Recensione su Shame

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27 gennaio 2013

La seconda opera di Steve McQueen, dopo lo stupendo Hunger, è di nuovo caratterizzata dal connubio con Michael Fassbender.
Questa volta si tratta di dipendenze che consumano, dipendenza dal sesso come fuga dalla realtà, in un circolo vizioso che isola e respinge ogni altro essere umano che non sia solo un pezzo di carne senza coinvolgimenti emotivi.
Alternando una esteriorità profondamente di classe con sequenze tristemente squallide eppure perfette, Shame ti conduce a fondo insieme a Brandon ( Fassbender) e Sissy ( Carey Mulligan), fratelli allo sbando incapaci di aiutarsi a vicenda.
Sfruttando quelle che ormai sono le sue cifre stilistiche, McQueen gira pochi dialoghi, con lunghissimi piani sequenza, primi piani sul variare delle espressioni dei personaggi e una fotografia curatissima e in questo caso splendidamente azzurrata. Notevole la colonna sonora, davvero notevole.
Un film che forse un uomo può capire ancora più a fondo, ma non per questo meno bello e doloroso.

2 commenti

  1. Notta / 27 gennaio 2013

    …e anche qui 😀

  2. Alice* / 27 gennaio 2013

    Argh, come è successo? Correggo, grazie 😉

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