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Recensione su Shakespeare in Love

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Shakespeare in love / 11 ottobre 2015 in Shakespeare in Love

Shakespeare in love è un film con una bellissima sceneggiatura, che mescola dottamente – seppur con riferimenti nozionistici – varie opere shakespeariane. Eppure, nel suo complesso, l’opera non convince del tutto.
Questo intreccio tra opere del bardo (Giulietta e Romeo in primis) e scorci della sua vita, sentimentale e non (di Shakespeare si sa talmente poco che qualsiasi ricostruzione può avere una qualche parvenza di verosimiglianza), è orchestrata sicuramente bene sulla carta, ma una volta messa su pellicola finisce per deragliare verso la sceneggiata strappalacrime in costume, tenuta a galla dall’ampio ricorso ai versi del drammaturgo di Stratford-upon-Avon.
Non che il film non sia emozionante, anzi.
Ma da una pellicola che è riuscita a strappare la bellezza di sette statuette (tra cui miglior film) agli Oscar 1999 (un anno che vedeva concorrere film del calibro di Salvate il soldato Ryan, La sottile linea rossa, La vita è bella), c’era da aspettarsi francamente qualcosa di più.
Costumi e scenografie eccellenti (ma con i soldi si fa questo e altro), grandi interpretazioni delle attrici femminili (la Paltrow nel ruolo della protagonista e la Dench in quello della Regina Elisabetta I), insieme, come detto, ad una grande sceneggiatura sono gli aspetti sicuramente positivi dell’opera.
Niente di che, invece, gli interpreti maschili (a parte un Ben Affleck che è tuttavia relegato ad un ruolo assolutamente marginale). Tra di essi, troviamo due attori (Fiennes – lo sdolcinato Shakespeare – e Rush) che lo stesso anno curiosamente parteciparono anche ad Elizabeth, altro film ambientato nell’Inghilterra della seconda metà del Cinquecento.

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