Shadow

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Shadow

David è un soldato appena rientrato dall'Iraq. Nel tentativo di dimenticare la brutta esperienza bellica, decide di intraprendere un viaggio in bicicletta attraverso una zona montuosa particolarmente solitaria. Purtroppo, si imbatterà in personaggi ben poco raccomandabili.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Shadow
Attori principali: Jake MuxworthyJake MuxworthyKarina TestaKarina TestamaschioNuot ArquintChris CoppolaChris CoppolaOttaviano BlitchOttaviano BlitchMatt Patresi, Emilio De Marchi, Gianpiero Cognoli

Regia: Federico ZampaglioneFederico Zampaglione
Sceneggiatura/Autore: Federico Zampaglione, Giacomo Gensini, Domenico Zampaglione
Colonna sonora: Andrea Moscianese
Fotografia: Marco Bassano
Produttore: Massimo Ferrero
Produzione: Italia
Genere: Horror
Durata: 77 minuti

Dove vedere in streaming Shadow

Vieni, c’è una strada nel bosco Il suo nome conosco Vuoi conoscerlo tu? / 27 Febbraio 2021 in Shadow

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Quando ho letto che Francesco Zampaglione, leader dei Tiromancino, ha realizzato un film horror, in più prodotto da quel pazzo scatenato di Massimo Ferrero, a momenti mi prendeva un coccolone ma alla fine è stato meno peggio di quello che pensassi.
Per me questo è un film che si può benissimo dividere in tre parti, la prima piuttosto suggestiva e con una fotografia eccellente che ti fa vivere la magia e il fascino del bosco ma anche il suo lato più oscuro e inquietante, la terza, quella finale, che altro non è che una scopiazzatura palese di “Allucinazione perversa” di Adrian Lyne e la seconda che turba lo spettatore con un’ambientazione oscura e gretta dove c’è l’entrata in scena di un personaggio che rappresenta l’incarnazione del male.
Le scene di tortura sono altamente disturbanti (la palpebra, brrr…) così come la colonna sonora che ricorda quelle dei Goblin.
Alla fine un film apprezzabile, un altro esempio di buon cinema italiano.

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Il peggior horror che io abbia mai visto… / 18 Agosto 2013 in Shadow

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non c’è una, e dico una cosa che faccia paura e/o metta ansia e/o non sia talmente ridicola da suscitare una risata, anzi, per la maggior parte del film viene spontaneo chiedersi: “ma si può essere più deficienti di questi qui?”…
Cominciamo con un dettaglio pazzesco: la birra che i tizi prendono al bar è quella della Coop, quella con sopra la moneta da 1 € che ride… Cioè, pure la sottomarca… Se io entrassi in un bar, chiedessi una birra e mi venisse data quella, ucciderei direttamente il barista e darei fuoco sia a lui che al suo locale…
Secondo: i due protagonisti si acclamano come espertoni di biking, però quando c’è da scappare cosa fanno? Seguono la strada coi tipi dietro che gli sparano, e quando tendono a tagliare per i boschi indovinate un po’? Rientrano nella strada! Fantastico… Per non parlare del tizio che fa un volo di un metro e gli si spacca la catena… Si vede che aveva la bici da 50 € della Decathlon (o magari della Coop, già che erano lì per le birre hanno comprato pure quella)… Manco gli attrezzi per una minima riparazione, e meno male che lo faceva dall’infanzia… Boh…
Ma passiamo al lato horror: il cattivone è un pelato simile a Voldemort che fa paura zero, fa le facce da finto psicopatico, lecca le rane e ci mette mezz’ora per fare un metro, con conseguente allungamento verso l’infinito e oltre di certe scene che al posto di far venire i brividi ti fanno solo venire il cristo… Nel film non muore praticamente nessuno, e comunque quelli che crepano non ce li fanno vedere… A sto punto mi guardavo i Cesaroni e avevo più paura… Nel finale il cliché del riflesso nella medaglietta è trash di quello puro e fatto neanche tanto bene (se voluto), e le musiche che accompagnano gli attimi “concitati” (per così dire) sono una brutta copia di quelle dei Goblin, tant’è che Dario Argento ha già messo le mani avanti dichiarando che questo regista NON è il suo erede… E ha fatto solo bene! Sapete com’è, qualcuno che non ha mai visto un suo film potrebbe essere spinto a pensare che Profondo Rosso è una porcata astronomica come questa…
Per concludere, una ciofeca. Consiglio quindi a Federico Zampaglione di fare un ulteriore passo in avanti nella sua vita e di evitare di fare cinema, visto che già i Tiromancino fanno “musica” di discutibile gusto, e di darsi, chessò, al giardinaggio o alla pesca d’altura…
Evitatelo come la peste, salverete ben 74 minuti della vostra vita. Almeno voi.

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23 Dicembre 2012 in Shadow

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Questo era il (abbastanza) segnalato film del tipo dei Tiromancino. Che non ricordo perché ma è una persona antipaticissima, o sbaglio?
Come sia sia, è stupefacente abbastanza che se ne venga fuori con un film così, sia perché non te lo aspetti dal cantante antipatico dei Tiromancino, sia perché è un film che parte giallo di montagna e finisce horror anni’80 e sanguinaccio, quella serie B che poi è diventata supercult. E pensi “sticazzi, ma ci son di nuovo gli horror italiani?”
Un reduce dall’Iraq è appassionato di mountain bike, e gira sui monti non con Annette ma con, appunto, la mb. Posti belli eh, uh che belli, la libertà dello scendere in bici, gli spazi aperti corollati di rocce, i tramonti ecc. Incontra una tipa (scopabile, sì) che fa lo stesso, ah che anime gemelle, ma incontra anche due cacciatori sporchi e stronzi che finiscono per dare la caccia alle due anime. Grossi inseguimenti tra jeep e mb. Il protagonista, che sostiene di fare mb da quando era piccolo, mah, gli si crede anche ma sembra una pera marcia, casca in continuazione. Magari lo fai da quando eri piccolo, però non hai mai capito un cazzo. Poi per forza lo prendono. Insomma che tutti e quattro si perdono nei boschi, e qui vira all’horror, vengono fatti prigionieri dal maniaco sanguinario torturatore (il bellone in locandina), molto in stile Non aprite quella porta, giusto per dirne uno a caso. Hey, da qua in poi di originale non c’é nulla, sia chiaro, però il tipo mette a cuocere i cattivi su delle piastre, li scarnifica, fa ridere e schifo, insomma, proprio come un horrorBmovie dovrebbe fare. E poi ha pure Bush nella galleria con tutti i dittatori.
Ci sarà il sorpresone finale, resta il fatto che la sorpresa è soprattutto che un film così l’abbiano fatto di nuovo e l’abbiano fatto in Italia, e gli sia pure abbastanza venuto. Ma pensa un po’.

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2 Settembre 2012 in Shadow

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Abbastanza retorico per plot ed estetica, ha il merito di essere un prodotto italiano: filoamericangore, questo sì, ma è pur sempre un esperimento nostrano che, in questo senso, non ha nulla da invidiare a certi prodotti d’oltreoceano, il che gli rende merito (senza, con ciò, voler essere campanilista ad oltranza).

Inquietantissimo il sadico e piena di spunti (abortiti, purtroppo) la sua storia. Le sue torture, pur efficaci, sono limitate nel numero e lui resta davvero poco tempo in scena, eppure regala quel tocco inquietante che rende il film speciale.

Ad ogni modo, per me, il finale contiene alcuni elementi che mi hanno lasciato un leggero dubbio. Li espongo qui:
https://www.nientepopcorn.it/groups/la-fine-e-solo-linizio/forum/topic/shadow-federico-zampaglione-2009/

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Sì, è proprio lui, il cantante dei Tiromancino. / 13 Marzo 2011 in Shadow

Lo dico subito: per fortuna si è dato al cinema. Il suo è un duplice merito: 1 lascia il gruppo alla deriva, con la seria speranza che chiuda; 2 fa un bel film. Shadow è uno spettacolo interessante, a metà tra un film americano e un film europeo. La prima parte è una sintesi trita e ritrita di almeno dieci anni di cinematografia horror statunitense sui boschi (da L’ultima casa a sinistra passando per Wrong Turn, Cabin Fever, Backwoods, Un tranquillo weekend di paura). Funziona benissimo. Due ragazzi che fuggono in sella alle mountain-bike per almeno venti minuti, inseguiti dai soliti bifolchi deformi e filo-nazisti con ferocissimo cane a supporto. Poi la catena si spezza, e la vicenda cambia. Il film diventa una sorta di Martyrs edulcorato, con un bel finale che ricompone tutti i pezzi e, soprattutto, con un cattivo favoloso, uno dei migliori in assoluto, interpretato magistralmente dal mimo Nout Arquint.

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