Recensione su Shame

/ 20117.0520 voti

15 Gennaio 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il protagonista non sa amare senza avere paura. Ma anche quando non ama e deve semplicemente relazionarsi con una donna ha paura. E perfino quando deve relazionarsi con sé stesso ha una paura del diavolo.
Insomma, il protagonista è un pauroso.
Nel film, non viene spiegato da dove arrivi il suo profondo disagio, ma, visto anche quanto è complicata sua sorella e quante difficoltà sociali abbia anche lei, sono portata a credere che la loro famiglia e l’ambiente in cui sono cresciuti e con cui sembrano avere alcun legame siano stati negativamente determinanti (Non è detto che, se veniamo da un brutto posto, siamo cattive persone, Brandon, sussurra Sissy). A voler pensare “male”, sobillata da alcuni particolari, credo che fra i due sia intercorso un rapporto incestuoso e sono portata a credere che alcuni loro comportamenti, da ciò condizionati, non siano affatto casuali.
Trovare una causa a ciò che fanno non è fondamentale, me ne rendo conto, ma ho provato un grosso tormento nel trovarmi faccia a faccia (si fa per dire) con emotività così compromesse e con angosce così profonde da essere, per i protagonisti, praticamente inevitabili.

Del film, sono state “pubblicizzate” molto le scene di nudo e di sesso di Fassbender. In realtà, a colpire a più riprese lo spettatore non sono i centimetri quadrati di pelle nuda, ma la disperazione del protagonista, sufficientemente consapevole dei suoi problemi, ma incapace di farvi fronte: Brandon è solo per scelta, ma -di fondo- non vorrebbe esserlo, é consapevole di avere abitudini sessuali anomale e che ciò che cerca non è il piacere, ma -paradossalmente- una punizione alla sua aberrazione.
Cerca la rissa, la provocazione, l’abiezione personale in più modi. E, alla fine della fiera, è ancora più disperato di prima.

Insomma, il vero scandalo del film, secondo me, non risiede nelle scelte di Brandon, ma nella violenza che egli fa a sé stesso e alla sua bellezza, alla sua intelligenza e alla sua sensibilità.
In questo senso, per quanto mi riguarda, l’ultima mezz’ora di visione è stata particolarmente coinvolgente: ha provocato in me il cosiddetto Effetto Dogville. Nel mio caso, dicesi Effetto Dogville quel particolare contorcimento di viscere che comporta la chiusura della bocca dello stomaco, con scrollìo del capo accluso.

Fassbender è impressionante, ha occhi davvero disperati. La Mulligan è incasinata quanto basta e ha un’aria fragilissima.
Alcune sequenze appaiono interminabili (di New York New York non si vede mai la fine…), ma ammetto che sono funzionali a sviscerare alcuni aspetti psicologici dei personaggi, perciò bravo McQueen: pochi compromessi, la vicenda va narrata per quella che é.

4 commenti

  1. laschizzacervelli / 15 Gennaio 2012

    Aspettavo trepidante una recensione su questo film e sono decisamente felice che la prima sia tua: adesso non ho più dubbi, vado a vederlo! 😉

  2. Stefania / 15 Gennaio 2012

    @laschizzacervelli: oi mamma, spero di non aver accresciuto troppo le aspettative!
    E’ un film complicato da spiegare, anche a mente fredda, perché -pur essendo scomodo e disturbante- mi ha coinvolta e l’ho messo, come dire, su un piano personale. Insomma, in definitiva ho provato pena (e, paradossalmente, non comprensione) per i protagonisti.
    A mia volta, adesso, aspetto con molta curiosità la tua recensione 😉

  3. laschizzacervelli / 16 Gennaio 2012

    Non c’è che dire, concordo con la tua recensione in pieno, anch’io ho trovato nel protagonista, piuttosto che un “male di vivere” una vera e propria “paura di vivere”: l’ho percepito soprattutto nel suo atteggiamento di rabbia verso la sorella, che a differenza di lui si butta a capofitto nella vita nonostante la sua fragilità e i tanti (a detta del fratello) errori commessi. Regia ottima, fotografia eccellente e un Fassbender sul cui talento posa tutta l’impalcatura: insomma, soldi ben spesi, sia quelli dei produttori del film sia quelli del mio biglietto!

  4. Stefania / 16 Gennaio 2012

    @laschizzacervelli: oh, meno male che non sei rimasta delusa! 🙂

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