Recensione su La città incantata

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Kamikakushi / 10 Aprile 2016 in La città incantata

Scrivere un elogio a questo film è una delle cose più semplici al mondo. E neanche mi va più di tanto di perdermi in chiacchiere su quanto sia ben fatto tecnicamente. Perché come tutti i grandi capolavori, non fa che lasciare senza parole. SI può analizzare in ogni sua parte in così tante maniere diverse, ma la pura e semplice realtà è che questo film è puro e semplice.
E’ un film che ti coinvolge, ti emoziona, che ti fa sentire parte della storia. E’ un film che non giudica ma ascolta. E’ un film che sia adatta ad ogni occasione, che si illumina di una luce diversa ogni volta che lo guardi . E mentre ti narra una storia così insolita in un mondo così corrotto, si mantiene comunque semplice e puro. E come si può elogiare questo film? Come si può ricoprirlo di complimenti e descrizioni quando è chiaro che queste non basteranno mai. Questo film è stato già tanto elogiato, quando forse aveva come unica pretesa quello di essere amato per le emozioni che donava, e di andare al di là di nazioni e circostanze, o età e epoche. E potrei trovare migliaia di ragioni per cui va amato. Ma non ce ne è bisogno, perché una volta visto si spiega da solo, si fa amare senza alcun bisogno di aiuto, si evolve senza che ci sia bisogno di spiegazioni logiche. E alla fine della visione ti fa sentire diverso, come se la crescita che hai appena visto compiersi sullo schermo progressivamente, ti abbia in qualche modo condizionato.
E nonostante le grandi aspettative che nutrivo soprattutto questa volta per un film di Miyazaki, Miyazaki riesce a volare più in altro della più fervida immaginazione. E il finale di questa fantastica avventura non lascia che quel vuoto paragonabile ai momenti in cui Dorothy torna a Oz o Alice si sveglia.

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