Recensione su Shadow

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23 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Questo era il (abbastanza) segnalato film del tipo dei Tiromancino. Che non ricordo perché ma è una persona antipaticissima, o sbaglio?
Come sia sia, è stupefacente abbastanza che se ne venga fuori con un film così, sia perché non te lo aspetti dal cantante antipatico dei Tiromancino, sia perché è un film che parte giallo di montagna e finisce horror anni’80 e sanguinaccio, quella serie B che poi è diventata supercult. E pensi “sticazzi, ma ci son di nuovo gli horror italiani?”
Un reduce dall’Iraq è appassionato di mountain bike, e gira sui monti non con Annette ma con, appunto, la mb. Posti belli eh, uh che belli, la libertà dello scendere in bici, gli spazi aperti corollati di rocce, i tramonti ecc. Incontra una tipa (scopabile, sì) che fa lo stesso, ah che anime gemelle, ma incontra anche due cacciatori sporchi e stronzi che finiscono per dare la caccia alle due anime. Grossi inseguimenti tra jeep e mb. Il protagonista, che sostiene di fare mb da quando era piccolo, mah, gli si crede anche ma sembra una pera marcia, casca in continuazione. Magari lo fai da quando eri piccolo, però non hai mai capito un cazzo. Poi per forza lo prendono. Insomma che tutti e quattro si perdono nei boschi, e qui vira all’horror, vengono fatti prigionieri dal maniaco sanguinario torturatore (il bellone in locandina), molto in stile Non aprite quella porta, giusto per dirne uno a caso. Hey, da qua in poi di originale non c’é nulla, sia chiaro, però il tipo mette a cuocere i cattivi su delle piastre, li scarnifica, fa ridere e schifo, insomma, proprio come un horrorBmovie dovrebbe fare. E poi ha pure Bush nella galleria con tutti i dittatori.
Ci sarà il sorpresone finale, resta il fatto che la sorpresa è soprattutto che un film così l’abbiano fatto di nuovo e l’abbiano fatto in Italia, e gli sia pure abbastanza venuto. Ma pensa un po’.

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