Recensione su Showgirls

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SCIO’ GIRLS / 23 Gennaio 2021 in Showgirls

Paul Verhoeven arriva a “Showgirls” dopo tre quattro successoni clamorosi. Inciampa, scivola e si spezza le corna. La critica, il pubblico, gli addetti ai lavori…tutti ma proprio tutti, picchiano duro per demolire “Showgirls”. Il film si rivela un flop clamoroso e porta a casa un botto di Razzie Awards che lo sportivissimo Verhoeven va a ritirare di persona. (Allego reperto A https://www.youtube.com/watch?v=3E7xzEnt2eA)

Una ragazza dal passato oscuro arriva a Las Vegas col sogno di ballare. Qui comincia una scalata fatta di soprusi e compromessi.

Showgirls è un film girato benissimo, forse esteticamente il più curato del regista olandese.
Il problema è il contenuto. Sempre esagerato dal primo all’ultimo minuto e poco incisivo nella critica, ammesso che ci sia.
Se c’è una condanna (ma forse non c’è) sulla oggettivazione e mercificazione della donna, questa è talmente velleitaria e all’acqua di rose, da passare totalmente in sordina. Alla fine si guarda solo della carne per due ore in balletti erotizzati. A onor del vero da un film che s’intitola “Showgirls” ci si aspetta della sana merceficazione, ma non c’è già la televisione per quello? All’interno della trama c’è un meccanismo alla Eva contro Eva talmente smaccato da risultare chiaro e di cattivo gusto sin da subito. Frettoloso.

Elizabeth Berkley. Che dire? vogliamo sparare sulla croce rossa? Una roba imbarazzante che nemmeno il salvagente del doppiaggio riesce a salvare. Sempre esagerata in qualsiasi reazione, sempre sopra e sotto le righe, mai empatica col pubblico. Agita le sue grazie come se non fossero le sue risultando più sgraziata che erotica. Per il ruolo era candidata l’appena ventenne Charlize Theron, che per sua e nostra fortuna schivò la pallottola.

A distanza di anni il film rimane quello che è, brutto. Decente nella forma (visiva) e disattento nel contenuto.

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