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Recensione su Sherlock Holmes: Gioco di Ombre

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1 aprile 2013

Niente da aggiungere rispetto al primo episodio, e il problema é proprio questo.
Un sequel parte sempre con un gap da colmare, consistente nell’obbligo di offrire qualcosa in più rispetto al predecessore. Se non lo fa, il tutto non può che rivelarsi una mera operazione commerciale per raccimolare (economicamente) tutto il raccimolabile da un personaggio che (causa anche discutibili mistificazioni) ha fatto breccia nel grande pubblico.
Ciò detto, solo il talento di Guy Ritchie nel rendere spumeggiante qualsiasi cosa gli passi tra le mani salva questa pellicola dall’essere un semplice dejavu.
Stavolta gli sceneggiatori si sforzano di esser leggermente più fedeli al canone di Sir Conan Doyle, con la storia che é ispirata, incluso il finale, a “L’ultima avventura”. Ma solo ispirata, perché tutto l’intrigo internazionale di fondo é pura invenzione, a tratti con punte di moralizzazione leggermente fuori luogo.
Ambientazioni europee di fine ‘800 suggestive, con qualche location stile Signore degli anelli.
Più azione rispetto al primo episodio (anche se a tratti sembra di guardare Matrix), meno deduzione, che si riduce per lo più a cervellotica premonizione spesso sfociante nel surreale.

4 commenti

  1. yorick / 1 aprile 2013

    Ma il 7 a cosa è dovuto, allora?

    • hartman / 1 aprile 2013

      Caro @yorick, come ben sai i nostri metri di giudizio sono ben differenti.
      Io raramente do meno di 6 a un film e nel caso di specie ho dato 7 per la giuria di Guy Ritchie.
      Ciò detto, sintetizzare un giudizio in un carattere numerico é un’esercizio intellettuale cui forse ritengo di non applicarmi con la dovuta efficacia e preferisco affidare le mie valutazioni alla recensione in cui si possono articolare meglio i propri giudizi rispetto alla semplice apposizione di un numerino.. 😉

      • yorick / 1 aprile 2013

        Questo non risponde alla domanda :/

        • hartman / 1 aprile 2013

          Come no, ho risposto: “nel caso di specie ho dato 7 per la giuria di Guy Ritchie”…
          Secondo il mio opinabilissimo modo di vedere, un film parte dal 6 e se mi fa proprio ribrezzo scende al di sotto.. Ma tendenzialmente mi sforzo sempre di trovare qualcosa di positivo in quello che vedo.. Se poi trovo qualcosa di particolarmente convincente salgo con il voto.. In questo caso, e mi ripeto, “ho dato 7 per la giuria di Guy Ritchie”..
          Così va meglio, @yorick l’esegeta? 😀

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