Recensione su Shame

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Bravo McQueen / 25 Febbraio 2012 in Shame

Mi è piaciuto, anche se non si può dire che sia un film che si possa amare. Sarebbe certamente esagerato, ma soprattutto sarebbe inadeguato, im-pertinente. Perché se c’è una cosa di cui non si parla in questo film è proprio l’amore, di cui rimane l’assenza, irraggiungibile. Se disperatamente ci si trova lì ad aspettare che almeno uno dei personaggi riveli, anche solo per un istante, un guizzo d’amore rapido, veloce, circoscritto, che magari scomparirebbe un secondo dopo per sempre, beh, minuto dopo minuto, si comincia a capire che no, non accadrà mai.
L’amore – in tutte le sue accezioni – è un significato, una parola, un mondo, una sfera di esperienza preclusa a Brandon; pasticciata, confusa, e troppo adulterata da cose che non c’entrano per Sissy; non pertinente per indifferenza o perfino per inconsapevolezza della sua stessa esistenza per il capo di Brandon, e così via…

Niente amore perché per provare amore bisogna essere capaci di sentire.
Meglio: bisogna avere voglia di sentire, bisogna avere il coraggio di sentire.
E restare lì.

Le dipendenze, si sa, sono un meccanismo di ottundimento della percezione. Il gioco è quello di vivere il più possibile annebbiati. Ma naturalmente non è un gioco che riesce. I risvegli ci sono, gli attimi di lucidità anche, le percezioni eccome. E bruciano, scavano, feriscono ancora di più di quell’amore/sentimento che si vuole evitare a tutti i costi perché ritenuto la minaccia più grande.

In tutto il film si respira (no, non si respira, perché il fiato via via manca) questo clima opprimente, schiacciante, frenetico, da fuga costante (in qualunque modo, con qualunque mezzo, purché sia fuga), caotico, inconcludente, e costellato di una miriade di “tentativi falliti” (isotopia che emerge spesso). Fuga dal sentire, che è il grado che precede l’amore. Almeno sentire. E l’illusione di poterlo fare.

Argomento di estrema complessità, quindi bravo McQueen, sei riuscito a renderne uno spaccato, e fare film (e arte) sulle mancanze è sempre più difficile che farle su ciò che c’è. Uno spaccato efficace, bastava sentire il peso dei passi all’uscita dal cinema.

Quindi, bravo McQueen, ma davvero. Riprese interessanti, regia che è stile, inquadrature e montaggio che sono parte assoluta della trama e del senso. Senza esagerare, ma con maestria, q.b.: quella strana magia che emerge quando si sa cosa si sta facendo.

Un’ultima cosa, Steve… c’è qualcosa in questo film, l’unico visto per ora (mi aspettano già uno prima e uno futuro), che mi ricorda incredibilmente Neil Jordan, sbaglio?
Forse è questa capacità di aprire spaccati sulla vita entrando dalla porta principale per poi scoprire, via via che la macchina da presa girovaga per le stanze, mette il naso degli angoli e nelle pieghe dei personaggi che incontra, che ci sono cantine, ripostigli, anfratti bui, stanze mai abitate, stanze segrete di cui non si vuole parlare, cantine, cantine… Jung [che Fassbender conosce bene 😉 ] le chiamava i luoghi più profondi della psiche, quelli dove il governatore è il nostro inconscio, posto che la casa è l’archetipo della relazione che stabiliamo con noi stessi.
La prossima volta bisognerebbe provare a leggere il film da questo punto di vista: la casa di Brandon, l’arrivo di Sissy in casa, la sua “espulsione” – di Sissy e di Brandon stesso… l’albergo per l’incontro con la collega, l’unico barlume di speranza a un accesso diverso… mmm, fertile chiave… 🙂

6 commenti

  1. laschizzacervelli / 25 Febbraio 2012

    Bellissima recensione! Se non hai visto altro di McQueen ti consiglio vivamente “Hunger”, mi ha molto colpito 😉

  2. wigelinda / 26 Febbraio 2012

    Già, infatti. L’ho messo in lista! E tengo d’occhio il prossimo, di nuovo con Fassbender: “12 years a slave” – immagino non prima del 2013… ma chi promette bene merita di essere atteso 🙂

  3. Stefania / 26 Febbraio 2012

    Se vi interessa, con Fassbender, è appena uscito “Knockout” diretto da Steven Soderbergh 😉

  4. laschizzacervelli / 26 Febbraio 2012

    @Stefania: m’hai letto nel pensiero, stavo giusto cercando un’anima pia che mi accompagnasse al cinema a vederlo stasera 🙂

  5. Stefania / 28 Febbraio 2012

    @laschizzacervelli: ho visto che l’hai visto! Ma mi pare non ti sia piaciuto: come mai?

  6. laschizzacervelli / 28 Febbraio 2012

    @Stefania: in tutta sincerità? Noioso all’inverosimile, trama scontatissima -in realtà un’accozzaglia di tutti i cliché del genere-, gli attori un pò tutti sottotono, non c’è una battuta memorabile, una scelta registica azzardata, è piatto piatto piatto! Ho dato un cinque perché comunque è un compito fatto bene anche se non ispirato, per chi ama il genere spionaggio può ancora essere apprezzabile, ma io faccio arrivare alla sufficienza solo i film che rivedrei….e questo non lo rivedrei! 😉

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