Recensione su Sex and the City 2

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3 marzo 2011

Questo prodotto dimostra, in fondo in fondo, 2 cose: dalla televisione rarissimamente può venir fuori qualcosa di cinematografico, sono linguaggi troppo diversi, la serialiatà tipica dei telefilm si sposa malissimo con il cinema; è davvero necessario richiedere l’istituzione di una autorità che vigili sulla chirurgia plastica, ma come si può permettere di arrivare a ridicolizzarsi così? Ma non è meglio sembrare una cinquantenne quando si hanno 50 anni che dimostrare di essere una sessantenne che vuole sembrare una cinquantenne quando se ne hanno appena 50?

Qui si fa a meno della trama, non c’è, ossia loro, le amiche, prima partecipano a un matrimonio (ebbene sì, ancora) ed essendo tutte sposate allora fanno maritare l’amico gay con un tripudio di trasharie tipicamente hollywoodiane che è una meraviglia per gli occhi (ma davvero volevano citare cappello a cilindro? mah!), poi dopo qualche riassuntello sul loro tran tran domestico le spediscono in uno degli emirati arabi, come e perchè è lasciato un po’ sul vago, ma insomma partono. Si portano dietro improbabili pensieri da donne maritate (ovviamente escluso Samantha), ogni pensiero rappresenta il carattere del personaggio, Carrie la coppia, Chalotte la famiglia e il suo ruolo di moglie e madre, Miranda il lavoro.
Non succede nulla neanche in vacanza fra fasti e ori incredibili, ok, Samantha viene arrestata per atti osceni in luogo pubblico, ma appunto nulla di strano. Tornano a casa riappacificate e felici. Perchè tradiscono NY che appunto non c’è? Probabilmente sarebbe stato disdicevole farle sgambettare fra firme e gioielli in un periodo di recessione e crisi economica, le isolano lì dove tutto diventa possibile, nell’esotismo fiabesco in cui si crede il lusso mai finirà
Lunghissimo, pochissimo ispirato, il film riesce ad essere meno mortifero del precedente che salmodiava in ogni immagine sulla meraviglia e doverosità del matrimonio, sulla necessità di seguire sempre e dovunque l’amato bene. Certo non avessero gli sceneggiatori il personaggio di Samantha sarebbe una palude di sbadigli: queste una volta legate dalla fede matrimoniale non fanno sesso, non le vediasmo farlo con i coniugi, non le vediamo sospirare per nessun altro, men che meno tradiscono (ok Carrie dice che ad un certo punto fa sesso con il suo ex Mr Big, adesso solo John, ma non si vede un centimetro di pelle, nè l’atto in sè, insomma la voce fuori campo dice qualcosa in merito; poi si scambia un bacetto con l’ex in piena andropausa, ma neppure il più puritano degli yankee si sgomenterebbe), solo la nubile si da’ da fare senza problemi e remore, almeno lei!
Insomma se il telefilm aveva al suo centro il sesso e la sua grande importanza nella vita delle donne, sembra che con il matrimonio tutto ciò scompaia.
Inutile cameo della Cruz che fa da improbabile scaturigine di gelosia per Carrie, divertito cameo della Minnelli che, con la sua senile e potentissima voce, fa impallidire la Beyoncè

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