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Recensione su The Shock Labyrinth: Extreme 3D

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4 maggio 2014

Takashi Shimizu, uno degli artefici della nascita e del successo della cosiddetta corrente “jappo-horror”(basti pensare a “The Grudge”), questa volta, forse peccando un po’ di presunzione, fa un enorme buco nell’acqua con questo suo “The shock labyrinth”, un film interamente in 3D(quanto lo detesto) che, al di là degli elementi visivi notevoli(non per me…non sapete che tortura sia stata vedere quel dannato coniglietto di peluche fluttuare eternamente a mezz’aria) non ha nient’altro da offrire…una storia che più banale non si può(le onnipresenti ragazze spettrali che tornano dall’aldilà per vendicarsi di coloro che l’hanno uccise), con dialoghi a dir poco interessanti e suspense e azione ridotti al minimo termine.
E’ davvero difficile trovare un punto di forza in questo film, per citare il titolo un lungo labirinto nel quale, oltre ai protagonisti, si perdono anche gli spettatori, un labirinto fatto di ricordi infantili dei protagonisti, di sensi di colpa, di vendette personali che, alla fine, danno vita a un complicato e alquanto stucchevole rimpiattino tra presente e passato che annoia terribilmente chi lo guarda.
Un film terrificante, ma non nel senso buono…peccato perché Shimizu ha dato prova nel tempo di saperci fare, speriamo che questo sia stato solo un incidente di percorso…

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