Recensione su Scream

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Le regole sono fatte per essere infrante. / 25 Novembre 2013 in Scream

Giocare con il genere, somontarlo, rimontarlo e reinventarlo con il fare di chi sà cosa sta trattando. Con “Scream” il regista Wes Craven si riperende l’horror, genere che ha contribuito a stilizzare nel corso della sua filmografia, ma soprattutto si riprende una certa credibilità artistica e registica, realizzando, probabilmente, il suo miglior lungometraggio, insieme al miracoloso e altrettanto sperimentale “Nightmare – Nuovo Incubo”, degli scialbi anni ’90. Craven costruisce la storia sul classico canovaccio del killer feroce ed imprendibile che terrorizza un’intera cittadina americana, con particolare attenzione ai teenagers festaioli e tipicamente “yankee”, ma intorno a tutto questo enorme clichè imbastisce un elegante saggio sulla funzione, più o meno valida, delle regole tipiche del genere horror.
Un film dunque decisamente atipico per gli standaridizzati e ormai saturi canoni degli anni ’90, difficile da catalogare e da inserire in un solo genere, poichè, come appena detto, lo si potrebbe leggere senza alcun problema come saggio, ben definito, del genere al quale vorrebbe appartenere, ma da cui probabilmente si eleva a qualcosa di più personale ed autoriale, spezzando, in un certo qual modo, tutte le certezze costruite in ben trenta e più anni di horror, per poi ricomporle e nuovamente portarcele via.
Craven si diverte a girare e ciò si evince da come il film scorre e procede con grazia, nonostante i continui e brutali squartamenti, fino ad arrivare all’immensa orgia di sangue finale, deliziosa, violenta ed estremamente divertente, dove i nodi vengono al pettine e le regole del genere, seppur violentate o modificate, tentano di tornare al loro posto. Si, perchè nonostante il regista tenda a rinnovare l’horror, riuscendoci anche abilmente, si nota come egli in realtà possieda una certa reazionarietà per quelle stesse regole, come a volerci comunicare che si, possono essere smontante, stropicciate o addirittura cambiate, come accade durante tutto “Scream”, ma mai del tutto accantonate, non se ne può fare a meno se si vuole imbastire un degno film horror di un certo tipo. Mai fare sesso, ubriacarsi o drogarsi (regole se ci si fa caso alquanto figlie di un certo puritanesimo) e mai dire “Torno subito”, quasi dei dogmi del genere, eppure durante “Scream” tutti, o quasi, vengono infranti ma, si torna a ripetere, mai accantonati. Evidenti, inoltre, i continui omaggi e rimandi cinefili che impreziosiscono la pellicola di una notevole maestria e cultura cinematografica alquanto dettagliata e fatta propria.
Dunque, un’opera brillante e brutale che ha dato vita ad un franchise di successo con ben tre sequel, mai, ovviamente all’altezza dell’originale e nuova linfa alla carriera frastagliata di Wes Craven, regista dai notevoli colpi di genio (non scordiamoci “Nightmare” ) ma anche dagli incredibili flop.
Ovviamente qui l’assasino non è il maggiordomo…

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