica ad hoc e ..perché no anche gli attori sono nella parte! Bravo Scorsese

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Leonardo DiCaprio è un agente dell’F.B.I. / 13 Marzo 2011 in Shutter Island

Siamo negli anni ’50 e Leo e il suo partner, Mark Ruffalo, indagano sulla sparizione di una paziente dal manicomio criminale di Shutter Island. La paziente è fuggita da una cella chiusa con sbarre alle finestre e inservienti, infermieri e addetti alla sicurezza a pattugliare i corridoi. Impossibile per chiunque. La paziente è come “volatilizzata”. Il mistero incalza e Leonardo DiCaprio inizia gli interrogatori. La sua è una matita impazzita che prende nota di ogni dettaglio su un taccuino malmesso. Nei padiglioni del manicomio sono trincerati pericolosi assassini dagli sguardi persi nel vuoto e, ai piani alti, lo scienziato pazzo (Ben Kingsley) e il suo collega (Max von Sydow) non sembrano voler collaborare più di tanto, persi tra agghiaccianti drink davanti al caminetto e teorie filonaziste su farmacologia e lobotomia. Nel frattempo, l’isola sembra essere morfologicamente perfetta per dare il via alla classica discesa negli inferi: c’è un faro avvolto dalla foschia ai piedi di una scogliera dalla fisionomia spaventosa su cui si infrangono acque impazzite. Un uragano costringe i due malcapitati agenti a restare sull’isola più del dovuto. Lontano dalla terraferma. Soprattutto, lontani dalla realtà. Pensate a quanto sarebbe andato sprecato tanto materiale in mano a qualche improvvisato regista de paura. Martin Scorsese, in trent’anni di carriera, non ha mai familiarizzato con i colpi di scena. Perciò, più che sedurre lo spettatore con il facile prontuario di effetti speciali (suggeriti, invece, dal trailer e soprattutto dalla locandina, colpevole di aver portato al cinema un’ordata di ragazzini a caccia dell’horror da drive-in) gioca tra le linee del film psicoanalitico e il thriller gotico con mestiere. Rielabora i cliché attingendo, divertito, persino dalle ghost-story orientali. E mette in scena un impianto onirico assolutamente straordinario (su tutte la sequenza dell’ufficiale nazista ripreso dall’alto mentre centinaia di fogli di carta volteggiano ovunque) lasciando che tutte le certezze, i presentimenti e i dubbi di Leonardo DiCaprio vengano spazzati via sulle note della Passacaglia di Krzysztof Penderecki, in un doppio finale che rinuncia volutamente a sbalordire lo spettatore, svelando l’arcano con una semplicità quasi irritante. Shutter Island è un film che interrompe la corrente dei thriller furbacchioni, quelli dei mille dettagli, della pletora di indizi irrilevanti, della messa in scena volutamente incomprensibile, del disordine somministrato a poco a poco: un meccanismo collaudato che funge da preliminare necessario all’immancabile colpo di scena finale di cui si nutre lo spettatore da ormai quindici anni a questa parte (più o meno da “I soliti sospetti” in avanti). Scorsese, invece, non concede nulla e il pubblico va in crisi di astinenza. E così, mentre Leonardo DiCaprio precipita nel suo delirium tremens la platea, impreparata, inizia ad accusare i sintomi della brusca privazione dal film ad effetto, stramazzando nel cartone dei pop-corn.

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27 Febbraio 2011 in Shutter Island

Ho visto questo film conoscendone già tutti i particolari ed il finale, visto che recentemente avevo letto il libro di Dehane. Ricordo che il libro mi sorprese parecchio, e forse in questo Scorsese s’è sbottonato un pò troppo lasciando intuire un possibile finale ma resta il fatto che
il regista non si smentisce mai: il film è davvero coinvolgente, sconvolgente e riesce ad essere anche più cupo e terrificante del libro stesso. Di caprio, nella parte del protagonista Teddy Daniels, è strepitoso e si riconferma un attore di eccezzionale bravura.
Alcune scene sono davvero forti, trovo che il divieto ai minori di 14 anni sia più che dovuto, detto questo però è un film che consiglio vivamente: Un thriller mozzafiato, da vedere (e da leggere).

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